Presenza statunitense in Siria illegale

Gli Usa non hanno motivazioni valide per spiegare la loro presenza militare in Siria

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Presenza statunitense in Siria illegale

Secondo il Diritto Internazionale la presenza statunitense in Siria è illegale, ma soprattutto non motivata. Secondo Robert Ford, ex ambasciatore Usa in Siria, la presenza statunitense è una strategia “profondamente sbagliata”.

Perché la presenza statunitense in Siria è illegale?

In una dichiarazione, il ministero della difesa russo afferma che: “Washington non ha alcun mandato ai sensi del diritto internazionale o degli Usa per aumentare la sua presenza militare in Siria. Il suo piano non è motivato da preoccupazioni reali di sicurezza nella regione”. Attualmente, gli statunitensi non hanno mai motivato ufficialmente davanti all’ONU la loro presenza in Siria. “Pertanto, le attuali azioni di Washington, catturare e mantenere il controllo militare sui campi petroliferi nella Siria orientale è, in parole povere, banditismo internazionale di stato” aggiunge Shoigu. La presenza statunitense ha creato non poco attrito con la popolazione locale. Da due anni le tribù siriane fedeli a Bashar Al Assad si organizzano per una resistenza attiva contro la presenza statunitense. “Le truppe statunitensi e le compagnie di sicurezza private nella Siria orientale proteggono i contrabbandieri di petrolio. Contrabbandieri che guadagnano più di 30 milioni di dollari al mese” chiude Shoigu.


Tribù siriane ostili alle forze statunitensi

Attaccata base statunitense in Siria (video)

USA saccheggiano petrolio siriano in territorio occupato illegalmente


Quali sono i piani statunitensi per la Siria?

L’amministrazione Biden non ha fretta nel ritirare le 900 unità statunitensi in Siria. Una forza relativamente piccola che alcuni funzionari della Casa Bianca vedono come la chiave per prevenire una rinascita dello Stato Islamico. Soprattutto, bloccare il recupero dei giacimenti di petrolio da parte del presidente siriano Bashar Al Assad. Inoltre, la Casa Bianca dice che sta rivedendo la presenza delle truppe in Siria. L’annuncio solleva la preoccupazione che Biden riconsideri il dispiegamento come un ampio ridimensionamento delle truppe statunitensi in Medio Oriente. Robert Ford, ex ambasciatore in Siria durante l’amministrazione Obama, definisce l’attuale strategia Usa in Siria “profondamente sbagliata”. Ford afferma che Biden deve ritirare le truppe che hanno aiutato le Forze Democratiche Siriane, una milizia guidata dai curdi. “Non credo che ne valga la pena”, afferma Ford riguardo il dispiegamento americano. Lo Stato Islamico “non è più una minaccia per gli Usa”.

Aumenta la resistenza alla presenza illegale statunitense in Siria

La popolazione araba nel nord-est della Siria inizialmente sostiene gli sforzi delle milizie curde contro lo Stato Islamico. Ma molti arabi ora si risentono di essere sotto il governo dei curdi, creando una nuova fonte di reclute per contestarlo. Negli ‘ultimi due anni si sono registrati molti incidenti a scapito sia dei curdi che delle forze statunitensi. Le tribù siriane leali a Bassar Al Assad si sono riunite per creare un fronte di resistenza antiamericano. Infatti, sono molti i convogli di rifornimento attaccati, senza però lasciare vittime. Ultimamente sono prese di mira le autocisterne che trasportano il petrolio estratto illegalmente nel confine siro-iracheno. Un punto caldo dove le tribù siriane, esercito arabo siriano e milizie filoiraniane hanno creato un fonte unico determinati a contrastare la presenza illegale statunitense in Siria. Stessa tendenza anche in Iraq, dove la resistenza non si limita solo all’attacco dei convogli ma anche quello delle basi statunitensi.