MADRID – All’Istituto Italiano di Cultura di Madrid è stato presentato Il Salone del Libro di Torino, che si terrà nel capoluogo piemontese dal 9 al 13 maggio. La lingua ospite dell’edizione 2019 è lo spagnolo

I partecipanti all’incontro

Hanno partecipato all’incontro Nicola Lagioia, scrittore e direttore del Salone di Torino. È autore di romanzi come Riportando tutto a casa (Einaudi), premio Vittorini, Premio Volponi e Premio Viareggio. Nel 2015 con La ferocia (Einaudi), vince il Premio Strega.

Luis García Montero, poeta, scrittore e direttore dell’Instituto Cervantes dal 2018. È anche docente di Letteratura spagnola all’Università di Granada, Professore Onorario dell’Università di Mar de Plata (Argentina). Ha vinto diversi premi per la sua opera poetica.

Evelina Santangelo scrittrice di romanzi e racconti quali L’occhio cieco del mondo (Einaudi), premio Berto, Fiesole, Mondello, Chiara, Gandovere-Franciacorta. Inoltre ha scritto pure Senzaterra (2008), Non va sempre cosí (2015) e Da un altro mondo (2018).

Claudia Durastanti scrittrice e traduttrice, tra le sue opere Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010) Premio Mondello, La straniera (La Nave di Teseo, 2019). Organizza il Festival of Italian Literature in London.

Lorenzo Silva autore spagnolo di romanzi con i quali ha vinto premi quali  L’alchimista impaziente, Premio Nadal 2000; La marca del meridiano, Premio Planeta 2012.

Laura Freixas scrittrice e giornalista catalana, ha scritto diverse raccolte di racconti e dal 2013 inizia a pubblicare i suoi diari: Adolescenza a Barcellona intorno al 1970 e Una vita sotterraneanea. Diario 1991-1994. Insegna in diverse università spagnole e all’Estero.

I temi del Salone del Libro

Nel 2019 l’argomento cardine del Salone del Libro di Torino riguarderà le identità culturali. Quest’edizione coincide anche con i trent’anni della caduta del Muro di Berlino, quando si credette che tutti i muri sarebbero stati abbattuti, ma trent’anni dopo vediamo che vengono invece ricostruiti. “I Paesi hanno confini, le lingue no”, sostiene Lagioia.

Lo Spagnolo è una lingua fondamentale in più ambiti, oltre alla letteratura, è importante anche per il cinema e il teatro. E tra l’Italia e la Spagna vi è sempre stato un rapporto stretto di collaborazione su tutti questi fronti.

Nel Salone ci sarà proprio uno spazio fisico dove si incontreranno scrittori, giornalisti e lettori nella cosiddetta “Piazza dei lettori”, realizzata con la collaborazione dell’Istituto Cervantes.

Il 25 aprile ci sarà la presentazione del Salone nel contesto del progetto “Quadrante Sud”, e inizia proprio in quella data perchè viene inaugurata la Fiera del Libro di Buenos Aires che finisce quando inizia quella di Torino.

Le fiere rispondono ad un bisogno di “rifondare la comunità”, perchè i libri si leggono e si condividono, oggi sono venuti meno luoghi di incontro come la parrocchia o la sede del partito e i saloni e le fiere sono luogo di appuntamenti sociali. Conlude Lagioia.

Luis García Montero interviene dicendo che il Salone è sempre uno spazio che mette insieme lettori e autori. L’Istituto Cervantes ha sede in quattro città italiane: Milano, Roma, Napoli e Palermo. La sede che ha curato i lavori per il Salone è stata quella di Milano. Questo tipo di progetti comportano delle conseguenze come la collaborazione tra l’industria, gli editori e gli scrittori per dare impulso alla cultura spagnola.

Il tema dell’identità culturale europea è di grandissima attualità perchè tutti siamo toccati dalla questione delle migrazioni che stanno portando alla chiusura dei porti. Invece la natura della cultura, crea aperture e non chiusure e porta al confronto. È il momento opportuno perchè la Spagna partecipi in questa riflessione dell’identità europea per fare “diplomazia culturale”, una forma di dialogo più blando ma anche più incisivo.

Il Cervantes divulga anche la cultura non solo della Spagna ma anche dei Paesi in lingua spagnola, perciò sono stati coinvolti anche scrittori latinoamericani quali Claudia Piñeiro ed Enrique Vilamotos.

Claudia Durastanti interviene dicendo che della letteratura spagnola apprezza come si scrive il fantastico per parlare della realtà. Lorenzo Silva invece mette in risalto come il genere noir italiano sia stato utilizzato per poter raccontare quei fatti che non potevano essere raccontati sui giornali.

Per Evelina Santangelo il Mediterraneo sta diventando una grande fossa comune, per cui con la cultura dobbiamo dare “nuove fondamenta per la speranza”. Apprezza, al pari di Claudia Durastanti, la dimensione fantastica nella letteratura in lingua spagnola di cui un esempio è Julio Cortázar. Questo infatti è un modo di “guardare nell’indicibile” e oggi l’inesplicabile è parte delle nostre vite. Apprezza anche in particolar modo la scrittrice Rosa Montero che nel suo romanzo Tremore parla della violenza attraverso realtà fantasiose.

Laura Freixas dice che se si conosce la letteratura di un Paese, si ha una miglior predisposizione nei suoi confronti di un paese e non lo si vede più come qualcosa di diverso e lontano.

Riflessioni finali

Luis Montero infine sostiene che la poesia spagnola non sarebbe stata la stessa senza l’influenza di quella italiana e che molte risposte alle sfide di oggi dovrebbero venir fuori dal Sud d’Europa, per questo è decisivo che proprio da lì avvenga la riflessione.

A Nicola Lagioia, per chiudere, vengono in mente tre romanzi spagnoli, Patria di Fernando Aramburu, Anatomia di un istante di Javier Cercas e Conversazioni della Cattedrale di Mario Vargas Llosa. In quest’ultimo, nella prima pagina Vargas Llosa si fa una domanda molto semplice “quando è entrato in decadenza il Perù?” e per rispondere seguono seicento pagine in cui racconta il crollo di classi e fazioni. Lagioia si augura perciò che questo non accada in Europa, “è un atto di psicomagia alla Jodorowsky”. ng Acce

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