Presentato al MAXXI il libro fotografico di Carolina Sandretto “Cuba Vivir Con”

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Mercoledì 4 Novembre alle ore 18.30 è stato presentato al MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, il secondo libro fotografico di Carolina Sandretto, dedicato alla vita e alle persone di Cuba, tolta la patina edulcorata che arriva solitamente da questa bellissima e controversa isola.

“A Cuba manca talmente tutto che manca anche la speranza”. Carolina Sandretto riporta al pubblico del MAXXI una frase che può sembrare una frase di un libro, una headline di un qualche quotidiano, oppure una semplice frase fatta ad hoc per commuovere. Eppure non è nulla di tutto questo. Quella frase l’ha pronunciata una donna cubana parlando del suo paese. Ed è proprio quella Cuba, la Cuba lontana da cocktail, donne sensualizzate all’estremo e macchine sfavillanti che Carolina Sandretto racconta nella sua raccolta fotografica.

Anche il suo primo libro lo ha dedicato a Cuba. Cines de Cuba era però un progetto diverso, più sociale, come sottolinea Carolina stessa, mentre Cuba Vivir Con si propone una visione più intima, più personale dell’isola. “Fare i ritratti a quelle persone nelle loro case era come essere un parente in visita”, sottolinea Carolina, raccontando i tanti caffè presi in compagnia dei suoi soggetti e anche delle tante porte sbattute in faccia. “Gli spazi assomigliavano alle persone, come anche noi in fondo assomigliamo agli spazi in cui viviamo” commenta riguardo a quelle case e a quelle tonalità così tipiche e riconoscibili, ma che dietro nascondono storie a volte impensabili.

La scelta della familiarità Carolina la suggerisce anche nel formato e nell’apparenza stessa della sua pubblicazione. La grandezza ricorda quella di un album di famiglia e le scritte oro sono un omaggio agli album di matrimonio dei nostri nonni. Il materiale ricorda i divani di Sky tanto agognati a Cuba e il colore è quello del mare dell’isola. Una familiarità data anche dalla scelta della macchina fotografica, anni ’50, analogica, ingombrante ma che restituisce il senso della vita lenta e difficile di Cuba, con tinte più vere, più realistiche e che permetteva infine ai cubani stessi di sentirsi più vicini ad essa piuttosto che ad una macchina digitale ultimo modello.

Infine il focus sulla vita Cuba, sui suoi abitanti, persone coltissime (tantissimi i laureati) e piacevoli. Carolina racconta di come i cubani vogliano una transizione graduale, che dia loro nuovi diritti senza togliere quelli raggiunti. Si dichiarano infatti grati a Castro per la sanità pubblica e l’istruzione, ma i giovani cercano ovviamente un contatto con l’esterno, con il mondo “oltre” Cuba. La decisione di narrare l’isola attraverso le immagini è nata in Carolina dopo essersene innamorata a seconda vista (la prima volta è, a suo dire, scappata a gambe levate) e si è protratta per ben due libri, ma, come sottolinea lei stessa, si concluderà probabilmente qui. E se, usando le sue parole, “fotografia è la creazione di immagini, il passaggio di un sentimento”, non ci resta che sentire la vibrante e complessa vita di Cuba, racchiusa con vividi colori fra le pagine del suo nuovo libro.

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