Prendono il controllo di un gruppo Facebook Pugliese: frasi razziste e “black humor” sulla strage ferroviaria Corato-Andria.

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Nella serata di Domenica 2 Dicembre i circa trentamila membri del gruppo Facebook “mezz’ o borg” (in italiano “al centro del borgo”), la piazza virtuale della comunità di Terlizzi (Ba), hanno dovuto sorbirsi decine di post razzisti, contro il sud e i meridionali, dopo l’azione organizzata da parte di “Invaderz”, la gang di hacker che ha temporaneamente preso il possesso amministrativo del gruppo. Non possiamo confermare se si tratta di veri hacker considerato che l’episodio, comune a tanti altri casi del passato verificatisi in altre Provincie d’Italia, è stato promosso in forma anonima e sembrerebbe non presupporre la conoscenza professionale dell’informatica e delle reti. Ma procediamo con ordine.


Post di un profilo falso durante la “shitstorm” nel gruppo di Terlizzi.

Parliamo di un fenomeno che negli ultimi anni si sta ripresentando sempre più frequentemente sulla piattaforma Facebook, la più utilizzata dalle persone presenti con profili personali, pagine aziendali e che in molti casi gestiscono, amministrano e moderano gruppi Facebook tematici. È in quest’ultima categoria che si verificano episodi di “hacking” ma non sempre in forma casuale.

Infatti potremmo riferirci a diverse teorie, tutte ben rappresentate sul web, come le denunce e le segnalazioni della polizia postale, che descrivono nel dettaglio cosa può essere successo a quel gruppo Facebook i cui amministratori vengono estromessi dall’amministrazione che, a quel punto, cade nelle mani, o nelle tastiere come in questo caso, di profili chiaramente falsi. Agiscono con nomi fantasiosi e immagini di profilo inquietanti. Spesso utilizzano volti coperti da maschere per enfatizzare questa loro attività “pirata”.

Il fenomeno potrebbe essere quello dello “shitstorm” (in italiano “tempesta di letame”). Si tratta di un insieme di persone che hanno come obiettivo comune “ripulire” la piattaforma Facebook da gruppi reputati dannosi e inutili. Potremmo dire, ad esempio, che questi gruppi si muovono rispettando un proprio “codice etico” (che non ha nulla di morale in questi casi). Questi individui che si pongono nella posizione, praticamente, di paladini della pulizia di Facebook, in realtà non hanno altro scopo che quello di divertirsi, insozzando a loro volta il social network con post volgari, ingiuriosi, diffamatori e razzisti.

Post di un profilo falso durante la “shitstorm” nel gruppo di Terlizzi.

Sarebbe il caso del gruppo sopra citato. Infatti, in pochi minuti, il gruppo di Pugliese è stato invaso da post contro il sud, alcuni con immagini che non possiamo ripubblicare. In particolare il post più crudele, e che sottolinea chiaramente l’azione ignobile del gruppo “InvaderZ”, è stato quello in riferimento al tragico incidente ferroviario avvenuto il 12 Luglio 2016 nelle campagne tra Andria e la stazione di Corato. Frase che condanniamo, ovviamente.

La procedura messa in atto per raggiungere lo scopo prefissato è verosimilmente la seguente: viene replicato un account di uno degli amministratori del gruppo e viene richiesto, con una scusa banale, a un altro degli amministratori di aggiungerlo nuovamente. Una volta entrato nell’account, il “finto amministratore” procede alle eliminazioni aggiungendo i propri complici per avere, quindi, il totale controllo del gruppo in questione. Insomma, un’azione elementare che causa non pochi problemi.

In gran parte dei casi tutto questo è possibile quando gli amministratori del gruppo sono poco attenti, promuovendo il gruppo per meri risultati numerici, moderandolo con un’infinità di profili-copia pur d’inserire quanti più membri possibili. L’effetto prodotto sarà la complicata gestione del gruppo e del filtraggio di post e nuovi membri. Insomma vi abbiamo appena spiegato come rendere fertile il terreno per un’azione di questo tipo. E, al contrario, cosa fare per prevenire il proliferarsi di queste forme di “hacking” e di cyberbullismo.

Per gli amministratori, quelli reali, restano poche possibilità (e poco tempo) per recuperare il gruppo. Oltre alla segnalazione a Facebook, da inviare al più presto possibile, è necessario ed essenziale segnalare e bloccare, meglio se con il contributo dei membri del gruppo, i profili fake che stanno amministrando il gruppo impropriamente. Nel caso di “mezz’ o borg” la questione è rientrata in poche ore, riportando alla normalità la gestione del gruppo con i veri amministratori. C’è da dire, però, che a causa dell’attacco circa diecimila membri avevano, per precauzione, abbandonato il gruppo, ma poi reinseriti immediatamente dagli amministratori legittimi.

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