Premio Strega 2017: vince Paolo Cognetti

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Si sono appena conclusi i lavori della giuria del Premio Strega, che ha designato come vincitore Paolo Cognetti con “Le otto montagne”.

Paolo Cognetti è il vincitore del Premio Strega 2017. Il Premio Strega, giunto alla settantunesima edizione, è un premio letterario che viene assegnato ogni anno all’autore che ha pubblicato in Italia un libro tra il primo aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno. Quest’anno erano dodici i finalisti, tra cui Paolo Cognetti con “Le Otto montagne“, Teresa Ciabatti con “La più amata”, Wanda Marasco con “La compagnia delle anime finte”, Alberto Rollo con “Un’educazione milanese”, Matteo Nucci con “E’ giusto obbedire alla notte”.

Con 208 voti, si aggiudica il primo premio il romanzo Le Otto Montagne, uscito nel novembre 2016 per i tipi di Einaudi Editore. Per la prima volta nella storia del prestigioso premio letterario un autore vince contemporaneamente la sezione “Giovani” e il premio.

In occasione del riconoscimento per la sezione “giovani” così aveva commentato Cognetti la sua vittoria al Premio Strega: “Mi sento molto vicino ai giovani. Il mio libro è un invito a considerare l’amicizia come il valore più alto. Questo è un premio speciale, sincero, proprio perché è stato votato dai ragazzi. Ho sempre scritto di adolescenti. Mi sembra l’età dove tutto è cominciato e da qualche parte sono sempre un sedicenne”.

A presiedere la giuria Edoardo Albinati, vincitore della passata edizione. Visibilmente emozionato, Cognetti ha così commentato ritirando il premio “Questa vittoria  la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce. A cercare di fare il tramite tra la montagna e la pianura e la città”.

Il premio è una bottiglia formato maxi di Liquore Strega, lo storico liquore della città di Benevento. Il premio infatti, nacque nel 1947, nel salotto letterario di Goffredo Bellonci a Roma anche grazie al contribuito di Guido Alberti, produttore del liquore Strega che deve il suo nome alla leggenda sulla stregoneria nella città sannita.

Le otto montagne è un racconto che si sofferma sulla montagna e sui valori d’amore e amicizia a essa connessi.  Racconta la storia di Pietro, un ragazzino di città con due genitori che hanno una passione per la montagna: lì si sono conosciuti, innamorati e sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo “chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” E lì, conoscerà Bruno che ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza fa pascolare le vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri.

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Siete voi di città che la chiamate “natura”. È così astratta nella vostra testa che è astratto pure il nome. Noi qui diciamo “bosco”, “pascolo”, “torrente”, “roccia”, cose che uno può indicare con il dito. Cose che si possono usare. Se non si possono usare, un nome non glielo diamo perché non serve a niente.

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