Premio Ipazia: Giovanna Botteri contro le discriminazioni

Il riconoscimento a una giornalista e inviata che ha seguito i principali eventi degli ultimi anni

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Sabato 5 febbraio alle 16 nell’ex Chiesa San Salvatore a Genova sarà consegnato il Premio Ipazia alla giornalista Giovanna Botteri. Il riconoscimento internazionale andrà alla regista afghana Sahraa Karimi.


Giovanna Botteri vittima di body shaming su Striscia la Notizia


Con quali motivazioni il Premio Ipazia sarà assegnato a Giovanna Botteri

Giovanna Botteri lavorò in Afghanistan come inviato speciale Rai nel 2001, subito dopo aver seguito il G8 a Genova. Documentò per l’emittente nazionale tutte le fasi del conflitto, fino al rovesciamento del regime talebano. Tra le prime reporter di guerra e sempre sul fronte delle donne in tutte le battaglie, la giornalista sceglie di ritirare il Premio nel giorno dedicato alle donne Afghane. Il Festival dell’eccellenza al femminile l’aveva più volte invitata. Il Comitato della rassegna spiga così la scelta di assegnarle il riconoscimento: “Con l’impegno e le sue scelte nella vita e nella carriera, ha sempre sostenuto la battaglia per i diritti, la dignità e la liberta delle donne. Chiamata in prima linea sui fronti di tutte le guerre,  ha lottato contro i pregiudizi e le discriminazioni. Con umanità empatia e coraggio è la testimone del nostro presente.” 

Giovanna Botteri

Dopo la laurea in Filosofia e il dottorato alla Sorbona – Paris IV, inizia il suo percorso professionale. Collabora con le riviste Aut Aut e Alfabeta e i quotidiani Il Piccolo e l’Alto Adige. Inizia a lavorare in Rai nel 1983 alla sede di Trieste. Nel 1988 è chiamata da Michele Santoro a Samarcanda, su Rai3, e successivamente, al Tg3. Poi è redattore, tre anni dopo le vengono affidati gli incarichi di inviata. Quindi nel 1999 è con Santoro su Rai1, per Circus. Dal 2000 conduce le edizioni serali del Tg3, e dal 2005 l’edizione principale delle 19. Dal 2005 insegna al Master di Studi internazionali del polo universitario di Trieste-Udine e Gorizia.

Inviata speciale

Da inviata speciale ha seguito i più importanti avvenimenti internazionali, a cominciare dal crollo dell’Unione Sovietica. Ha raccontato anche l’inizio della guerra nella ex Jugoslavia nel 1991. Poi dal 1992 al 1996 è in Bosnia e nella Sarajevo assediata, in Algeria, Sudafrica, Iran, Albania, Kosovo. Nel 2001 è a Genova per il G8. Tra il 2001 e il 2005 segue le guerre in Afghanistan e Iraq. Filma in esclusiva mondiale l’inizio dei bombardamenti su Baghdad e l’arrivo dei carri armati statunitensi a marzo e aprile del 2003. Quindi nel 2006 è in Libano col contingente di pace italiano, e in Siria, per l’inizio della rivolta anti Assad. Inoltre, a maggio 2007 le viene affidato l’incarico di corrispondente per i servizi giornalistici Rai dagli Stati Uniti. Segue la campagna elettorale dell’elezione del primo presidente afro americano e la recessione economica. Dal dicembre 2021 è a Parigi per l’informazione dalla Francia.