Premio Cerevisia alle migliori birre italiane artigianali

Un riconoscimento che quest'anno è andato alle aziende che escono dalla crisi post pandemia

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le 6 birre che profumano di erba

Sono realtà giovani che utilizzano metodi artigianali per produrre birre di qualità le aziende che hanno vinto il Premio Cerevisia. Anche l’Italia vanta alcune realtà di eccellenza nel settore brassicolo che, dopo l’emergenza sanitaria, sembrano ripartire.


Volker Derlath e le immagini di Oktoberfest


A chi è andato il Premio Cerevisia 2021?

Sono soprattutto le aziende del Centro-Sud a aver ottenuto il riconoscimento istituito dal Banab, Banco nazionale di assaggio delle birre. Quest’anno il Premio Cerevisia è anche un modo per comunicare la vicinanza dei promotori dell’iniziativa a chi investe ancora nel settore.

I premiati

I vincitori sono quindi: Birrificio del Vulture (Basilicata), Gladium (Calabria), Karma e Monaci Vesuviani (Campania) e il Microbirrificio artigianale Incanto. Proviene dall’Emilia Romagna la Birra Amarcord, mentre in Friuli Venezia il riconoscimento è andato a Cittavecchia e al Foran. Il 61cento e Jester sono i produttori marchigiani per Puglia c’è il Rebeers e in Sicilia il Birrificio dell’Etna. Il sidrobirrificio Lucia Maria Melchiori è localizzato in Trentino alto Adige e in Umbria ci sono Birra bro e Birralfina. Acelum e Theresianer si trovano in Veneto e Antica Birreria di Trieste 1766 in Friuli di Venezia Giulia.

Birrificio Jester tra i vincitori del Premio Cerevisia

L’azienda produce anche la materia prima con cui prepara le birre, su una superficie di 200 metri quadrati. Le bevande sono soprattutto al malto. La lavorazione avviene in un impianto in acciaio inox in cui sono inseriti fino a mille litri di graminacea. In seguito si passa alla fermentazione in tini con chiusura ermetica e refrigerazione costante. Una volta in bottiglia, la conservazione avviene in una cantina climatizzata.

I Beer firm

Il Premio Ceresia ha portato l’attenzione sulle tendenze degli ultimi anni nel campo della produzione di birre. In Italia si è diffuso il Beer firm, cioè una realtà che non ha un proprio impianto, ma si appoggia ad altre aziende per fare la bevanda. Un minimo investimento iniziale e poi la possibilità di creare le proprie tipologie da imbottigliare. Ci sono poi produzioni secondarie connesse alle attività di società agricole e cantine.