Premier uscente Kurti Kosovo, non sfoceranno in violenza

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I cittadini kosovari hanno diritto a protestare, ma questo non sfocerà in atti di violenza. Lo ha affermato il premier uscente del Kosovo, Albin Kurti, ripreso dai media locali.

Il capo di governo ha spiegato come il suo partito, il Movimento Vetevendosje, non abbia intenzione di organizzare manifestazioni di piazza in reazione alla sentenza della Corte costituzionale di Pristina. “Sono i cittadini a organizzare le proteste, come fanno i nostri attivisti. Non so quali saranno le reazioni dei cittadini e di Vetevendosje.

Dobbiamo leggere la decisione della Corte costituzionale. Sono pronto ad accettare qualsiasi sentenza della Corte, in quanto interpretazione della Costituzione. Ho sempre cercato di trovare soluzioni pacifiche, e il nostro agire è non violento. Non credo ci saranno tensioni o instabilità perché sono fiducioso nella professionalità e imparzialità dei giudici”, ha detto Kurti.

Prosegue lo scontro politico in Kosovo tra il premier Kurti e il presidente Hashim Thaci in attesa di conoscere la sentenza della Corte costituzionale, attesa per il 29 maggio, sulla validità del decreto del presidente per la creazione di un nuovo governo. Thaci ha accusato Kurti di “usurpare” la carica di primo ministro. “Dobbiamo tutti concentrarci sul pieno rispetto della Costituzione e della legalità; sfortunatamente abbiamo un uomo che ha usurpato l’ufficio del primo ministro e dopo due gravi violazioni costituzionali agisce come un fuorilegge nella scena politica del Kosovo”, ha affermato Thaci nel corso di una visita alla prigione di Dubrava in occasione di una commemorazione di un gruppo di detenuti albanesi uccisi 21 anni fa dalle forze serbe. Secondo il capo dello Stato kosovaro, la decisione della Corte costituzionale deve essere rispettata. “Ho sempre rispettato (le sentenze), che mi piacessero o meno”.

Da parte sua, il premier uscente ha auspicato che la sentenza della Consulta di Pristina sia nel solco del dettato costituzionale, e non cerchi di “riscrivere” la legge fondamentale. “C’è la tendenza da parte del presidente del Kosovo a modificare la Costituzione e questo non dovrebbe essere accettato dalla Corte costituzionale in nessuna circostanza.

Non si tratta solo di un governo ma di ogni governo futuro, si tratta dell’ordine repubblicano e democratico, la logica costituzionale”, ha affermato Kurti nel corso di un’intervista all’emittente albanese “Ora News”. Il leader di Vetevendosje ha anche accusato Thaci di aver fatto pressioni sulla Corte costituzionale.

“C’è pressione sulla Corte costituzionale perché il presidente insulta quotidianamente il primo ministro, lo attacca e lo calunnia. I giudici della Corte costituzionale hanno prestato giuramento davanti al presidente. Il presidente, secondo la Costituzione, dovrebbe rappresentare la volontà e l’unità del popolo, non dovrebbe in alcun modo uscire da ciò che è comune con i cittadini e l’interesse generale”, ha aggiunto il capo di governo uscente facendo nuovamente appello a nuove elezioni.

Kurti ha fatto sapere che intende riconoscere la sentenza della Corte costituzionale, attesa per il 29 maggio, sulla validità del decreto del presidente Hashim Thaci per la creazione di un nuovo governo, solamente se sarà in linea con l’interpretazione della legge fondamentale. “Voglio credere che decideranno in una maniera professionale, indipendente e imparziale”, ha dichiarato Kurti secondo cui è necessaria un’interpretazione costituzionale della questione “come dovuto in base alla missione della Corte costituzionale”.

Nei giorni scorsi la Corte costituzionale del Kosovo ha criticato le interferenze da parte del presidente Hashim Thaci e del premier uscente Albin Kurti, in quanto con i loro “scambi di accuse” farebbero “pressioni” sul massimo organismo giudiziario del paese.

Lo scontro politico tra presidente e premier uscente, secondo la Corte costituzionale kosovara, avrebbe anche lo scopo di influenzare il processo decisionale della Consulta in vista della sentenza decisiva sulla validità del decreto del capo dello Stato sulla concessione del mandato per formare un nuovo governo all’esponente della Lega democratica del Kosovo (Ldk), Avdullah Hoti. “La Corte costituzionale condanna inoltre fortemente l’aver menzionato singoli giudici come persone che hanno autorizzazioni o responsabilità decisionali individuali in materia.

La Corte costituzionale evidenzia che agisce sulla base delle previsioni costituzionali e legali, unico parametro a guidare il processo decisionale”, si legge nella nota nella quale la Consulta kosovara ribadisce la sua indipendenza dalla politica.

Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal presidente Thaci, “per il Kosovo e la sua democrazia è fondamentale che la Corte costituzionale funzioni in modo indipendente”. “La Corte deve essere libera di lavorare senza pressioni né dalla politica, né dalla società civile e nemmeno dalla comunità internazionale”, ha sottolineato Thaci. I suoi commenti giungono mentre la Corte costituzionale sta esaminando, su richiesta del Movimento Vetevendosje del premier uscente Albin Kurti, la decisione del capo dello Stato di incaricare Avdullah Hoti, rappresentante della Lega democratica del Kosovo (Ldk), per la formazione del nuovo governo.

Lo scorso 25 marzo il parlamento di Pristina ha votato a favore di una mozione di sfiducia contro Kurti, il quale però ha più volte ripetuto che rimarrà alla guida del governo fino allo svolgimento delle nuove elezioni anticipate. “Nessuno ha il diritto di pretendere di usurpare le istituzioni del paese, in particolare dopo una decisione presa dal parlamento del Kosovo e dai rappresentanti del popolo”, ha ribadito Thaci. L’Ldk ha già raggiunto gli accordi per una coalizione di governo con l’Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak) di Ramush Haradinaj, con il partito Nisma di Fatmir Limaj, e con i partiti delle minoranze. La decisione della Corte costituzionale kosovara è attesa per il 29 maggio.

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