Draghi: premier equilibrista nella guerra tra Lega e Pd

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Mario Draghi il premier equilibrista. Usano questa definizione in Parlamento per descrivere l’atteggiamento del presidente del Consiglio, alla prese con la costante e quotidiana guerra tra la Lega e il Partito Democratico. Guerra che continuerà probabilmente fino alle elezioni comunali di ottobre.

Quale linea segue il premier Draghi?

Sul fronte dell’immigrazione irregolare, il premier segue più la via di Enrico Letta e meno quella di Matteo Salvini. Nessuna chiusura dei porti e nessun blocco degli sbarchi. A differenza di come invece aveva fatto il segretario del Carroccio quando era ministro dell’Interno del Conte I. Se sul tema dell’immigrazione Draghi pende verso il Pd, su quello economico è certamente più vicino alle istanze della Lega. Il primo punto è lo schiaffo rifilato a Letta dopo la proposta di tassare i ricchi per regalare una dote ai 18enni, “ É il momento di dare e non di prendere“. Una risposta secca che liquida con poche parole una storica battaglia della sinistra. Anche sulle cartelle esattoriali, nonostante il compromesso al ribasso che però potrebbe essere presto rivisto e allargato, Draghi ha scelto di sposare più la linea di Salvini che non quella di Letta

I temi spinosi

Tra i ricorrenti temi delicati del momento nel Decreto Sostegni bis sono state accolte moltissime istanze del Carroccio. In particolare sul fronte dei ristori alle Partite Iva, ai commercianti e alle categorie maggiormente penalizzate dalle restrizioni anti-Covid. C’è poi il tema delicato e spinoso della fine del blocco dei licenziamenti, con una decisione del governo che alla fine è andata più verso le richieste di Confindustria che non verso quelle dei sindacati dei lavoratori. Una decisione che certamente va incontro almeno in parte alle istanze del Nord produttivo base elettorale della Lega, ma che lascia l’amaro in bocca ai partiti di sinistra ancora legati alla Cgil.

Lavori in corso in Senato per il DDL Zan

La sfida tra Salvini e Letta

In questa sfida quotidiana tra Salvini e Letta chi resta fuori dai giochi ai margini sono Forza Italia nel Centrodestra e soprattutto il M5S, sempre più isolato e ininfluente. Non a caso cresce l’irritazione tra i parlamentari pentastellati anche nei confronti del Pd e di Letta proprio per un atteggiamento che punta a creare una dicotomia tutta Carroccio-Partito Democratico che mette i 5 Stelle ai margini.