Predappio: corteo fascista e t-shirt “Auschwitzland”. Dure le reazioni

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Un corteo fascista che ha visto la partecipazione di circa 2000 persone inneggianti cori come “Boia chi molla”, “Camerata Mussolini presente” e “Duce Duce” e che non ha fatto mancare polemiche, soprattutto per una maglietta indossata da una militante di Forza Nuova. E’ quello che si è svolto domenica 28 ottobre per la celebrazione della Marcia su Roma del 1922 che portò Mussolini al potere. I manifestanti si sono dati appuntamento a Predappio, città che ha dato i natali a Benito Mussolini e dove tuttora molte persone si recano a visitare la cappella di famiglia nel cimitero della cittadina sulle colline forlivesi. Il corteo, annunciato già da settimane, aveva sollevato malumori e scalpore. L’Anpi, Associazione nazionale partigiani italiani, aveva chiesto formalmente alle autorità di impedire lo svolgimento di questo evento, coincidente tra l’altro con la manifestazione organizzata proprio dall’Anpi per festeggiare il 28 ottobre 1944, data in cui Predappio fu liberata dal nazifascismo. Il corteo fascista si è svolto di mattina, sotto la pioggia, e si concluso al cimitero davanti alla cripta in cui è sepolto Mussolini, mentre nel pomeriggio i manifestanti dell’Anpi si sono dati appuntamento al teatro comunale e hanno concluso la serata con le “tagliatelle antifasciste”.

La maglia incriminata con la scritta “Auschwitzland”

Una maglia nera con scritto in bianco “Auschwitzland” con lo stesso font di Disnayland. E’ quella che è stata indossata durante il corteo da Selene Ticchi, 48 anni, ex candidata a sindaco di Budrio, nell’interland bolognese, nella lista di destra Aurora italiana e militante di Forza Nuova. La donna, che faceva parte anche del servizio d’ordine, ha sfoggiato la maglia durante tutto il corteo e ha dichiarato di aver indossato la prima cosa che aveva trovato nel guardaroba. Una maglia che ha destato scalpore, un umorismo macabro dal quale la stessa Forza Nuova ha preso le distanze, sospendendo a tempo indeterminato la militante dalle attività del movimento politico di estrema destra.

L’indignazione dei partiti di centrosinistra e non solo

Non sono tardate le condanne dal centrosinistra, da sempre contrario a manifestazioni di questo tipo che inneggiano al fascismo. Nella serata di domenica, poche ore dopo la conclusione della manifestazione, quando le foto della maglia avevano già fatto discutere sul web, il senatore di Leu, Francesco Laforgia ha dichiarato in una nota stampa di aver presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno Matteo Salvini per chiedere “se condivide il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi”. Gran parte dei partecipanti al corteo, infatti, hanno dichiarato la loro nostalgia per i tempi del Fascio e alcuni di loro hanno apertamente detto di vedere in Salvini l’unico uomo politico in grado di portare avanti idee concrete. D’altra parte la Costituzione Italiana parla chiaro all’articolo XII, quando dice che “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. La donna si è poi scusata per aver indossato quella maglia ma le proteste sono arrivate da ogni parte. Dura la condanna anche da parte della Lega, per la quale si è espresso Jacopo Marrone, segretario della Lega Romagna: “Speravo di non vedere mai più espressioni di questo genere. Ho letto le scuse della signora Selene Ticchi che afferma di averla indossata per sbaglio, ma una maglietta con quella scritta dovrebbe essere nel bidone della spazzatura e non in un cassetto, anzi non dovrebbe mai essere stata stampata. Credo che la signora in questione dovrebbe studiare di più la storia, sentire testimonianze e visitare qualche museo sulla Shoah per capire la portata devastante e indegna dal suo gesto”.

Il caso è già arrivato in Parlamento

Il giorno dopo il fattaccio il caso era già arrivato in Parlamento. E’ stato Francesco Critelli, deputato del Pd a prendere la parola in Aula per denunciare il fatto. “Io credo” ha detto il deputato del Pd “che quella t-shirt non solo offenda la memoria di tutte le persone che sono rimaste uccise nell’epoca della follia nazista e non solo coloro che in questi oltre 70 anni hanno lavorato e si sono impegnati per coltivare la memoria e per far sì che una strage di quella portata non si ripeta. Io credo che quella t-shirt e quella manifestazione ci segnalino un tema che non è più rinviabile. Le scuse e la presa di distanza da parte di Morrone e di altri esponenti della Lega sono apprezzabili ma non bastano. Chiedo che la Presidenza della Camera trasmetta al Ministro dell’Interno Matteo Salvini la richiesta a prendere pubblicamente posizione, a condannare la marcia di ieri, a condannare quell’episodio vergognoso e inqualificabile di quella maglietta indossata e a chiedergli se magari, tra un post sul panino e salame e un post sulle elezioni in Germania o in Brasile, il Ministro dell’Interno abbia intenzione di dire qualcosa su una vergogna che offende milioni di uomini e donne uccisi dalla barbarie nazista e se ha intenzione di prendere le distanze da quei militanti che ieri, con il saluto romano e l’esposizione di vessilli fascisti, dicevano caro Salvini vai avanti perché ci rappresenti. Noi del Partito democratico respingiamo quella schifezza”. 

 

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