Pranoterapia: L’energia vitale che cura corpo e psiche

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Nell’ambito della medicina naturopatica ed esoterica, da tempi remoti si sostiene l’importanza del prana come quell’energia vitale che infonde vigore e vitalità all’organismo. Il termine prana  che deriva dal sanscrito e significa letteralmente vita, respiro, è, secondo la cultura induista, una forza vitale di cui, in teoria, tutti gli esseri umani sono dotati. Il prana, dunque, va inteso come un’energia   che si conserva a seguito del corretto funzionamento delle funzioni emotive, fisiologiche e psicologiche.

Il concetto di prana è alla base di una disciplina che, nel corso degli ultimi decenni, si sta affermando con forza: la pranoterapia.

La pranoterapia è un trattamento a base di forza vitale che punta a ristabilire l’equilibrio di un soggetto tramite un trasferimento energetico attuato dal terapista  attraverso l’imposizione delle mani sul paziente.

Sebbene il primo centro di pranoterapia in Italia nasca nel 1970, manovre di guarigione simili venivano fatte già nell’antichità e soprattutto nelle culture primitive.

Questa forma di medicina alternativa  dunque mira essenzialmente a ridare il benessere spirituale agli individui anche se negli ultimi decenni varie associazioni di pranoterapeuti propongono la pranoterapia come una terapia in grado di risolvere diversi disturbi. Tuttavia, sebbene siano migliaia le persone che oggi si rivolgono ad un pranoterapeuta, questa  disciplina bíonaturale non è considerata dalla medicina tradizionale come una forma scientifica di terapia, quindi, non è accettata dalla medicina moderna come una pratica valida. Secondo la filosofia alla base della pranoterapia, l’organismo si ammalerebbe a causa dell’alterazione dei livelli energetici di un individuo, in poche parole secondo i pranoterapeuti l’essere umano si ammalerebbe poiché all’interno dei soggetti si verificherebbe  uno sbilanciamento dell’energia vitale ossia del prana appunto.

Secondo la pranoterapia, il terapeuta che mette a disposizione del paziente le proprie capacità e conoscenze, è un soggetto con un’energia maggiore rispetto agli altri individui che trasmette la propria energia per biorisonanza dei campi elettromagnetici cerebrali in forma di biofotoni. Sebbene i biofotoni siano quanti di luce realmente esistenti che vengono emessi dai sistemi biologici  secondo un fenomeno dimostrato e noto con il nome di bioluminescenza, la scienza non attribuisce alcuna proprietà guaritrice a tali fasci energetici. Il concetto di biofotoni è stato nel corso degli anni modificato e adattato sui principi che stanno alla base delle pseudoscienze come ad esempio la pranoterapia. Secondo i sostenitori di tali discipline la presenza di biofotoni in un organismo  consentirebbe il benessere di un organismo mentre l’assenza o la carenza dei biofotoni ne determinerebbe uno stato di malattia.

La pranoterapia considera il pranoterapeuta come un canale, uno strumento attraverso cui la forza vitale del “guaritore”  passa per raggiungere l’organismo del paziente.

Dagli stati dolorosi di varia natura, ai processi infiammatori, dai  traumi ai disturbi osteoarticolari e muscolari, da i disturbi respiratori agli stati depressivi a quelli ansiosi, sono molteplici i disturbi che si possono trattare con la pranoterapia, sebbene attualmente non vi  sia nessun   dato scientifico in grado di confermare la validità di tale pratica terapeutica. Il più delle volte, infatti, si attribuisce la guarigione dei soggetti sottoposti a pranoterapia al cosiddetto effetto placebo e al  potere di suggestione esercitato dal pranoterapeuta sul paziente.  Anche se ad oggi non vi è una regolamentazione che tuteli chi esercita tale pratica, molte regioni d’Italia si sono adoperate negli ultimi anni per  disciplinare tutte quelle pratiche bionaturali che comprendono, appunto, anche la pranoterapia.

Tali leggi, però, non considerano assolutamente la pranoterapia come un trattamento sanitario impiegato per curare stati di malattia, ma piuttosto per garantire un benessere già presente nell’essere umano.

Aldilà della riscontrabilità scientifica che tale pratica terapeutica possa aver ottenuto o meno, è certo che il primo passo per guarire da un disturbo che sia fisico o psicologico è certamente quello di avere un atteggiamento positivo nei confronti del disturbo e credere nella nostra forza interiore, nella nostra energia vitale perché noi siamo fatti di energia. Un approccio combattivo nei confronti di una malattia che sia fisica o non, è certamente il modo migliore per contrastarla. Credere in noi stessi in ciò che facciamo e nel nostro potere interiore è sicuramente fondamentale per qualsiasi approccio terapeutico si voglia intraprendere.

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