Pozza d’Adda (Milano) – Parla la donna che voleva fondare un partito nazista. “Auschiwizt c’erano piscina e cinema”

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Capelli biondissimi tinti, una croce celtica tatuata su una spalla e un’aquila sulla schiena con tanto di svastica. 

Tra le persone impegnate nel tentativo di costituire un partito neonazista in Italia i c’era anche  lei, Francesca Rizzi, una 26enne di Pozzo D’Adda, in provincia di Milano, soprannominata Miss Hitler, “titolo” conquistato partecipando a un fantomatico concorso di bellezza nel cosiddetto deep web.

Da tempo la Digos aveva iniziato a tenerla sotto osservazione a causa soprattutto della sua ossessione per gli ebrei alimentata leggendo testi antisemiti ma prevalentemente fomentandosi nei dialoghi con i suoi “camerati” e con deliranti post sui social network. “Questi subumani devono sparire dalla faccia della terra. Con i forni ci vorrebbe troppo tempo” scriveva sul suo account FraFrafrafra Francesca Rizzi nei post contro Liliana Segre e Laura Boldrini.

La giovane mamma trascorreva gran parte del suo tempo a commentare con livore la cronaca e la politica sui social network, con un particolare astio verso i personaggi più impegnati nel contrasto al neofascismo, facendo affermazioni contro ebrei e migranti. Viveva grazie all’appoggio dei famigliari e faceva lavori saltuari.

Negli ambienti neonazi aveva cominciato ad avere una certa notorietà dopo aver preso la parola a un convegno di area a Lisbona organizzato per realizzare un’alleanza transnazionale tra i movimenti d’ispirazione nazionalsocialista di Portogallo, Italia, Francia e Spagna. A quel summit la Rizzi prese parte come rappresentante di Autonomia Nazionalista e secondo i racconti aveva fatto un intervento chiaramente antisemita.

“L’Olocausto? Una fandonia. Sono una fan di Hitler”

Oltre a lei nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Caltanissetta sul tentativo di organizzare un partito nazista in Italia c’è un’altra donna: Antonella Pavin, 48 anni, residente in provincia di Padova. Intervistata da Repubblica ha rivendicato le sue idee di estrema destra: “Sono una fan di Hitler, e allora? Penso che gli ebrei siano la rovina del mondo, è un reato?”. 

Al cronista che le fa presente che inneggiare a Hitler o invocare lo sterminio rappresenta un reato, la donna replica: “I sionisti comandano il mondo, guidano le banche, decidono sulle politiche dell’immigrazione. Sono la rovina dell’umanità. L’Olocausto è una fandonia. Ad Auschwitz c’erano piscina, teatro, cinema. Non è andata come la raccontano”.

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