Potenza – La denuncia su Facebook di Giulia Ventura. Io presa a pugni e calci per strada perché sono lesbica

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E’ inquietante l’episodio di violenza raccontato su Facebook da una giovane di Potenza che ha reso pubblica la drammatica aggressione di cui è rimasta vittima: “Ciò che avete fatto a me non deve mai più essere fatto ad un essere umano”.

Ha trovato il coraggio di denunciare, pubblicando un lungo messaggio su Facebook corredato da tre foto, due immagini del suo volto e una del referto dell’ospedale. “Perché non si ripeta mai più una cosa simile”, scrive Giulia Ventura, trentenne di Potenza presa a calci e pugni per strada – racconta – “perché lesbica”. Il fattaccio, secondo quanto denunciato, è avvenuto nel capoluogo lucano mercoledì scorso.

Presa a calci e pugni perché lesbica: la denuncia su Facebook di Giulia Ventura

Il setto nasale rotto, il volto tumefatto. Giulia mostra i segni della violenza e racconta così l’aggressione subìta mentre stava passeggiando in città: “Era mercoledì sera – scrive – cammino a piedi, in questa meravigliosa città di Potenza, con le mie cuffiette blu nelle orecchie, sento qualcuno blaterare verso di me, non capendo cosa stesse accadendo, mi tolgo le cuffiette e vedo due ragazzini che, attraversando la strada e si mettono di fronte a me, intralciandomi il passaggio. Chiedo loro che problemi avessero e dopo due spintoni che mi hanno atterrata, ancora cosciente sento una frase: “Le persone come te devono morire, vuoi fare il maschio? E mo ti faccio vede come abbuscano i maschi”.

Poi comincia l’incubo. “Non ho il tempo di rispondere che il primo pugno mi rompe il labbro, il secondo il naso, il terzo l’occhio. Mi alzo e cerco di difendermi con una testata che credo abbia rotto il naso al mio ammiratore, ma poi cado. Sento due calci, uno sulla costola e uno sulla spalla. Svengo. Mi riprendo dopo qualche minuto in una pozza di sangue, metto la sciarpa in bocca, per via del troppo sangue che perdevo e vado a casa. Per non spaventare mia madre decido di andare in garage per sciacquarmi il viso, tumefatto. Alla mia vista davanti allo specchio, svengo nuovamente. Prendo le forze in mano e torno a casa, mi infilo nel letto con forti dolori ovunque”.

giulia ventura2-2

Il giorno seguente, con il naso ancora sanguinante, la giovane potentina decide di andare in ospedale, da cui parte d’ufficio la denuncia.

“Dopo tutto questo – prosegue nel suo lungo post su Facebook -, ditemi, il mio orientamento sessuale è affare di politica? Sono forse una sovversiva che merita di essere ridotta così da due piccoli teppisti di probabile inclinazione fascista? Credevo di aver superato quella fase, quando già nel 2009 venivo aggredita in villa, ma mi sbagliavo. Passa il tempo, ma non passano le schifezze dovute ad un’ignorante ineducazione. Sarà colpa dei ragazzini, si, ma anche i genitori dovrebbero pensare ad andare a cogliere broccoli e non a fare figli, se questi sono i risultati. Ciò che avete fatto a me non deve MAI PIÙ ESSERE FATTO AD UN ESSERE UMANO”.

Giulia Ventura presa a calci e pugni perché lesbica: il messaggio del sindaco di Potenza

“Il tuo orientamento sessuale è il tuo e nessuno – nessuno! – può e deve arrogarsi il diritto di giudicarti, di condannarti, di contestati e men che meno di usare violenza”. Si apre così il messaggio di vicinanza e solidarietà che Mario Guarente, sindaco di Potenza, ha scritto a Giulia Ventura, nel commentare su Facebook quanto denunciato dalla ragazza.

“Quello che hai descritto – ha commentato Guarente – è un episodio di eccessiva gravità, un evento che non deve più accadere né a te né a nessun altro. E chi l’ha compiuto è un imbecille, un inetto, un delinquente che bene farebbe a rinchiudersi nel ghetto della sua squallida ignoranza così da non correre il rischio di contaminare nessun altro! Ti sono vicino ed hai tutta la mia solidarietà, da Sindaco e da cittadino, con tutto il cuore”.

Su quanto accaduto la ragazza ha sporto denuncia contro ignoti. Sul caso indaga la Polizia.

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