Possibile DNA di dinosauro risalente a 70 milioni di anni fa

Un piccolo frammento fossile potrebbe contenere un enorme segreto capace di portare nuove scoperte nel campo della paleontologia.

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Si tratta soltanto di un piccolo frammento fossile di cartilagine. Tuttavia, al suo interno vi è nascosto qualcosa di eccezionale e unico: possibili resti di DNA di dinosauro.

Il frammento fossile appartiene ad un hypacrosaurus, un dinosauro della famiglia degli adrosauri, morto circa 70 milioni di anni fa.

In uno studio svolto da Alida Bailleul, paleontologa dell’Accademia delle Scienze Cinese, e i suoi colleghi si annuncia che nel fossile sono presenti tracce di materiale genetico.

Queste potrebbero appartenere alle proteine delle cellule che generano la cartilagine.

Scheletro fossile di Hypacrosaurus

Il DNA che dura nel tempo

Studi su resti fossili di moa (un uccello gigante estinto) rivelavano che il DNA si deteriora dimezzandosi ogni 521 anni.

Nonostante questo la cartilagine dell’Hypacrosaurus sembra smentire tali ricerche. Un ritrovamento come questo implica che il DNA può conservarsi anche per decine di milioni di anni.

Il recupero di tale materiale genetico così antico rappresenterebbe uno sviluppo importante per l’elaborazione di preziose informazioni anche sui dinosauri non aviani (ovvero tutti quelli estinti nel era mesozoica e dai quali non discendono gli uccelli attuali).

Tra i reperti antichi non vi sarebbero più soltanto ossa e impronte, ma anche tracce di materiale genetico.

DNA incompleto e di dubbia identificazione

Purtroppo l’incompletezza dei resti genetici non ci consente ancora di avere le informazioni che speravamo.

Il centrosauro di Liang e i microbi all’interno dei suoi fossili

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Ricostruzione di centrosauro

Un altro team guidato da Renxing Liang, scienziato dell’Università di Princeton, ha recentemente trovato tracce di DNA e microbi in un fossile di Centrosaurus, un dinosauro risalente ad un età simile a quello trovato da Bailleul.

Stavolta il DNA è stato trovato all’interno dell’osso in questione, ma resta confusa l’identità di tale materiale genetico non essendo chiaro se appartiene al dinosauro o ai batteri che hanno colonizzato l’osso durante la fossilizzazione.

Dubbi sul DNA trovato da Bailleul

Questo potrebbe rimettere in discussione anche l’origine del DNA trovato nella cartilagine da Bailleul, che potrebbe non appartenere al dinosauro.

La scoperta che alcuni fossili possano ospitare comunità batteriche, diverse da quelle del terreno circostante ai resti, complica l’identificazione di possibili tracce di DNA di dinosauro, di proteine e di altre biomolecole. Tracce biologiche più recenti possono sovrapporsi a quelle del passato, creando false ipotesi.

Liang sostiene che, anche nel caso in cui vengano trovate tracce organiche, risulterebbe difficile ad oggi identificarle senza il rischio di formulare affermazioni false.

La nota positiva, però, è che tali resti di DNA sono i più antichi mai trovati in reperti fossili, e portano alla luce un intero panorama di informazioni biologiche da conoscere e scoprire.

I problemi della paleontologia molecolare

la paleobiologia molecolare presenta delle controversie in questo momento.

  • Il primo problema riguarda le tecniche, usate per recuperare le tracce di biomolecole antiche, che sono improvvisate e non seguono protocolli standardizzati.
  • Il secondo problema è dato dal fatto che non sono ancora chiari del tutto i complessi meccanismi della fossilizzazione molecolare.

Ross Barnett, un paleogenetista, sostiene che la difficoltà più grande in questo campo risiede nell’impossibilita di replicare gli stessi studi e analisi da tutti.

E’ necessario che più laboratori confermino gli stessi risultati. Ad esempio lo studio di fossili provenienti dallo stesso sito, ma analizzati da laboratori diversi e che riportano gli stessi risultati, darebbero più veridicità alle ipotesi formulate.

Al di là di tutto, la paleobiologia molecolare sta sviluppando standard e protocolli nella ricerca degli indizi contenuti nei fossili.

Non perdiamo le speranze

Anche se i dati biologici rinvenuti potrebbero non appartenere a dinosauri, lo sforzo delle ricerche produrrà senz’altro risultati inaspettati e utili.

Studi futuri sul DNA delle comunità microbiche del passato potrebbero fare più chiarezza sul ruolo dei microrganismi nella fossilizzazione e nella conservazione delle ossa attraverso le ere geologiche.

Infine, nonostante non si possa essere sicuri nell’identificare il DNA trovato come appartenente ad un dinosauro, la scoperta inaspettata che tracce di esso possono durare nel corso di milioni di anni, non rende poi così remota la possibilità, un giorno, di avere del vero DNA di dinosauro.

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