Posh Act: insieme dalla parte delle donne

Il progetto indiano che salva le donne

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Ciò che ormai si sa con certezza a proposito della violenza, è che essa non ha alcuna preferenza. Le sue vittime possono essere giovani, anziane, di mezza età. Può trattarsi di donne o di uomini. Persone perfettamente in salute o disabili. Tuttavia, soprattutto in alcuni paesi del mondo, pare che alcune categorie di esseri umani siano seriamente più a rischio di altre. Certe tipologie di violenza riguardano in maggior misura le donne, rispetto agli uomini. Andando ancor più nel dettaglio, specifiche classi sociali sono ancora più a rischio di altre. In India, si è stimato che le donne che svolgono lavori considerati più umili rispetto ad altri, sono maggiormente soggette a violenze sessuali. E’ proprio per questo, che in questo paese è nato nel 2013 il Posh Act.

Che cos’è il Posh Act?

Ancora oggi, l’India è uno dei paesi in cui si contano più casi di violenza sessuale in assoluto. Addirittura, i dati confermano che nella nazione vi è all’incirca un caso di stupro ogni quindici minuti. Un numero a dir poco allarmante e disumano. A questo proposito, nel 2013 ha preso vita il Posh Act. La sua sigla sta per “Prevention/ Prohibition Of Sexual Harassment” ossia “Prevenzione/Proibizione di Abuso Sessuale”. Questa legge, è volta a spingere le donne a denunciare le violenze subite. In particolare, il Posh Act promuove anche la prevenzione delle molestie sessuali frequentemente subite dalle donne sul posto di lavoro. Per fare ciò, non bastano belle parole e promesse volanti. E’ fondamentale passare all’azione.

Per questo, il Posh Act prevede che le vittime siano accompagnate nel percorso di processo giuridico, da almeno una donna, oltre a un componente esterno, esperto nel campo delle molestie sessuali. Questa iniziativa, è un punto di partenza importante per una battaglia più che mai attuale. Purtroppo, in generale, non è mai facile rompere il silenzio e denunciare un violenza subita. Sovente, si temono ripercussioni da parte del carnefice, magari che ricadono anche sugli affetti della vittima. E’ inoltre da considerare che i traumi sono capaci di modificare il cervello di una persona, spesso in maniera estremamente invalidante. Ecco perché è importante chiedere aiuto. Per salvare se stesse, e per combattere al nome di tutte le vittime di questo mondo.

Accanto alle donne lavoratrici

La società indiana, è suddivisa ancora oggi in caste. Queste, fanno una netta distinzione tra le persone in condizioni economiche più difficoltose, e quelle più abbienti. Inoltre, la figura della donna, in India, è ancora molto legata a quello che noi chiameremmo femminismo della prima ondata. Il genere femminile, è spesso subordinato a quello maschile. Una donna che non rientra nei canoni di moglie madre, è da molti mal vista.

A discapito di questa mentalità, le donne hanno nel corso degli anni conquistato alcuni diritti fondamentali, tra cui quello all’istruzione e alla carriera. Tuttavia, questi ultimi due punti sono costantemente influenzati dalla casta d’appartenenza. Dunque, molte donne si finiscono per accontentarsi di mestieri di ripiego, nonostante le loro aspirazioni siano decisamente più alte. Anche la violenza possiede le sue vittime predilette, e la maggior parte di queste risiedono in posti di lavoro considerati meno dignitosi di altri. Come se la loro condizione fosse un lasciapassare per l’oggettificazione della donna e per qualsiasi forma di molestia. Il Posh Act, mira a spegnere questo focolaio d’ignoranza e aggressione. Grazie a questa legge, le donne indiane possono unirsi contro il fenomeno della violenza, unendo le loro voci in un coro d’umanità e rispetto reciproco.

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