Pos obbligatori: slittano al 2023 le sanzioni agli esercenti

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Pos obbligatori

Le sanzioni agli esercenti e professionisti sprovvisti dei Pos obbligatori non partono più nel 2022 ma slittano al 1° gennaio 2023. Con multe a partire da 30 euro. Più il 4% del valore della transazione per i negozianti che non hanno il dispositivo. E che rifiutano di accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Lo stabilisce il decreto Recovery che spinge sull’uso dei pagamenti digitali.

Pos obbligatori: per chi vale l’obbligo?

L’obbligo di avere un terminale per la ricezione di pagamenti elettronici riguarda qualsiasi attività commerciale. Negozi, bar, tabaccherie. Supermercati, pizzerie, e ristoranti. Lavoratori autonomi, liberi professionisti e artigiani rientrano altresì tra le categorie interessate dalle norme. Dunque avvocati, medici, psicologi. Ma anche elettricisti, idraulici, parrucchieri, e così via. Indipendentemente dal regime fiscale adottato. In Italia il POS è obbligatorio dal 2012. Ossia dai tempi del Governo Monti. Sebbene la mancanza di sanzioni abbia indotto molti commercianti e professionisti ad ignorare le disposizioni.

Cosa prevede l’attuale emendamento

L’attuale emendamento, del governo Draghi, prevede una sanzione minima di 30 euro. Aumentata del 4% del valore della transazione. Per tutti i pagamenti con carta rifiutati. E con possibilità per il consumatore di segnalare la violazione dell’esercente all’Agenzia delle Entrate. Il Governo, negli anni, ha previsto anche alcune formule di incentivazione. L’ultima delle quali, in ordine cronologico, è stato il cosiddetto Bonus POS. Per l’acquisto o noleggio di strumenti digitali per le transazioni B2C collegati a sistemi di pagamento elettronico. E di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Tuttavia l’intenzione reale del legislatore non è quella di punire l’assenza del terminale, bensì la mancata accettazione del pagamento con carta, su segnalazione del cliente.


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