Saranno svelati oggi pomeriggio alle ore 17 i risultati di recenti studi. Hanno contribuito ad una maggiore comprensione del sistema dei grandi bacini portuali che servivano il porto degli Imperatori romani.

Con una conferenza organizzata nell’ambito degli incontri sui temi dell’archeologia pubblica ‘Vediamoci ad Ostia Antica’, il Direttore del Parco Archeologico Mariarosaria Barbera, presenterà i recenti lavori di studio del sistema dei grandi bacini del porto. Affiancata da tre archeologi, con lei anche Simon Keay dell’Università di Southampton, che a Portus ha dedicato molto del suo tempo soprattutto nello studio su diversi edifici che si trovavano su uno stretto istmo di terra che separava il bacino traiano dalla conca claudia.
Verrà inoltre mostrato che, quello di Claudio, era un bacino artificiale che comprendeva un’area di 200 ettari e che aveva una profondità massima di 8 metri. Circondato da due grandi moli artificiali a nord e sud che si estendevano nel mare a ovest, l’ingresso principale  giaceva su entrambi i lati di un faro monumentale situato tra i due moli. A sud del bacino di Claudio giaceva uno piu’ piccolo, rettangolare, di circa 1 ettaro , denominato anche Darsena, la cui profondità era di 6 metri.

La struttura del Porto

Nell’insieme il porto si collegava quindi con il Tevere e con il mare attraverso due canali; il piu’ meridionale di questi, la cosiddetta Fossa Traiana (l’attuale Canale di Fiumicino), e’ ancora in uso ai nostri giorni . I recenti lavori portano a credere che la funzione primaria del bacino Claudiano fosse quella di fornire spazio per il trasbordo di carichi da navi mercantili in arrivo verso navi piu’ piccole utilizzate per  il trasporto delle merci in diversi punti del porto per essere scaricate.Per la prima volta si potranno visionare i risultati degli scavi di Palazzo Imperiale. O meglio, di un unico complesso di ville imperiali a tre piani, su 3,5 ettari, che si affacciava sui bacini traianici e claudiani. Fu probabilmente utilizzato come residenza imperiale temporanea e  come centro per la gestione dell’attività commerciale nel porto.
Un passaggio veloce sarà dedicato alla presentazione di un imponente edificio situato accanto al Palazzo
Imperiale. Lungo piu’ di un quarto di chilometro, alto circa 18 metri, e probabilmente progettato per il ricovero e la riparazione di galee utilizzate per le attivita’ ufficiali dagli imperatori e funzionari del Palazzo Imperiale.

Museo delle Navi – Fiumicino

Parlando di navi, è utile ricordare che è’  in corso  un progetto per la riapertura al pubblico del ‘Museo delle Navi’ a Fiumicino. Chiuso dal 2002 per motivi strutturali, contiene i resti di cinque imbarcazioni. Erano state rinvenute durante gli scavi, effettuati all’interno del bacino claudiano, per i lavori di costruzione dell’Aeroporto di Fiumicino ‘Leonardo da Vinci’ effettuati tra il 1958 e il 1965. Il termine per la riapertura previsto è il 2019.

L’opera di Traiano

L’opera di Traiano, che sarebbe stata portata avanti anche dai suoi successori, si presentava come il maggior complesso portuale del mondo antico, la risalita del Tevere fino alla città di Roma ed anche la porta per la sua sicurezza.

E’ con lui che Portus fu notevolmente ampliato con l’aggiunta di un terzo bacino e di due nuovi canali principali. La costruzione ebbe inizio probabilmente con l’edificazione dei due nuovi canali nel 109 d.C. Continuo’ con il suo grande bacino esagonale nel 112-114 risultando però ancora incompiuto al momento della sua morte nel 117 d.C.
Fu compito poi dell’imperatore Adriano portare a termine il progetto.
La soluzione ai problemi del porto di Claudio era stato identificata in nuovo bacino portuale di 32 ettari, profondo 7 metri, circondato da magazzini e un tempio. L’area  sarebbe diventata il nuovo nucleo di Portus. Qui molte navicelle caudicarie e grandi navi marittime scaricavano le merci provenienti dall’intero bacino mediterraneo.

 

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