Porsche 911: la Carrera Safari non è un sacrilegio

La casa di Weissach ha già presentato in passato versioni "rialzate" della sua sportiva

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porsche 911 safari

Da un po’ di tempo girano qua e là delle foto di uno strano prototipo di una Porsche 911 con parecchia altezza da terra, che secondo alcuni sarebbe lo sviluppo di una versione Safari. E i puristi si sono già preparati a gridare allo scandalo: con tutti i SUV che ci sono in giro, adesso convertono in off road anche la sportiva top? Non se ne parla! Calma e gesso. La 911 in versione fuoristrada non è un’eresia, e nemmeno una novità. Vi spieghiamo tutto qui.

La Porsche 911 Safari è già esistita?

Si, è esistita eccome. Questa nomenclatura comparì una prima volta in una versione della iconica coupè preparata per i rally. Nel 1973, la casa di Weissach modificò una Carrera RS 2.7 litri proprio per affrontare la celeberrima gara in Kenya. Bjorn Waldegaard la portò fino al secondo posto, poi sfuggito per la rottura di un semiasse. Fu da quella impresa che nacque la definizione “Safari” per la 911, ma prima di essa un’altra Carrera era stata modificata per l’impiego in off road. Nel 1968 un esemplare partecipò alla London to Sydney, una massacrante gara di regolarità che partiva dalla City e arrivava in Australia attraversando mezza Europa e tutta l’Asia. La vettura era una 911 2.0 con assetto rialzato, gomme da terra ed un serbatoio supplementare per incrementare l’autonomia. Tornando alla Safari, il concetto ritornò in auge nel 1984, quando il costruttore partecipò alla Parigi-Dakar con una 911 a quattro ruote motrici. La vettura, ricavata da una 930, serviva da “laboratorio” per sviluppare le componenti della 959, la vera arma della casa tedesca. Nel 1989 Porsche Design presentò la Panamericana, la vettura forse più vicina alla Safari originale. Ma era poco più di un esercizio di stile, nato per festeggiare gli ottant’anni di Ferry Porsche.

Cosa sappiamo della Safari attuale

Tornando alla stretta attualità, i prototipi della 911 rialzata indicano ben poco di quella che potrebbe essere la futura Safari. Meccanicamente, potrebbe derivare dall’allestimento base oppure dalla S, il cui motore boxer turbo eroga 450 CV. In un’intervista ai media indiani del 2018, il responsabile delle vendite Detlef von Platen aveva definito la riedizione della Safari “Una buona idea“, a patto che la vettura fosse prodotta in serie limitata. Secondo il dirigente, il concetto aveva una sua validità per attirare una nicchia di mercato. Insomma, se mai si farà, la 911 Safari sarà una Limited Edition, con pochi pezzi da collezione. Nessun santo verrà maltrattato per la realizzazione di questo veicolo, promesso!


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