Porpora Marcasciano e la creatività psichedelica

I disegni dell'artista sono datati tra il 1973 al 1977 e riflettono il clima dell'epoca, la contestazione e la libertà sessuale

0
226
Porpora Marcasciano
"Non sono dove mi cercate. Porpora Marcasciano, il movimento, dall’underground al queer al MIT". Veduta della mostra al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Foto Ornella De Carlo

La Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna apre a un nuovo progetto espositivo che sarà visibile dall’11 novembre all’8 gennaio 2023. Opening domani 10 novembre alle 18. Non sono dove mi cercate. Porpora Marcasciano, il movimento, dall’underground al queer al MIT.


Strategia Fotografia 2022: MAMbo ha ricevuto 65mila €


Che opere di Porpora Marcasciano sono in esposizione?

La mostra, a cura di Michele Bertolino, presenta una selezione di disegni inediti che Marcasciano realizza dagli inizi degli anni Settanta. I lavori risalgono alla prima volta che scende le scale dello Studio Uno Underground, un centro sociale, sede politica e galleria d’arte gestita da alcuni hippies. Si trova nel suo paese natale, San Bartolomeo in Galdo a Benevento.
Prodotti tra il 1973-1977 e ancora dal 1981 alla metà del decennio, e dimenticati per diversi anni in soffitta, i disegni sono composizioni psichedeliche. Gli immaginari di un’intera generazione prendono la forma di surreali paesaggi meccanici e formazioni stratificate in cui corpi alieni, mani e labbra, seni, vagine, falli e tubi si fondono quindi l’uno nell’altro.

Il modo di creare dell’artista

La tecnica riflette la porosità del contesto in cui le opere sono eseguite. La carta è spesso lavorata col diluente, o acqua ragia. Un metodo che permette di trasferire colori e immagini da quotidiani o fotografie e giocare con macchie e sfumature, facendo emergere favole e incastri. Si nota il rock acido dei Pink Floyd e il teatro anarchico del Living Theater prima, poi la pratica rivoluzionaria, creativa e “frocia” e l’esperienza in transito. Tutto si condensa in acquerelli e collage da cui trasuda l’immagine di un corpo collettivo senza organi, espanso e resistente.

Le opere di Porpora Marcasciano

Dei disegni è la stessa Porpora Marcasciano a raccontare. “Qualche anno prima di morire, mia mamma sistemando la soffitta di casa, fece una scoperta archeologica per me importantissima. Una vecchia cartella contenente circa cinquanta di miei disegni datati 1973-1977 e alcuni più recenti datati prima metà degli anni Ottanta. Da aggiungere alla narrazione la mia passione nel dipingere e disegnare che si interruppe in una fase critica della vita a metà degli anni Ottanta. I disegni più che un valore artistico hanno, a mio avviso, un valore simbolico poiché incarnano nel significato il senso profondo di quegli anni. Io la considero pura creatività psichedelica”.

Il periodo in cui sono realizzati i disegni

Le opere sono collegati alle vicende del ‘77 italiano, i convulsi anni del Movimento Frocio che conquista il Cassero di Porta Saragozza nel 1982. Quindi all’affermarsi politico dell’esperienza trans con l’approvazione della Legge 164 che consente alle persone trans di vedere riconosciuto il proprio genere elettivo. Sono infatti passaggi importanti, iscritti nel significato e nell’iconografia dei disegni di Marcasciano. I fermenti, di cui Bologna è uno dei principali laboratori, si lasciano intravedere nella Project Room del MAMbo, tramite una raccolta di materiali d’archivio. Dunque ritagli di giornali, fotografie, libri, comunicati stampa, documenti politici, flyer e copertine di dischi sono riprodotti su pannelli semitrasparenti che riconfigurano l’architettura della sala. Così il pubblico è immerso in cronologie non lineari, obbligato a spostare continuamente lo sguardo in un viaggio alla ricerca di genealogie personali.

Porpora Marcasciano e il sesso anarchico

Le stesse atmosfere sono attualizzate nell’installazione sonora Non siamo dove ci cercate realizzata per l’occasione da ALMARE. Testimonianze, canzoni, registrazioni e materiali d’archivio ci proiettano nel mezzo di rumori e sogni tuttora attuali. Non sono dove mi cercate. Porpora Marcasciano, il movimento, dall’underground al queer al MIT prova così a tracciare la pagina del diario di un’epica plurale e favolosa. Mescola i disegni con voci singole e canti collettivi dove possano prendere corpo la creatività psichedelica, il sesso anarchico, la felicità radicale e l’utopia. La mostra è realizzata con la collaborazione di: Movimento Identità TransDivergenti, Festival internazionale di cinema transArchivio storico del MIT. Si ringraziano inoltre: Centro di Documentazione “Aldo Mieli” e Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBTI+ Center.

Porpora Marcasciano

Nata a a San Bartolomeo in Galdo, Benevento, 1957 è tra quelle che Nel 1977 avevano vent’anni e ora sono minorenni (A. Pazienza). Attivista, sociologa, attrice, figura di riferimento del movimento queer italiano, artista. Le sue tante vite hanno attraversato Napoli e Roma, e sono quindi approdate a Bologna. Si sono intrecciate con il movimento del ‘77, i collettivi gay e il movimento trans; hanno anche scritto libri, intessuto storie altrimenti dimenticate, disegnato ritratti collettivi.

Immagine da cartella stampa.