Ponte Morandi: il Sindaco Bucci annuncia che entro 10 giorni verrà scelto il progetto di ricostruzione.

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Marco Bucci Sindaco di Genova
Marco Bucci Sindaco di Genova

E’ di oggi la notizia che il Sindaco di Genova Marco Bucci, in qualità di Commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera, ha dichiarato di essere in attesa dei progetti riguardanti la ricostruzione del ponte Morandi.

L’arrivo dei progetti sulla scrivania del Sindaco Bucci, è previsto per il 26 di Novembre e nella sua dichiarazione ha precisato, parlando a margine dell’apertura di Corso Perrone, vicino ai monconi del Ponte Morandi, che entro 10 giorni, saranno valutati e con il benestare del GIP, verrà stabilito come procedere.

Bucci, nei giorni scorsi in un’intervista a SkyTg24, ha annunciato che l’inizio dei lavori di demolizione, sono previsti per il 15 di Dicembre e che per avere un nuovo ponte saranno necessari non più di 12/15 mesi.

La vicenda, iniziata alle 11.36 del 14 Agosto di quest’anno, con il crollo improvviso di una sezione di 200 metri del Viadotto del Polcevera di Genova, conosciuto anche come Ponte Morandi o Ponte delle Condotte, dell’Autostrada A10, inaugurato nel 1967, che ha visto un bilancio complessivo di 43 morti e 14 feriti, si è rivelata fin da subito, alquanto intricata e misteriosa.

A conferire al caso tali caratteristiche, hanno contribuito molte contraddizioni, tra dichiarazioni e testimonianze, riscontrate su vari aspetti da molti giornalisti e che fanno in modo che, ad oggi, non solo non siano ancora state attribuite a nessuno le responsabilità dell’accaduto, ma che non esista ancora alcun nome sul registro degli indagati.

Uno di questi aspetti è senz’altro quello dei video del crollo resi pubblici; sia quelli ripresi da privati cittadini, che quelli delle telecamere di osservazione della Società Autostrade, ma soprattutto quelli delle telecamere a circuito chiuso delle aziende sottostanti, prontamente requisiti.

Nel primo video mostrato ufficialmente, insieme a quelli successivi, si vede il ponte prima o dopo il crollo; in nessuno di questi però, si può evincere cosa sia successo negli attimi prima del crollo stesso, né durante, se non da molto lontano e in modo parziale e confuso.

Inoltre, i video delle telecamere di osservazione della Società Autostrade, riportano delle dissolvenze sospette, atte a non mostrare attraverso dei tagli, alcuni momenti probabilmente decisivi e rivelatori in merito al crollo, prima di interrompere la registrazione.

Il Procuratore Francesco Cozzi, ha giustificato tali interruzioni a causa di un “blackout retroattivo”, causato dalle eccezionali precipitazioni di quei giorni, che avrebbe impedito alle telecamere di riprendere i momenti salienti del crollo, sia antecedenti che successivi allo stesso.

A smentire tale affermazione, esiste uno screen shot (una foto a tutto schermo) effettuato da un utente, che alle 12.01, 25 minuti dopo il crollo, si è collegato in streaming a una delle telecamere che guardavano sul ponte e che mostra chiaramente l’immagine delle parti rimaste in piedi e delle vetture ferme sul ciglio delle stesse.

Successivamente, lo stesso Procuratore Cozzi, ha dichiarato che la procura era riuscita ad acquisire un video dove è possibile vedere chiaramente il crollo del ponte dall’inizio alla fine; ma che tale video non è mostrabile pubblicamente per motivi investigativi.

Nello specifico, secondo lo stesso Procuratore Cozzi, le immagini di tale video potrebbero inquinare le deposizioni dei testimoni oculari; che pensandoci bene, non servirebbero più a niente, una volta acquisite tutte le immagini integrali e specifiche del crollo.

A confondere ulteriormente lo scenario, vi è la dichiarazione dell’Ing. Enzo Siviero, noto esperto e costruttore di ponti, che ipotizza un’eventuale demolizione controllata, tramite cariche esplosive; ipotesi, come da lui stesso precisato, fondata sulla presenza di alcuni video presenti in rete.

A parte il fatto che da un Ingegnere del suo calibro, ci si aspetterebbe qualcosa di più concreto, da lui stesso analizzato e chiaramente prospettato, se consideriamo il fatto che attualmente Siviero è consulente per la SPEA Engineering, società del settore infrastrutture del gruppo Atlantia per il crollo del Ponte Morandi di Genova, qualcosa non torna.

Il gruppo Atlantia è la società attraverso la quale i Benetton gestiscono la Società Autostrade, e l’attribuzione del crollo ad un eventuale loro nemico in affari, li scagionerebbe da ogni responsabilità.

L’ipotesi più probabile, avvalorata dalla testimonianza di un architetto, che ha avuto modo di assistere, se pur da lontano al fatto, è quella del cedimento strutturale; ciò che stato riportato da questa testimone è l’aver visto cedere prima i tiranti (i cavi d’acciaio) e poi gli stralli (la loro copertura in cemento), come eventi subito precedenti al crollo.

E’ risaputo che il Ponte Morandi necessitava di manutenzione e un video ripreso la sera prima del crollo, dalla finestra di un abitante della zona, mostra dei lavori in corso, ad Agosto e sotto la pioggia incessante, dimostrazione di come fossero necessari e molto urgenti delle riparazioni.

E’ sicuramente una buona notizia, che chi di dovere si stia adoperando per la ricostruzione del Ponte, restituendo così agibilità a quella parte molto trafficata dell’A10, ma questo non deve distogliere dalla ricerca delle cause del crollo.

Le negligenze ci sono state, questo è innegabile, e a queste, devono corrispondere i nomi e i volti dei responsabili, perchè sia fatta giustizia; quella giustizia che tutti pretendiamo, insieme alle vittime di questa ennesima tragedia italiana.

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