Polvere lunare: l’ostacolo delle prossime missioni spaziali

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Polvere lunare

La NASA deve risolvere il problema della polvere lunare prima di programmare un ritorno sulla Luna.

Polvere lunare: perché è un problema?

La Luna è coperta di polvere diversa da quella terrestre. Mentre la polvere terrestre si sbriciola in forme opache e arrotondate, le minuscole particelle di polvere lunare sono taglienti e simili al vetro. Caratteristiche, queste, che le rende dannose per le apparecchiature e i polmoni degli astronauti. La NASA deve trovare una soluzione a questo annoso problema. Aggirarlo o risolverlo, se possibile. Non dovesse riuscirci, programmare missioni spaziali a lungo termine sulla Luna sarebbe inutile. Il programma Artemis, che la NASA sponsorizza con orgoglio, prevede l’arrivo sulla Luna di un equipaggio entro il 2024. L’agenzia spaziale statunitense ha poco meno di tre anni per domare l’ostica polvere del nostro satellite.

Polvere lunare: Lunar Surface Innovation Initiative

La NASA imparò alcune dure lezioni sulla polvere lunare durante l’era Apollo: intasava le apparecchiature, danneggiava le tute spaziali, provocava il surriscaldamento dei radiatori e interferiva con alcuni strumenti. Ad una missione spaziale servono apparecchiature perfettamente funzionanti. La NASA dà quindi vita alla Lunar Surface Innovation Initiative (LSII), tesa allo sviluppo di tecnologie progettate per l’esplorazione lunare. Tra queste c’è una nuova tecnologia capace di gestire le particelle di polvere abrasive. Il team scelto dall’agenzia spaziale valuterà l’impiego di tecnologie passive ed attive che aiuteranno a proteggere tute spaziali, rover e altro dalla pericolosa regolite.

La NASA non lavora da sola

L’agenzia spaziale non sta cercando di lavorare da sola. Vuole collaborare con partners di tutti i settori che potrebbero aiutarla a sviluppare la tecnologia di mitigazione. Parte di questa tecnologia è già in fase di sviluppo e la NASA prevede di iniziare a testarla sulla Luna nel 2023. I sistemi tecnologici finalizzati potrebbero un giorno essere utilizzati anche per le missioni su Marte.