Polonia – Ambasciatore Usa, esagerate le critiche Ue a Varsavia su valori democratici

0
484

“Penso che molti degli attacchi alla Polonia – da parte dell’Unione europea – sui suoi valori democratici siano esagerati”, ha dichiarato l’ambasciatore degli Stati Uniti in Polonia, Georgette Mosbacher, in un’intervista a Reuters. “Varsavia ha dovuto inoltre affrontare tagli ai fondi del bilancio comunitario per implementare le sue riforme della Giustizia”.

Il PiS – Partito polacco di Legalità e Giustizia, oggi al potere – da quando ha iniziato la sua ascesa nel 2015, ha dovuto affrontare continue critiche da parte dell’Ue, relativamente alla revisione del suo sistema giudiziario: accuse di violazione delle leggi comunitarie inerenti ai diritti civili.

Alle elezioni di domenica scorsa, il presidente polacco Andrzej Duda – alleato del PiS – ha vinto un secondo mandato in carica, rafforzando così l’indicazione dell’intero governo di proseguire sulle riforme della magistratura e dei media.

Le relazioni della Polonia con l’Ue sono vacillate negli ultimi anni – riporta Reuters – e il PiS si è concentrato sulla costruzione di forti legami con gli Stati Uniti, soprattutto da quando il presidente Donald Trump è salito al potere nel 2016.

Dal canto suo l’Ue, sta cercando di assumere una posizione netta, per rispondere all’ondata di autoritarismo latente, che diversi paesi membri occidentali intravedono avanzare gradualmente in alcuni stati del blocco orientale: in particolare in Polonia, Ungheria e Romania.

Proprio sulla Polonia, la Commissione europea ha recentemente segnalato alle autorità locali, che in diverse aree si rilevano discriminazioni nei diritti in base all’orientamento sessuale: in diverse città polacche sono state promosse ordinanze contro quella che viene denominata “ideologia LGBT”. Lo stesso presidente Duda ha dichiarato – durante la sua ultima campagna elettorale – che “l’ideologia LGBT è peggio del comunismo”.

L’ambasciatore Mosbacher si è sempre schierata a sostegno dei diritti della comunità LGBT, e proprio per questo è stata spesso oggetto di attacchi da porzione dell’opinione pubblica. Ad accusare la Mosbacher – questa volta sul fronte religioso – anche Tomasz Sommer (giornalista e scrittore polacco di estrema destra), il quale ha sottolineato l’incoerenza della diplomatica statunitense, evidenziando come questa provenisse da “una famiglia di ebrei tedeschi convertita al protestantesimo”.