Violato il silenzio elettorale. E’ la denuncia che arriva dal Codacons. “Nonostante la legge imponga in queste ore il silenzio elettorale, partiti e politici di ogni schieramento si sono scatenati su web e social network lanciando messaggi agli elettori, in piena violazione della normativa vigente” afferma il Codacons, che ha deciso di presentare “un esposto all’Agcom e alla Polizia Postale, affinché sia aperta una istruttoria nei confronti dei trasgressori, e chiede di intervenire da subito oscurando gli account di quegli esponenti politici che hanno lanciato messaggi agli elettori in barba ai divieti”.
Salvini e il silenzio elettorale violato
La polemica investe il titolare del Viminale. “Salvini, ministro dell’Interno, dovrebbe dare l’esempio rispettando il silenzio elettorale che invece sta violando – scrive Matteo Renzi su Twitter – Non utilizzo il suo stesso metodo facendo propaganda, gli ricordo solo le figuracce che l’Italia ha fatto per colpa di parlamentari assenteisti come lui. Guardate” twitta Renzi postando il video di alcuni anni fa, quando Salvini era eurodeputato, in cui il vicepremier venne accusato di essere un ‘fannullone’ dal socialista belga, Marc Tarabella, per l’assenteismo a Strasburgo.
All’attacco pure Carlo Calenda che su Twitter punta il dito anche contro Luigi Di Maio per la vicenda Mercatone Uno: “Uno rompe il silenzio elettorale, l’altro non si accorge di un fallimento che lascia per strada 1.800 persone. Sono i due Vicepremier, nessuno dei due ha mai lavorato, nessuno dei due ha capito come si lavora o come ci si comporta nelle istituzioni @matteosalvinimi @luigidimaio”.
L’affondo su Twitter arriva anche da Laura Boldrini: “Abbiamo un ministro dell’Interno che non lavora, sempre in giro a fare comizi. Almeno oggi poteva sfruttare questa occasione per sbrigare qualche pratica. E invece no, viola il silenzio elettorale e come al solito passa la giornata a twittare #SeQuestoÈUnMinistro”.
E violazione del silenzio elettorale è il motivo per il quale oggi Roberto Fiore è stato portato in Questura.
Nel mirino delle polemiche finisce anche il direttore della Tgr, Alessandro Casarin. Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione Vigilanza Rai, denuncia una “gravissima violazione da parte della Tgr del silenzio elettorale: nell’edizione odierna de ‘Il settimanale’ andata in onda su Rai3 alle 12,25 è stato mandato in onda il sonoro di Salvini che si vanta di quasi 2000 assunzioni fra le forze dell’ordine. Oggi, come doveroso, tutti i tg osservano il silenzio non mandando in onda sonori. Quella della Tgr è una scorrettezza gravissima. Dopo la pagina indecente dell’esaltazione del Fascismo a Pedrappio, dove ha pagato il solo caporedattore dell’Emilia Romagna, il direttore Casarin stavolta si dimetterà o resterà incollato alla sua poltrona?” chiede Faraone.
A stretto giro le scuse di Casarin. “Oggi nella rubrica della Tgr ‘Il Settimanale’, in onda su Rai3 alle 12.30, è andato in onda un servizio da Napoli sulla criminalità con due dichiarazioni del ministro dell’Interno Salvini e del sindaco De Magistris. Ho subito chiesto di appurare la catena di responsabilità che ha causato questo incidente. Per quanto mi riguarda chiedo scusa a tutti per quanto accaduto” dice il direttore della Tgr.