Poesie romanesche Trilussa: la storia della raccolta poetica

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“Sovrano come er popolo sovrano che viceversa nun commanna mai”. Recitava in una delle sue poesie romanesche Trilussa, il poeta romano che attraverso le sue opere ha fatto e ancora oggi fa emozionare intere generazioni. C’è chi lo legge per piacere, gli insegnanti le recitano a scuola ai propri alunni, e chi le studia all’università. Famoso per le poesie, oggi in questo articolo vi illustriamo alcune caratteristiche della sua poetica.

Trilussa: cosa sappiamo delle poesie romanesche?

Trilussa, all’anagrafe Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano, particolarmente noto per le sue composizioni in dialetto romanesco. L’artista comparve sulla scena intorno all’ottocento e riuscì a ideare un linguaggio vicino all’italiano sostituendo la Roma popolana con quella borghese e alla satira l’umorismo della cronaca quotidiana. Il suo talento fu quello di evidenziare meschinità e debolezze tipiche delle persone attraverso metafore graffianti, riportando a volte episodi che hanno come protagonisti animali domestici.


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Le stelle di Roma

Fu una delle prime opere di Trilussa, una serie di circa trenta madrigali che omaggiavano alcune delle più belle fanciulle di Roma. A partire dalla prima stella, le poesie dedicate alle donzelle romane acquistarono progressivamente popolarità tale da coinvolgere l’intera redazione del Rugantino. Infatti dopo di lui molti autori si cimentarono nella stesura di poesie simili.

Tutte le poesie

Si tratta di una silloge complessiva che l’artista curò fino alla sua morte. Fu pubblicata per la prima volta nel 1951 a cura di Pietro Pancrazi. Quella più particolare è la quinta edizione, uscita nel 1954. Essa vede una ricostruzione cronologica in adesione a vari suggerimenti di appassionati studiosi di Trilussa, in contrasto però con quanto disposto dall’autore. Solo intorno al 2004, esce un’altra edizione caratterizzata dal ripristino di successione delle dodici raccolte poetiche come stabilita dall’autore e vede anche una revisione filologica, compiuta controllando gli autografi quando possibile e corredando il testo di un apparato di note che tendono a chiarire i riferimenti alle vicende politiche ormai remote per il lettore di oggi, e di un inquadramento storico letterario che sembra non solo utile ma indispensabile per una proficua lettura dell’opera di Trilussa.

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