Plovdiv, insieme a Matera la Capitale Europea della Cultura 2019

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Anche a Plovdiv spetta l’onorificenza di Capitale Europea della Cultura 2019, titolo assegnato dall’Unione Europea per la valorizzazione e lo sviluppo sociale, culturale ed economico di un Paese o di un territorio all’interno della congregazione dei suoi Stati membri, premio riconosciuto, oltre che alla città lucana di Matera, come forse non in molti sanno, pure alla suggestiva città bulgara.

Tibor Navracsics

Essendo la Bulgaria entrata nella UE il 1 gennaio 2007 anch’essa può vantare il meritato premio di capitale europea della cultura, ad oggi l’unico riconoscimento di questo tipo spettante a questo Stato sebbene la Bulgaria sia già stata designata quale ospitante una nuova, ad oggi ancora sconosciuta, capitale europea della cultura, rinominazione di città europea della cultura, definizione decaduta dall’anno 1999 quando il riconoscimento spettava a Weimar, Germania. Il procedimento di accoglimento della proposta di Matera e Plovdiv, che l’ha spuntata sulle rivali finaliste Sofia, Varna e Veliko Tarnovo, a capitale culturale europea, venne visionato nel 2006, fu allora che Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea presero la decisione di insignire le due città di questo ambito titolo. Sull’importanza di stabilire una o più città che si possano fregiare annualmente del prestigioso onore di essere capitali europee della cultura Tibor Navracsics, commissario europeo per l’istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, all’inizio di quest’anno ha dichiarato:

“I programmi di Plovdiv e Matera mostrano il futuro che queste città immaginano per se stesse e per l’Europa, celebrando al contempo i propri straordinari patrimoni secolari. L’iniziativa della Capitale europea della cultura unisce le persone e mette in evidenza il ruolo della cultura nella costruzione di un’identità europea. Entrambe le città contribuiranno ad assicurare l’impatto a lungo termine del successo dell’Anno europeo del patrimonio culturale che, nel corso del 2018, ha dimostrato come la cultura possa trasformare in meglio le nostre città e regioni. Auguro a Plovdiv e a Matera ogni successo nell’anno a venire”

La Storia

Per quanto riguarda la meno famosa Plovdiv, almeno per quanto riguarda il popolo italiano e la società centro e ovesteuropea, bacino in cui questa città è forse meno considerata per distanza geografica o differenze culturali, essa è la capitale storica della Tracia, nota anche come Filippopoli, seconda città per importanza dopo la capitale Sofia. Situata sul fiume Marica nella parte meridionale della piana che porta lo stesso nome della città, pianura alluvionale che forma la parte occidentale dell’alta pianura di Tracia, localizzata nel territorio centro meridionale della Bulgaria, Plovdiv, servita da un aeroporto, è famosa per essere il centro di connessione tra occidente ed oriente, sintesi fra gli aspetti turco ottomani e greci e cristiano cattolico ortodossi nelle più svariate discipline, quali letteratura, arti, religione, filosofia, dottrine, nonché rinomata per la rinascenza bulgara, ovvero il rinascimento bulgaro di inizio Ottocento che, sotto l’influsso nazionalista e risorgimentale di numerosi esponenti tra cui il celebre scrittore e presbitero Paisij di Hilendar, cambiò il pensiero e le sorti storico politiche del Paese abbellendolo di magnifici esempi artistici ricalcati sull’influsso di tale movimento, effetto che si può ben ricavare dalla bellezza decorativa e architettonica del centro storico, uno dei meglio conservato della nazione, nato proprio sotto l’influenza delle idee riformatrici.

Statua di Paisij di Hilendar a Bansko, Bulgaria

Luogo abitato da più di 6000 anni era e continua ad essere un crogiolo di culture, da sempre luogo d’incontro di sapienza e di commerci dalla storia millenaria, ha subito molte occupazioni senza essere stata mai costretta a subire grosse perdite, a parte qualche piccola parentesi storica, ma anzi riuscendo continuamente a risollevarsi e organizzarsi multiculturalmente per mantenersi viva e in salute. Importante e strategico punto di riferimento per le rotte marittime che viaggiavano tra Mar Mediterraneo e Mar Nero, non troppo distante da Istanbul, è stata sempre meta e desiderio delle potenze europee, slave e arabe. Dopo la caduta dell’impero macedone, a cui la città venne assimilata nel 341 a.C. da Filippo II, padre di Alessandro Magno, la città vide l’annessione all’impero romano da parte dell’imperatore Claudio avvenuta nel 46 d.C. Successivamente la conquistarono i barbari, prima i Goti e poi gli Unni, i secondi dei quali la saccheggiarono distruggendola quasi completamente, mentre sotto il governo bizantino di Giustiniano la città si ristabilì e si ripopolò. Seguentemente a un tracollo subito nel periodo delle crociate, all’incirca tra la fine del 1000 fino ai primi anni del 1200 quando la dinastia bulgara si reinsediò nella città, fu protagonista di altre guerra tra bizantini e turchi e di lotte religiose intestine, fin quando non si stabilizzò l’ordine e la prosperità ritornò a rifiorire. Nel 1636 Filibé, antico nome ottomano di Plovdiv ricalcato sul modello greco classico, si chiamò con il nome attuale, e il 16 gennaio 1878 venne presa dall’armata russa comandata dal generale Igor Gurko. Solamente nel 1885, anno in cui la Rumelia orientale si unificò col principato di Bulgaria, Plovdiv tornò sotto la sovranità bulgara che nonostante le influenze sovietiche riuscì a mantenere la città ed il territorio un centri vitali del movimento democratico che nel 1989 contribuì a far cadere il regime comunista.

Il Progetto

La varietà etnica e religiosa della città, ricca di minoranze turche, rom, armene, greche ed ebraiche, ognuna delle quali ha una forte influenza sulla vita culturale del luogo, è da sempre rilevante, come è valore raro ed unico il pittoresco intreccio di vie, piazze, vicoletti e stradine che formano il quartiere di Kapana, ora zona di tendenza di Plovdiv, vera e propria culla dell’Europa.

Il quartiere Kapana

Per questo motivo Plovdiv ha scelto lo slogan Together (Insieme) per coronare ed incentivare il successo della città con la propria vastità culturale che non aspetta altro che essere valorizzata attraverso un programma completamente focalizzato sugli aspetti della collegialità e della varietà etnico culturale messo in atto dal governo e dall’amministrazione cittadina. I visitatori, oltre che ad essere liberi viaggiatori e turisti alla volta della scoperta di ogni angolo della città, potranno partecipare a diverse attività, dalla scoperta dell’alfabeto cirillico attraverso varie mostre a spettacoli di coproduzioni teatrali in collaborazione con le comunità balcaniche occidentali, rom e turche. Le tematiche del programma si suddividono in quattro filoni principali, definiti anche piattaforme, legate tra loro dalle caratteristiche tipiche della città bulgara e della gente che ci abita, il cui fondamento rimane sempre l’integrazione unita al concetto di vivibilità civica, esse sono la promozione dell’ecosostenibilità, la preservazione del patrimonio culturale, la rivisitazione degli spazi urbani con un particolare accento sulle aree cittadine abbandonate e la già abbondantemente citata integrazione sociale.

Il Teatro romano

Per favorire e fronteggiare l’ingresso e l’accoglienza di un numero di turisti che si pensa possa superare il i 2 milioni di visitatori entro la fine dell’anno, il doppio rispetto agli anni ordinari, Plovdiv ha ricevuto finanziamenti europei per la costruzione di nuove infrastrutture, il restauro di edifici storici, che tra i principali ricordiamo essere il foro, lo stadio ed il teatro romano, il centro culturale e religioso che va sotto il nome di Trakart, la Cattedrale Cattolica di San Luigi dei Francesi, il Monastero di Bačkovo, la Moschea Dzhumaya e la Moschea Tashkopryu, e per l’allestimento di circa 300 concerti e mostre oltre che essere incentivata nei percorsi museali, tra i quali grande importanza è data al Museo Archeologico Nazionale ed al Museo Etnografico.

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