Plastica in degrado: Coca-Cola, Pepsi, Nestle in lotta

Plastica in degrado, come si comportano i primi tre inquinatori?

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Plastica in uno stato di degrado. Coca-Cola, Pepsi e Nestle sono i primi tre inquinatori al mondo. Ogni anno l’ONG Break Free From Plastic punta ad un obiettivo primario, aumentare il riciclo della plastica e i loro imballaggi. Fissando così obiettivi per evitare un ulteriore danni nell’aria, suolo, fiumi, laghi e oceani.

Plastica in degrado

Sono loro i primi tre inquinatori del nostro ambiente: Coca-Cola, Pepsi e Nestle. I tre colossi che hanno conquistato il mondo grazie a prodotti unici ed inimitabili. L’ONG Break Free From Plastic è in continua ed ostinata rincorsa al raggiungimento del suo obiettivo primario: aumentare il riciclo della plastica e i loro imballaggi. Ma cosa sappiamo della situazione attuale? Se provassimo a filtrare le acque salate del nostro pianeta, scopriremmo che in ogni chilometro quadrato sono contenuti circa 46.000 micro particelle di plastica in sospensione. Cifre impressionanti! che sono coinvolgono anche il nostro Mar Mediterraneo.

Sappiamo che la plastica è un prodotto sintetico con un lungo processo di degradazione. Bottiglie, imballaggi, sacchetti, fazzoletti, mozziconi e reti da pesca, inquinano i nostri mari. Se non viene bruciata e correttamente riciclata finisce nell’ambiente causando l’alterazione dell’ecosistema.


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Plastica in degrado, come si comportano i primi tre inquinatori?

Quali sono gli interessi ed obiettivi dei primi tre inquinatori al mondo? Nel 1990 la PepsiCo introduce nel mercato mondiale una nuova bottiglia in plastica con 25% di contenuto riciclato. Fino a raggiungere l’obiettivo di renderle del tutto riciclabili. Coca-Cola affronta il medesimo intervento raggiugendo anche ‘essa il 25% di plastica riciclata. Nel 2008 Nestle, l’azienda del caffè Nescafe e l’acqua Pure Life, dichiara coraggiosamene di voler raggiungere il 60% di plastica riciclabile. L’azienda in seguito dichiarerà di non aver mai raggiunto l’obiettivo, confessando a Reuters di non aver ottenuto il sostegno dei responsabili politici cui aveva bisogno.

Nestle e Coca-Cola testimoniano la profonda difficoltà di accumulare plastica necessaria da poter riutilizzare. Per raggiungere questo traguardo Nestle pagherebbe dei premi per ottenere materiali riciclati. Se vogliamo realmente difendere la nostra salute, dei mari e del suolo, la prima cosa da fare è mutare totalmente le nostre abitudini di acquisto.


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L’impegno per un futuro migliore

Tutte e tre le aziende hanno preso nuovi impegni per gli anni a seguire. Coca-Cola entro il 2030 vuole raggiungere il 50% del prodotto riciclabile. PepsiCo si prefissa il 25% entro il 2025. L’azienda Nestle dichiara il suo traguardo è mirato a utilizzare il 15% di plastica riciclata nei suoi imballaggi entro il 2025. Sicuramente buoni propositi ma altrettanto sicuramente bisognosi di appoggio e sostegno politico.

Come cambiamo le nostre abitudini? Applicando i principi delle 4 R: ridurre, riusare, riciclare, recuperare. Optiamo per prodotti con meno imballaggio, scegliendo il vetro alla plastica. Adottiamo la raccolta differenziata e reinventiamo nuovi utilizzi utili.

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