Uscito il 7 Ottobre per la casa discografica WWNBB Collective , l’Album Places Names Numbers di Giovanni Ferrario va inserito nella playlist di queste giornate. 

L’album, contenente dieci tracce, è frutto di quello che è stato un lungo percorso artistico: la scelta di questa tracklist è infatti il risultato di un’opera di cernita tra più di trenta pezzi musicali, scritti sin dal 2008. Il lungo arco di tempo che si pone in background alla realizzazione dell’album, concede all’ascoltatore di “viaggiare” con il compositore stesso attraverso quella che é stata una crescita sia persona sia artistica; quest’ultima aiutata anche dalle numerose collaborazioni che Giovanni ha avuto: alcune di queste sono con Rokia Traorè per l’album ‘Beautiful Africa’ e con Pj Harvey e John Parish per il disco‘A Woman a Man Walked By’.

Places Names Numbers èun titolo che potrebbe sembrare un accozzaglia di parole, messe lì per far scena. Non è così. Ognuna di queste tre parole ha un significato molto importante anche ai fini della comprensione stessa dell’opera: Places fa riferimento ad alcune città e luoghi ben non svelo per lasciarvi la bellezza dell’ignoto per scoprirli; Names, perché in alcune occasioni Giovanni Ferrario, da cantautore quale è, spesso si ritrovava ad avere in mente melodia e titolo di un pezzo, a cui solo successivamente riusciva a trovare un testo; e infine Numbers, perché, come afferma l’autore stesso in un’intervista su rock.it,

“spesso mi prende la voglia di contare le volte in cui mi sono trovato in determinate situazioni, credo per il fatto che non amo ripetermi”.

“Where to go” è il primo video estrapolato dall’album. Chiunque lo ascolti comprende come il suo “suonare” esprima un sunto all’opera nel suo complesso: piena di suoni “dolci”, “posati”,  porta alla mente ricordi malinconici, di quelli che associ immediatamente ad un avvenimento, ad una persona, ad un amore che ti riscalda il cuore. Questo pezzo però non è l’unico estratto: ci sono anche infatti Costa, cover della più nota versione di Wyatt e Berge, per la quale lo stesso Wyatt aveva espresso un parere positivo e Brush. 

È sempre complicato tentare di riportare le emozioni in parole; poeti e scrittori sono molto bravi in questo. Per questo motivo, dopo la scoperta, forse anche tardiva, di un sì intimo artista, parrebbe inopportuno qualunque tipo di frase; non questa però; questa è magia: 

“I don’t know where to go, I never know a place to go”


Alcuni link utili:

Sito web
Pagina FB
Where to go- YouTube

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