Più di 20.000 migranti espulsi dagli Stati Uniti

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L’amministrazione Trump ha annunciato che 20.000 migranti privi di documenti sono stati espulsi dagli Stati Uniti a partire dal mese di Marzo. Si tratterebbe di famiglie e bambini migranti non autorizzati dagli Stati Uniti mandati via su ordini di sanità pubblica, emessi a fine marzo in risposta alla pandemia di coronavirus. L’ordine è stato emesso da Trump alla fine di marzo, chiudendo i confini degli Stati Uniti con Canada e Messico per limitare la diffusione del coronavirus.

Grazie alla direttiva di emergenza dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) i funzionari di frontiera hanno inviato più di 14.000 migranti in Messico o nei loro paesi di origine nel solo mese di Aprile. Negli ultimi 11 giorni di marzo, oltre 6.400 sono stati espulsi in base alle stesse disposizioni. Secondo queste regole i funzionari riuscirebbero ad eludere le leggi e le politiche che regolano il trattamento dei migranti e dei richiedenti asilo, compresi i bambini che arrivano al confine senza i loro genitori o tutori legali.

Secondo i dati del governo, circa il 90% dei migranti che sono entrati negli Stati Uniti ad aprile sono stati espulsi. La maggior parte dei 15.862 migranti intercettati dalla polizia di frontiere nel mese scorso erano adulti non sposati. Tuttavia processate anche 604 famiglie e 734 minori non accompagnati.

Il Governo ha sostenuto che la direttiva CDC, che cita una legge sulla salute pubblica dell’era della seconda guerra mondiale, è fondamentale per contenere la diffusione del coronavirus negli Stati Uniti, affermando che i migranti potenzialmente infetti potrebbero sovraccaricare le istituzioni mediche lungo le frontiere.

Il commissario per la protezione delle dogane e delle frontiere Mark Morgan ha ribadito giovedì che l’ordine non fa parte dell’agenda dell’immigrazione dell’amministrazione, ma piuttosto una misura per salvaguardare la salute pubblica. “Non si tratta di immigrazione”, ha detto Morgan ai giornalisti durante un briefing da remoto.

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