Pittura e disabilità. Un universo di emozioni

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pittura e disabilità

Vorrei, con questo scritto sulla pittura creata da persone diversamente abili, dare voce ai tanti genitori, che si ritrovano in una realtà drammatica e dolorosa.
Sono diversi…si!

Chi fisicamente, mentalmente e tante altre forme, ma credo che sono esseri con tutti gli stessi sensi nostri, vanno solo amati e seguiti di più, lasciandole il tempo che hanno bisogno.
Cosa che ho sperimentato da vicino.
Mio figlio per un ritardo e errore al momento del parto ha subito la morte di cellule dandole un infantilismo, un problema al cervelletto, di cui tralascio i nomi, troppo complicati.
A cinque giorni dalla nascita mi fu detto di dimenticarlo in un istituto. Non l’ho fatto!
Ho lottato molto, ho voluto fortemente che stesse nel mondo vicino a ogni essere:
l’asilo, la scuola, maestre di sostegno. L’inferno, ma non ho mai lasciato nulla di intentato.
La sua prima scrittura a 19 anni, dicendomi mamma non farla leggere a nessuno:
“mia mamma mi ha quasi imposto a disegnare”.
Ebbene ho trovato un filo dove accendere un motore per connettermi.
Da quel giorno tutto in salita.
E’ un talento puro con la matita, carboncini, acrilici china forme geometriche, complesse nelle sue maniere di incastro.


Ha innato un senso raffinato, eccentrico nell’accostamento dei colori, quasi impossibili pensarli abbinati.
Ho parlato di questo perché anche la scienza a volte può sbagliare. In qualche modo
dico ai genitori di seguire l’istinto, il cuore e lottare sempre.
Siamo in un epoca migliore, ci sono molti studi in merito e anche le scuole sono preparate alle diversità.
Anche lo sport è una disciplina eccellente, li aiuta a moderare certe forze, lo stesso spirito agonistico di qualsiasi persona.
Entrando nei colori è come varcare il limite dell’interiorità, prediligono le geometrie
o fanno tele dove sono come una lettura di una vita che non è reale ma armoniosa,
dove in ogni segno ci sta tutto il mondo intero.
Per chi leggerà, il desiderio di trasmettere fiducia e non farsi mai prendere dallo sconforto.
Queste persone, sono un arcobaleno nel cielo, anche se ancora una parte della società non li comprende.

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