Piramide di Samoa: un mistero ancora tutto da svelare

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La misteriosa Piramide di Samoa ricoperta dalla vegetazione.

C’è un vero e proprio mistero storico-archeologico nell’Oceano Pacifico del Sud. Si tratta della Piramide di Samoa, un edificio che ancora oggi rappresenta una sorta di grande punto interrogativo per gli studiosi di tutto il mondo, i quali finora non sono riusciti a trovare delle risposte concrete circa le sua finalità e il suo utilizzo nel corso dei secoli. A guardarla di primo acchito, essendo per larga parte nascosta dalla fitta vegetazione che è cresciuta su di essa, l’altura potrebbe sembrare una normale collina, invece è un edificio decisamente antico che da anni ormai sta alimentando il dibattito tra gli addetti ai lavori.

Attualmente si sa che la piramide di Pulemelei (che sorge nel distretto di Palauli) è costituita da una punta piatta ed è il monumento non solo più antico, ma anche più grande di tutta la Polinesia. È formata da roccia vulcanica e ha un’altezza paragonabile ad un palazzo di circa quattro piani, con la base che misura intorno ai 65 metri per 60. Per il resto, non si può dire nient’altro di preciso su di essa.

La pianta a otto punte della Piramide di Samoa.

In generale, gli archeologi ritengono che lungo l’isola di Samoa siano dislocati almeno un’ottantina di tumuli, la cui funzione però è ancora oggi ignota. Tornando all’imponente piramide, si suppone che possa essere stata eretta a partire dall’anno mille e completata gradualmente nel corso dei secoli. La struttura centrale si basa su otto punte che le danno l’originale aspetto di una stella, mentre tutt’intorno è stata riscontrata la presenza di diversi tumuli di grandezza inferiore.

Tra le ipotesi al vaglio degli studiosi, una delle più accreditate è quella secondo cui l’edificio sarebbe stato attivo almeno fino all’Ottocento, per poi essere improvvisamente abbandonato a se stesso, con la natura che lo ha «inghiottito» ricoprendolo con la vegetazione della giungla circostante.

Si punta sulla tecnologia per svelare il mistero della Piramide di Samoa

Naturalmente, nonostante le evidenti difficoltà, i ricercatori non si sono affatto arresi e stanno continuando a portare avanti studi e scavi per saperne finalmente di più sull’enigmatica e quantomai affascinante Piramide di Samoa. Alcune leggende locali riportano che in vetta alla struttura si tenessero in passato dei riti o delle cerimonie religiose, ma ovviamente gli studiosi non possono fermarsi a delle semplici congetture non suffragate da fonti e testimonianze attendibili e concrete.

Il papiro più antico che svela la costruzione delle piramidi

Tra le altre ipotesi, ci sono quelle relative ad un utilizzo come grande monumento funerario o addirittura come una sorta di torretta di avvistamento. Al contempo, non si esclude a priori che nel tempo possa essere stata usata per scopi o motivi differenti, ma comunque non si può negare che tutt’ora la sua funzione principale sia ancora ignota. Per provare a fare maggiore chiarezza sul Pulemelei Mound, si fa affidamento sugli ultimi ritrovati della tecnologia.

Si continua a scavare al Pulemelei Mound.

Infatti, ricorrendo alla mappatura laser, e in seguito a degli scavi accurati, si è appreso che al di sotto dell’antica struttura si trova un’ampia area archeologica che comproverebbe l’esistenza di una piccola comunità pre-coloniale che avrebbe vissuto in quel luogo prima che Samoa fosse scoperta dagli europei nel 1722. Questo potrebbe essere un ulteriore e importante punto di partenza per approfondire ancor di più le ricerche, ricorrendo ad altre innovative strumentazioni tecnologiche che potrebbero risultare decisive nel portare alla luce finalmente il segreto della suggestiva Piramide di Samoa.

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