Pino-Daniele: la più bella voce di Napoli

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Il 4 Gennaio 2015 nell’incredulità di una Nazione intera ci ha lasciati Pino-Daniele, il cantautore e musicista Napoletano che ha saputo raccontare al Mondo la sua città ricca di fascino ma anche molto difficile da far comprendere. Le sue canzoni sono diventate popolari e la musica leggera Italiana è stata stravolta dalla sua immensa creatività. Traspariva tutta la sua passione in ogni parola ed è per questo motivo che è considerato un vero poeta e non solo un cantante.


Alla Stazione di Napoli il murales di Pino Daniele: resistenze e divieti


Pino-Daniele: un geniale artista

Pino Daniele è stato soprattutto il protagonista di un’autentica rivoluzione musicale.  Nasce a Napoli il 19 marzo 1955. Primo di cinque fratelli, si avvicina al mondo della musica molto presto. A soli 14 anni insieme ad altri amici coetanei imbraccia la sua prima chitarra. Negli anni 70, insieme ad altri giovani musicisti emergenti, Pino Daniele segue con passione tutto il panorama musicale dell’epoca, e cerca di fondere tra loro diversi generi, diversi suoni che possano creare qualcosa di concreto e nuovo. Dopo aver studiato chitarra prima come autodidatta ed in secondo momento a scuola, comincia ad acquisire esperienza con piccoli gruppi musicali come i “New Jet” formato insieme al suo grande amico Gino Giglio.

Pino-Daniele: il primo disco

Il gruppo partecipa a vari eventi musicali di piazza ricevendo i primi consensi di pubblico. Dopo alcuni anni di gavetta e sacrifici, nel 1977 la casa discografica EMI ospita il suo primo disco “Terra mia” che include alcuni brani ancora oggi pietre miliari della sua carriera come “‘Na tazzulella ‘e cafè” e “Napule è”. Il pubblico grazie a lui scoprì un nuovo modo di fare musica d’autore. In quegli anni Napoli era uno dei centri propulsori della creatività, era l’epoca del Napoletan Power e Pino Daniele, con la sua voce inconfondibile, la sua abilità di chitarrista e l’ironia dei suoi testi ne era diventato il leader incontrastato.

Pino-Daniele: la musica poteva evolvere

Fin dall’inizio il suo progetto è stato chiaro: fondere la grande tradizione della canzone Napoletana e gli elementi della musica del Mediterraneo con le sue grandi passioni, il blues, il jazz, il soul e il funky, pescando nei dischi dei suoi idoli, Jeff Beck, Carlos Santana, Pat Metheny, Eric Clapton, ma anche Paco de Lucia e Frank Zappa: “sono diventato pazzo ascoltando Over Night Sensation” raccontava Pino. Bisognava fondere la sua musica con l’arte del Rock e del Blues, creando così un nuovo modo di fare musica da alcuni denominato “sound napoletano”, genere musicale fino a quel momento sconosciuto, anche perché la musica tradizionale napoletana era ancora legata ai classici cantautori del Novecento. Proprio in questi anni Pino Daniele costruisce il suo successo insieme a giovani emergenti della musica partenopea come l’amico percussionista Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo e James Senese.

La popolarità cresce al Festivalbar

Nel 1979 con l’uscita dell’album omonimo “Pino Daniele” che include la famosissima “Je so pazzo” comincia ad essere apprezzato da un pubblico più ampio, tanto è vero che Renzo Arbore sempre attento alla ricerca di giovani emergenti, gli permette di partecipare alla trasmissione radiofonica “Alto gradimento” ed a quella televisiva “L’altra domenica”. Con il brano “Je so pazzo” partecipa al Festivalbar conquistando un ottimo successo. La consacrazione arriva con i due album successivi “Nero a metà” del 1980 e “Vai mò” del 1981, epoca in cui brani eccezionali come “Yes I know my way”, “A me me piace ‘o blues” e “Quanno chiove” danno a Daniele la più grande popolarità.

Pino Daniele: i primi tour

Pino Daniele gira l’Italia con una band di tutto rispetto (James Senese al sax, Toni Esposito alle percussioni, Tullio De Piscopo alla batteria, Joe Amoruso al piano e tastiere, Rino Zurzolo al basso) riempiendo stadi in tutte le maggiori città italiane. Nel 1982 Pino Daniele affronta nuove musicalità con l’album “Bella ‘mbriana” contaminando la sua musica con diversi ritmi e melodie europee. La collaborazione con il bassista Alphonso Johnson e con Wayne Shorter, session-men di fama internazionale, porta il nome di Pino Daniele ad essere apprezzato anche oltre i confini italiani. Nella sua carriera ha collaborato con buona parte dei più importanti artisti italiani e con figure come Chick Corea, Wayne Shorter, Gato Barbieri. Il suo amato Eric Clapton lo invitò a suonare al suo festival a Chicago, accanto ai migliori chitarristi in circolazione. 

Pino-Daniele: le nuove sonorità

Dopo aver prodotto nel 1983 l’album “Common Ground” per il cantante Richie Havens, fonda una propria etichetta discografica. Nascono così a Formia, cittadina a circa 60 chilometri da Napoli, gli studi di registrazione Bagaria dove Pino realizza il suo album “Musicante” (1984). Nel 1985 esce “Ferryboat” che viene costruito brano per brano, con la partecipazione di grandi artisti come Gato Barbieri e Steve Gadd. Pino Daniele, ormai consacrato come artista, cerca nuovi suoni e nuove melodie: ci prova con l’album “Bonne Soirèe” nel 1987 che conferma proprio questa voglia di cambiamento.

Pino-Daniele: l’amicizia con Troisi

Con l’album “Schizzechea with love” del 1988 Pino Daniele vince il Premio Tenco. Pino deve poi affrontare gravi problemi di salute, risolti fortunatamente nel migliore dei modi grazie anche all’aiuto di tanti amici come Rosario Jermano e Massimo Troisi. Nel 1989 compone le musiche per il film di Troisi “Le vie del signore sono finite”, per Massimo Troisi aveva già composto la colonna sonora del film “Ricomincio da tre” del 1981. Il connubio tra i due artisti napoletani risulta essere perfetto. Pino nel 1991 realizzerà anche la colonna sonora per il film di Troisi “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, dal titolo “Quando”. Da tutti è risaputo che i due artisti fossero non solo amici, ma quasi fratelli e che tutti e due sapessero trasmettere la napoletanità al pubblico.

Pino-Daniele: i suoi grandi successi

Nel 1989 esce l’album “Mascalzone latino” che con il brano “Anna verrà” dedicato all’attrice Anna Magnani ottiene un ottimo successo di pubblico e di critica. Nel 1990 avviene l’incontro con Mick Goodrick, grande chitarrista jazz americano: insieme danno vita prima all’album “Un uomo in blues” ricordato per i brani “Femmena” e “O scarrafone”, e poi “Sotto ‘o sole” nel quale si ritrovano alcune rivisitazioni di vecchi brani e la creazione di due nuovi inediti “Quando” e “‘O ssaje comme fa ‘o core” scritte dall’amico Massimo Troisi. Nel 1993 nasce “Che Dio ti benedica”: l’album (in cui collaborano Chick Corea e Ralf Towner) ha un grande successo oltre che di pubblico anche di critica e viene rappresentato da Pino in un mitico tour in varie città italiane ed europee.

Il cambio look di Pino

Pino inizia un nuovo periodo musicale nel 1995 con la pubblicazione dell’album “Non calpestare i fiori nel deserto” e nel 1997 con “Dimmi cosa succede sulla terra”. In questi due lavori Pino abbandona un po’ il dialetto napoletano collaborando anche con grandi artisti del panorama nazionale come Giorgia, Irene Grandi, gli Almamegretta e Jovanotti.  20 anni di distanza dal suo primo album esce l’album “The best of Yes I know my way” che vede una rivisitazione di 13 brani tra i più famosi, più tre inediti: “Amore senza fine”, “Per te” (pezzo strumentale) e “Senza peccato” registrato con la partecipazione dei britannici Simple Minds. In questo album il cambiamento di Pino Daniele è totale, si presenta al grande pubblico anche con un nuovo look, capelli corti, pizzetto e tante cose nuove da dire.

Pino-Daniele: il tour stellare

Nel 1999 esce l’album “Come un gelato all’equatore”, nel 2001 festeggia l’uscita del suo ultimo lavoro “Medina” con un mega tour estivo che parte proprio dalla sua città. Il disco vede un ritorno alle origini musicali. Alcuni pezzi scritti in dialetto evidenziano la voglia che Pino ha di proiettarsi verso una musicalità futura rimanendo comunque fortemente attaccato alle origini. Dopo la positiva esperienza del tour condiviso con altre grandi voci italiane quali Eros Ramazzotti e Jovanotti nel 1994, Pino Daniele organizza nel 2002 una mega tourneè con altri tre grandi della musica italiana: Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron.

L’ultimo album di Pino

Pino Daniele ritorna sulla scena musicale italiana con un nuovo album dal titolo “Pino Daniele Project- Passi D’Autore” nell’aprile del 2004. Nel disco è presente un brano dedicato a Diego Armando Maradona, “Tango della buena suerte”. In onore alla quasi trentennale carriera di Pino Daniele, alla fine del mese di giugno 2004 esce un album triplo “Pino Daniele Platinum Collection” (EMI) che ripercorre in 53 brani tutta la storia del cantautore. Il 31 dicembre del 2014 aveva partecipato al Capodanno di Rai1, in quella che è stata la sua ultima esibizione. Una festa in cui augurarsi ogni bene per l’anno nuovo. Ma pochi giorni dopo, la sera del 4 gennaio 2015, Pino Daniele se n’è andato improvvisamente, tradito dal suo cuore malandato. A marzo avrebbe compiuto 60 anni, troppo pochi per lasciare il mondo Musicale orfani della sua bravura.

Cosa è successo nelle sue ultime ore?

Dalla sua casa di Orbetello si è arrivati ad una corsa in auto fino all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma dove non c’è stato purtroppo nulla da fare visto che soffriva da tempo di problemi al cuore e quella crisi gli è stata fatale. Dalla prima moglie Dorina Giangrande ha avuto i figli Alessandro e Cristina. Dal secondo matrimonio con Fabiola Sciabarrasi, sposata nel 1991, sono nati Sara, Sofia e Francesco. Sul profilo della Fondazione Pino Daniele Trust Onlus presieduta dal figlio Alessandro è apparso oggi 4 Gennaio 2022 questo ricordo: “E’ per sognare poi che qualcosa arriverà, 7 anni (mai) senza di te. La tua energia continua a guidarci ed illuminare i nostri prossimi progetti, per farti sentire ancora vicino a noi, nel segno del rinnovamento, dell’inclusione e dell’educazione musicale, partendo proprio dalle tue opere e dalla tua ricerca”.

Pino-Daniele: i messaggi di cordoglio dei colleghi

“Ciao fratello, non ti dimentico! Mi manchi” ha scritto su Twitter Eros Ramazzotti, legato al cantautore napoletano da un rapporto che andava ben oltre le rispettive carriere musicali. Insieme alla dedica, una foto che li ritrae insieme durante un concerto: Ramazzotti che canta e Pino Daniele che lo accompagna con la sua chitarra. Alessandro Gassmann ha ricordato il cantautore con una foto degli anni Ottanta, ed un pensiero: “7 anni senza #PinoDaniele W Pino!!!”. Il ricordo del cantautore è vivo non solo nella sua famiglia, ma in tutti i fan che oggi lo stanno omaggiando con pensieri e post legati alle sue canzoni con testi e melodie immortali. Restano infatti le sue note, le sue prole, la sua musica che canterà per sempre le luci e le ombre della sua città, bella e dannata, forte e fragile che oggi ricorda la voce del suo figlio più grande di tutti i tempi.


19 marzo 1955 – Nasce Pino Daniele