Pietro Marrazzo, politico e giornalista della tv

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Pietro Marrazzo è un giornalista, un ex politico e conduttore televisivo italiano. Nel 2004, Marrazzo si coalizza con il movimento di centrosinistra “L’ Unione”, e presenta la candidatura, per la presidenza della regione Lazio. Il 2 maggio 2005, Marrazzo vince le votazioni, e riceve la carica di presidente del Lazio, che esercita fino al 27 ottobre del 2009.

Pietro Marrazzo e la biografia

Pietro Marrazzo( famoso con il nome di Piero), nasce a Roma il 29 luglio del 1958. Il padre è Giuseppe Marrazzo, un noto giornalista. Piero, si appassiona agli studi di giurisprudenza, ed in seguito consegue la laurea della materia. Pietro, in giovane età, aderisce ai movimenti politici socialisti. Ciò nonostante, Marrazzo decide di lasciare la politica, ed inizia la professione televisiva in RAI, come conduttore tv ed inviato. In seguito, Marrazzo lavora per “La cronaca in diretta”, e la trasmissione “Drug Stories”. Nel 2002, Pietro vince il “Premio Cimitile” del giornalismo, e dal 1998 al 2004 conduce “Mi manda Raitre”.

Pietro Marrazzo e la vita privata

Marrazzo si sposa con Isolina Fiorucci, con cui nascono le figlie Giulia e Diletta. In seguito, il conduttore televisivo, sposa la giornalista di Raitre, Roberta Serdoz, con la quale nasce la figlia Chiara.

Pietro Marrazzo ed il giornalismo

Marrazzo entra in RAI, come conduttore tv ed inviato sul TG2, subito dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza. Inoltre, Marrazzo diviene responsabile di un giornale regionale toscano. Tuttavia, Pietro collabora con la società televisiva per vent’ anni, e poi Giovanni Minoli lo contatta per “La cronaca in diretta”. A ragion per cui, il conduttore tv, lavora anche in diversi Formats, e programmi come “Drug Stories”. In seguito, le società RAI e UNDCP, realizzano un accordo di produzione televisiva sul tema della droga. Di fatto, Marrazzo diviene il conduttore tv, di tematiche come: il traffico di droga, lo spaccio, le tossicodipendenze, le strategie di lotta al narcotraffico, e la prevenzione.

Pietro Marrazzo e le elezioni alla presidenza del Lazio

Nel 2004, Marrazzo  entra nella coalizione di centrosinistra “L’ Unione”, e decide di presentare la candidatura, alla presidenza della regione Lazio. Nell’ aprile del 2005, Marrazzo vince le votazioni, con oltre la metà di preferenze, e diviene presidente della regione Lazio. Tuttavia, il politico durante la campagna elettorale, viene spiato in modo illegale, come ostacolo alla presidenza.

Lo scandalo “Laziogate”

Nel 2005, nasce lo scandalo “Laziogate” in cui i protagonisti della vicenda sono: il presidente della regione Lazio Pietro Marrazzo, Francesco Storace, Mirko Maceri, e Storace Nicolò Accame. In realtà, solo nel 2012 la Corte d’ Appello assolve con formula piena, tutti gli imputati, in quanto il fatto non sussiste. All’ inizio dello scandalo, l’ accusa sostiene che Storace. Chiede ai suoi tecnici, di controllare all’ Anagrafe di Roma, le possibili firme false, alla presentazione della lista della Mussolini. Il 9 marzo 2005, i tecnici informatici di Storace, entrano nell’ ufficio Anagrafe, il 9 marzo 2005. Perciò, sembra risultare una modifica informatica, alle elezioni sulla presidenza della regione Lazio. Ma l’ accusa sostiene anche che Storace, si serve di conoscenti come il portavoce Nicolò Accame, e l’ investigatore Emanuele Cipriani, per spiare e contrastare Marrazzo.

Le idee politiche di Marrazzo alla regione

Marrazzo dopo la vittoria elettorale, aumenta le consulenze e gli incarichi regionali, e riceve dall’ opposizione, diverse critiche per non effettuare un taglio degli stessi. Inoltre, nella regione Lazio, l’ emergenza rifiuti, porta Marrazzo alla nomina di un commissario. Di fatto, Marrazzo dichiara che l’ attività di commissariato, scade il 31 gennaio 2007, mentre poi, la prolunga fino al 24 giugno del 2008. A fronte di ciò, il presidente presenta al Consiglio regionale, un piano di misure di uscita dall’ emergenza. La politica di Marrazzo, porta la chiusura delle discariche attive, e pone come soluzione la raccolta differenziata. Il presidente regionale, investe per più di trecento milioni di euro, in favore delle province e dei comuni laziali. D i conseguenza, Marrazzo trova l’ accordo col comune di Roma, per la raccolta differenziata, ed una soluzione ai rifiuti del 45%, entro l’ anno 2013.

Il “progetto trasparenza”

Marrazzo nel 2008, attua “il progetto trasparenza”, con l’ approvazione del governo, per risanare il settore amministrativo. A fronte di ciò, il progetto mette al servizio dei cittadini, tramite web, i dati sulle retribuzioni, sugli orari lavorativi, i trasferimenti ed i relativi incentivi. A ragion per cui, il “progetto trasparenza”, trova l’ accoglimento del  ministro della Pubblica Istruzione Renato Brunetta.

La verifica sui conti della sanità

Marrazzo, all’ inizio dell’ attività presidenziale, decide di effettuare una verifica, sui conti di bilancio della sanità. Inoltre, Marrazzo convoca le Asl e le strutture ospedaliere, per eseguire i controlli sulle documentazioni registrate dalle Aziende sanitarie. Di fatto, Marrazzo dimostra un debito della sanità, di dieci miliardi. Nel 2007, il presidente regionale, attua con il governo, la risoluzione del debito, attraverso un prestito dalla Cassa Depositi, ed un prestito di cinque miliardi di euro. In seguito, il governo nomina Marrazzo, commissario regionale. A fronte di ciò, Marrazzo provvede alla chiusura di due ospedali romani, come il Forlanini ed il San Giacomo.

Il ticket sui medicinali

Nel settembre 2008, Marrazzo reinserisce il pagamento del ticket sui medicinali, nelle farmacie laziali. Tuttavia, il decreto in merito al ticket, riceve le proteste di diverse associazioni come Federfarma, Cosnil, e Federitalia Consumatori, per le conseguenze sulle fasce più deboli.  Il 30 settembre 2009, il governo di Silvio Berlusconi, sblocca cinque miliardi di euro, che lo Stato paga alla regione Lazio, ed estingue il debito della sanità.

Le polemiche sul concerto, ed i 72.000 euro

Nel 2009, Marrazzo per la festa di San Valentino, impiega 72.000 euro delle casse regionali, per l’ organizzazione di un concerto musicale, in favore dei dipendenti della regione Lazio. Di conseguenza, i sindacati e le organizzazioni istituzionali, esprimono dissenso al fatto, e criticano Marrazzo, poiché i soldi regionali servono per le opere di  pubblica utilità. In seguito, il Partito dei Comunisti Italiani si dimette.

Lo scandalo degli stupefacenti

Nell’ ottobre del 2009, un video pubblico, mostra che Marrazzo risulta in compagnia di un transessuale, ed in possesso di sostanze stupefacenti. Ciò nonostante, il politico dichiara  di avere incontri mercenari ed occasionali col transessuale. Al contrario, il travestito afferma di essere la fidanzata da sette anni. A fronte di ciò, Marrazzo ammette la versione del transessuale, rassegna le dimissioni alla regione Lazio, e cede la carica ad Esterio Montino.

Il ritorno di Marrazzo nel giornalismo

Nel 2010, esce la notizia di Marrazzo, che svolge nuovamente l’ attività giornalistica, su Raitre, in cui esegue inchieste e documentari, ma non come conduttore tv.  Dal 2010, Marrazzo diviene consulente del direttore di Raitre, e dopo nove anni ritorna alla conduzione televisiva con “Razza Umana”. Inoltre, nel 2020 Marrazzo diviene caporedattore per “Rai News 24”.  

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