PIETRO Iadevaia, e il suo team.

Sabaudia ore 11:00, 17 dicembre 2017 presentazione di tecniche di autodifesa contro il bullismo e la violenza sulle donne.

L’appuntamento era fissato per le 08:30 presso la palestra della scuola Cencelli, ma sembra che ci siano stati disguidi logistici col la scuola, ma l’amministrazione comunale ha provveduto a dare altra destinazione: palazzetto dello sport in Sabaudia.

Credevo di assistere ad una giornata contro la violenza dal punto di vista pedagogico e psicologico, con presentazione di diapositive e relazioni tecniche, invece sono stato COINVOLTO in qualcosa di meraviglioso: il sapersi difendere fisicamente. Io mi difendo.

Non sempre infatti sappiamo difenderci con le mani, o calci; sappiamo farlo dal punto di vista psicologico, anche se non sempre ci riusciamo bene, e cerchiamo di evitare lo scontro fisico, memori di una cultura cattolica, che invece a volte è necessario.

Spesso infatti se non sappiamo difenderci anche fisicamente diventiamo PREDE facili e soccombiamo. Vittime di scherni, e pugni. Al meno questo è quanto accade a chi è vittima dei bulli.

Alle ore 11:20 GIADA Gervasi, sindaca di Sabaudia, assieme all’olimpionico ALESSIO Sartori, assessore allo sport, ha aperto il lavoro di questa giornata sportiva voluta dalla sua amministrazione amministrazione secondo un progetto pianificato per destagionalizzare il turismo in Sabaudia, come indicatomi dal ANTONIO Iadevaia, maresciallo dei carabinieri in pensione, E PADRE DI PIETRO.

La sindaca GIADA Gervasi ha ricordato che il bullismo è storia antica e purtroppo sempre più presente nelle scuole.

Subito dopo l’uscita dal palazzetto dello sport della sindaca e dell’assessore, i ragazzini hanno iniziato il loro esame di AUTODIFESA usando le diverse tecniche apprese: taekuondo, kickboxing, per la difesa personale.

L’esame tende a verificare se gli allievi hanno imparato tecnica e pratica nell’arte del difendersi. Loro appaiono CONVINTI; questo è importante poiché se non fossero motivati sarebbe segno che non avvertono il pericolo, e tenderebbero e credere che tutti sono loro amici.

Non sapersi immedesimare in una situazione di pericolo equivale a credere che tutte le persone che incontriamo sono amiche nostre.

Questo è un esempio di come le arti marziali non sono sempre usate ad OFFENDERE, ma sono usate pure nel DIFENDERE.

I bambini imparano presto a doversi difendere, oserei dire già nella propria famiglia, ma un conto è difendersi contro un familiare e un patente dove può bastare alzare la voce per dimostrare che hanno anche lor dei diritti, un conto è doversi difendere da aggressori che non conoscono e dei quali non sanno le motivazioni, quindi devono capire al volo se sono in una situazione di pericolo ed agire.

Chi studia arti marziali sa che la base di tutto è lo studio psicologico del nemico, ma bambini di età sotto i dieci anni non sanno neppure cosa vuol dire, quindi agiscono per istinto.

Si difendono con parolacce, con pugni, con lanci di qualunque cosa che hanno a portata di mano. Queste azioni non sempre riescono a mettere in fuga i loro piccoli nemici. Saper usare un’arte marziale con la giusta disciplina aiuta i bambini ad usare con precisione il proprio corpo per difendersi in modo efficace.

Bellissimo vedere come lavorano questi ragazzini al disotto dei dieci anni tra femmine e maschi.

Non c’è nessuna differenza tra il genere, la violenza colpisce tutti.

PIETRO Iadevaia è convinto che una sana alimentazione deve far parte integrante nelle attività sportive ed incoraggia l’uso di prodotti naturali.

Grazie Pietro Iedavaia per offrire metodi di autodifesa ai ragazzini che senza una guida disciplinata disperderebbero le loro energie.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here