Pierfrancesco Favino compie 50 anni. Uno degli attori più maturi del cinema italiano

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Pierfrancesco Favino 50 anni
Favino, uno degli attori simbolo del cinema italiano, compie 50 anni

Compie 50 anni uno degli attori simbolo del cinema italiano. Nel pieno della sua maturità professionale, Pierfrancesco Favino ha interpretato i personaggi più vari del cinema con un’estrema bravura e abilità capaci di riportare il cinema italiano ad un livello che forse non si raggiungeva da tanto tempo.

Pierfrancesco Favino 50 anni
Favino, uno degli attori più maturi del cinema italiano, compie 50 anni

Attore in film come Angeli e Demoni, A casa tutto bene, Romanzo Criminale fino agli attuali Il Traditore, con cui si è presentato a Cannes 2019 e con cui potrebbe presentarsi anche agli Oscar, e Hammamet. Un attore dalle ampie doti, capace di esprimere al meglio quanto ogni personaggio ha da offrire, riuscendo a trasportare lo spettatore all’interno dello schermo lasciandolo col fiato sospeso ad ogni parola.

Bellocchio: a Cannes con un film sul boss Buscetta

Eccezionale è stata anche la sua performance come presentare al Festival di Sanremo 2018, dove ha dato dimostrazione – ancora una volta – della sua presenza sul palcoscenico attraverso il monologo “La notte poco prima della foresta” che ha portato in seguito nei teatri. Un lungo racconto di un immigrato che per circa cinque minuti è entrato nelle case degli italiani imprimendosi con forza tra gli spettatori.

Uomo carismatico, pieno di forza e di amore non solo per il suo lavoro ma per la sua famiglia. Padre di due figlie, ha dedicato alle donne della sua vita la sua carriera: “Senza di loro forse non avrei fatto questo lavoro. Con loro ho imparato a emozionarmi, a gestire le sensazioni perché non hanno paura di commuoversi”. Con la costante voglia di mettersi in gioco, anche quando il ruolo gli viene indicato da un gruppo di ragazzi come i The Jackal, dove lo scopo è semplicemente quello di farsi due risate. Eccellente interpretatore, imitatore e anche sex symbol, un uomo dalla dote innata che ha riportato la recitazione italiana a quella vera di una volta.

Favino: da L’ultimo Bacio a Suburra passando per il teatro

Classe 1969, nato a Roma, fin da bambino il suo unico sogno è stato quello di fare l’attore. Si diploma all’Accademia Nazione d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, per diventare a seguito uno dei fondatori dell’associazione no-profit romana Actor’s Center. Nonchè direttore e insegnante della Scuola di Formazione del Mestiere dell’Attore di Firenze.

Dopo aver preso parte a diverse pieces teatrali ha debuttato nel 1991 in televisione prendendo parte al film Una questione privata di Negrin. Per il grande schermo dovrà invece aspettare quattro anni quando prenderà parte alla pellicola di Lino Capolicchio Pugili.

Tra i suoi film nei primi anni del nuovo millennio si contano tra tutti L’ultimo bacio di Gabriele Muccino e El Alamein – la linea del fuoco di Enzo Monteleone, con cui riceve la candidatura al David di Donatello ed al Ciak d’Oro.

Siamo invece nel 2005 quando Favino prende parte nel film Romanzo Criminale di Michele Placido dove interpreta il serio, freddo e spietato Libanese, capo del gruppo criminale romano della Banda della Magliana. Tra il 2007 e il 2008 si dedicherà al mondo hollywoodiano ottenendo parti in film come Le cronache di Narnia – il principe Caspian, Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee e Angeli e Demoni di Ron Howard, con il quale nel 2013 girerà anche Rush.

Criminale, poliziotto, padre, anarchico. Le mille facce di Favino

Tra i suoi personaggi si riconoscono le caratteristiche più svariate. Storie diverse, complesse a proprio modo, che non sembrano avere nulla a che fare l’una con l’altra. Alcune più lineari, altre estremamente intricate. Tra i suoi personaggi ci sono padri di famiglia, criminali e poliziotti come nel film di Stefano Sollima – con cui girerà nel 2015 Suburra – chiamato ACAB – All Cops Are Bastards nei panni di un politico corrotto, o anarchici come in Racconto di una strage su quanto accaduto nel 1969 a Piazza Fontana.

Nell’agosto del 2014 sbarca alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia vestendo i panni del protagonista nel film di Michele Alhaique Senza nessuna pietà. Mentre nel 2017 uscirà, tra i molti film, anche con Chi m’ha visto di Alessandro Pondi.

Nel 2018 interpreterà D’Artagnan nel film Moschettieri del re di Giovanni Veronesi, riscontrando un grande successo dalla critica. Incoronando così una lunga carriera con cui ha saputo donare al cinema italiano e internazionale una ventata di bravura e di professionalità impeccabili, con la sicurezza che c’è ancora molto da vedere. Instancabile com’è, ha ottenuto anche un ruolo nello spot della Barilla dove è diventato un premuroso padre che insegna alla propria figlia a cucinare un ottimo ragù. “Mi sono reso conto che – senza volerlo – avevo creato un po’ di distanza, c’era sempre il Favino ‘secchione’ che pensa al ruolo. I soldi contano ma la pubblicità ha aumentato il calore del pubblico” spiegava al quotidiano la Repubblica.

Presto nuovamente al cinema nei panni di Bettino Craxi

Uscito nelle sale alcuni mesi fa con la pellicola di Bellocchio Il Traditore, è pronto per vestire nuovamente i panni di uno dei personaggi politici che ha fatto la storia del nostro Paese: Bettino Craxi. Nella pellicola intitolata Hammamet di Gianni Amelio, racconterà la storia del segretario del PSI dagli anni Ottanta e Novanta, passando per lo scandalo Tangentopoli. L’assomiglianza tra Favino e Craxi è quasi impressionante se ci soffermiamo sulla foto postata dall’attore sul suo profilo. Ma d’altronde, non stupirebbe se che anche dall’interpretazione si avesse l’impressione di trovarsi di fronte all’onorevole.

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