Piemonte, dati sui vaccinati ancora non convincenti: ripercussioni sul settore del gioco?

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Ancora non sono particolarmente convincenti i dati sui vaccinati in Piemonte. Le statistiche, divise per categorie, parlano di percentuali non ancora soddisfacenti per far sì che la situazione possa stabilizzarsi nel breve periodo. Se, da un lato, ci sono diverse categorie di persone che stanno vaccinandosi celermente, altre invece sono quasi ferme.

 Tra no vax e indecisi, nella Regione Piemonte si parla del 68% circa della popolazione che ha ricevuto la prima dose e 59,5% ad aver ricevuto la seconda dose. Ma i dati sul personale scolastico sono abbastanza negativi: l’11% del personale risulta non ancora vaccinato; mentre il 30% non ha ricevuto la seconda dose. Questi dati possono essere determinanti, in negativo, per quanto riguarda il futuro di alcune attività, le quali hanno subito dei danni impressionanti a causa delle chiusure: uno di questi è il settore del gioco d’azzardo legale.

Vaccinati in Piemonte: i dati

I dati maggiormente preoccupanti riguardano le persone tra i 50 e i 69 anni. Nonostante siano aperte le iscrizioni ormai da mesi, solo quattro di questi su dieci sono già vaccinati. Si tratta di circa 5 milioni di dosi di vaccino effettuate. Migliori i dati che riguardano gli over 80: in questo caso, parliamo già del 95% vaccinato. Ancora mancano, però, all’appello e non si sono ancora fatti avanti: in primis, parliamo di coloro che non hanno patologie specifiche.

Per quanto riguarda, invece, la fascia di età tra i 70 e i 79 anni, la percentuale di vaccinati si sta alzando significativamente: ora siamo a circa il 65% dei vaccinati solo per la prima dose; 59% vaccinati anche della seconda dosa. Tra i 60 e i 69 anni, invece, siamo sul 47% di vaccinati e per quanto riguarda i cinquantenni, siamo sul 41%.

Percentuali abbastanza significative e che fanno trasparire una situazione delicata, specie in prospettiva futura: con l’arrivo dell’inverno, ci si aspetta una crescita dei contagi, sperando non sia rilevante come quella dello scorso anno. Una nuova chiusura significherebbe danneggiare ulteriormente tante categorie economiche fondamentali per il nostro Paese, oltre a minare la salute di tantissime persone.

Settore del gioco danneggiato: sarà ancora boom dell’online?

Uno dei settori più danneggiati durante la prima ondata e la seconda è stato sicuramente quello del gioco legale. Difatti, il settore è stato completamente bloccato per oltre quindici mesi, con delle conseguenze catastrofiche per imprenditori, dipendenti e persino per la legalità, minata notevolmente. Senza la possibilità di tamponare i danni economici, molti imprenditori si sono ritrovati a dover chiudere la propria attività e licenziare tanti dipendenti. Questo ha portato anche alla diffusione, sempre più significativa, del gioco illegale.

Un qualcosa che non accadeva da decenni e che si è ripalesato durante questo periodo di chiusure. Sono state nel corso del 2020 centinaia le persone denunciate ed arrestate per attività illegali correlate al gioco d’azzardo. Denaro che, ricordiamo, accresce esclusivamente le casse della criminalità organizzata.

E in caso di nuove chiusure del settore, sarà anche sicuramente penalizzato il settore che lavora in maniera regolare e legale. Non tutti sanno che ogni anno il settore del gioco legale frutta alle casse dello Stato diversi miliardi di euro: rappresenta oltre l’1% del PIL nazionale. Questo non può essere sottovalutato.

Ovviamente, per poter accedere alle sale da gioco fisiche, è necessario munirsi di green pass, ma visto e considerato che molti ancora non sono stati vaccinati, il rischio che si possa verificare uno stop o comunque delle perdite notevoli di utenza, è dietro l’angolo.

Non è da escludere un ulteriore e nuovo boom dei siti di gioco online. Nel corso del 2020, infatti, i siti di gioco hanno avuto un’espansione senza precedenti: si parla di una crescita di oltre il 40% rispetto l’anno precedente. E senza dubbio le chiusure sono state determinanti per questa esplosione. Al contempo, gli utenti hanno cominciato a comprendere che potevano ricercare dei servizi più particolari e adatti alle loro esigenze. Per esempio, la ricerca dei migliori bonus siti scommesse è diventata molto diffusa tra i giocatori.

D’altronde, lo stesso modo di fruire di questo servizio e quest’attività è ormai cambiato notevolmente nel corso degli anni. Oggi come oggi è possibile giocare direttamente dagli smartphone: basta fruire di un dispositivo che si connetta alla rete.

Green pass: obbligatorio per sale da gioco

Come anticipato, il Green Pass è obbligatorio: senza di esso non si potrà accedere nelle sale da gioco, quali casino, sale scommesse, sale bingo e così via. Con i dati registrati attualmente per la Regione Piemonte, anche se si tratta di un discorso estendibile a tutta Italia, è facile immaginare che ci sarà un calo di affluenza. La stessa Agimeg ha effettuato una sorta di stima, di previsione, circa il numero di giocatori previsto.

Sono stati presi in considerazione i giocatori in base alle fasce d’età, considerando anche chi ha completato il ciclo vaccinale e chi è ancora in attesa della seconda dose. Se si tiene conto degli over 12, il 73% della popolazione è protetta parzialmente, mentre il 63% circa è completamente vaccinato. Va da sé, però, che soltanto i maggiorenni sono abilitati a giocare, quindi la statistica deve tener conto delle persone dai 18 anni in su.

Pare che il 66% circa dei possibili utenti delle sale da gioco sia già dotato di Green Pass, o comunque ha già effettuato almeno una dose di vaccino o ha effettuato un tampone o avuto il Covid. Per quanto riguarda le slot machines, per esempio, si è stimato che sarà circa il 71% della popolazione interessata a questo gioco a poter entrare effettivamente nelle sale da gioco e giocarvi. Sono stati incrociati i dati sulle vaccinazioni e sulla popolazione interessata al gioco in sé.

Per il Bingo, invece, ci si aspetta un calo significativo di circa il 20% dell’utenza. Pare, infatti, che i possibili utenti, ovvero quelli autorizzati ad entrare nelle sale bingo, siano circa il 79%. Insomma, si parla ancora di dati non certi e definitivi, ma è lecito aspettarsi un calo delle presenze fisiche nelle sale da gioco.