C’ERA UNA VOLTA IL BUONGUSTO, quello che ti sussurrava all’orecchio di guardarti dentro o allo specchio, quello che se lo ascoltavi non ti lanciava nelle orbite del successo ma  non ti lasciava nemmeno agli argini della società. Difficile credere, ma sta accadendo, la moda è passata di moda. Io non credo che i fautori delle prime sfilate di moda ad inizio ‘800 avrebbero mai messo in conto lo STREET WEAR dei poveri. Ad ammirare le prime Modelle, tutta l’alta Borghesia che interveniva per acquistare pregiati tessuti ed  acquisire i new look per riempire i loro costosssimi armadi o per apparire scendendo dalle loro costosissime automobili.

Ora sono i nostri ragazzi in età compresa tra i 13 e i 25 anni a tentare di emulare questa tramontata ed obsoleta maniera di apparire.

Si contattano sui Social, si danno un appuntamento in strada investendo fino all’ultimo centesimo sui Brand da indossare, si acchittano con un mix spaventoso di vestiti ed accessori griffati per farsi giudicare da chi di Outfit probabilmente non ne capisce. Ma queste persone capiscono sicuramente come sfruttare menti facilmente manipolabili ed anime perse all’inseguimento della notorietà. Questi ragazzi non sono i nuovi ricchi ma i nuovi poveri, spesso poco istruiti e poveri di idee proprie.

I veri ricchi d’altronde stanno lasciando a loro, il vezzo di apparire, poiché il loro modus vivendi si è trasformato nel piacere di investire in esperienze gratificanti più che nello sfoggiare oggetti.

Sono convinta che continueremo di questo  passo, fino a che, le differenze sociali saranno vissute  come una sconfitta anziché come un imput per migliorarsi invece di apparire.

Fabiola Vicari

 

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