Picasso moriva 47 anni fa, ma la sua arte è ancora viva

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Pablo Picasso, all’anagrafe Pablo Ruiz Picasso, nacque nel 1881 a Malaga, in Plaza de la Mercede.
Suo padre, Josè Ruiz Blasco, era un docente di arte e conservatore del museo cittadino. Un uomo molto particolare e dedito all’arte che trasmetterà al figlio questa grande passione, ma anche un grande dono. Leggenda vuole che la prima parola di Picasso non fu “mamma”, come ci si potrebbe immaginare, ma fu “piz” ovvero “lapiz”: matita. Che sia una leggenda o meno poco importa, il piccolo Pablo mostra una grande manualità ancor prima, a quanto pare iniziò a disegnare ancor prima di imparare a parlare.

Padre e figlio vissero in perenne contrasto, anche nella scelta del nome con cui farsi chiamare viene visto come una sorta di schiaffo al padre, infatti Picasso è il cognome della madre. Anche se fece una dichiarazione in merito:”I miei amici di Barcellona mi chiamavano Picasso perché questo nome era più strano, più sonoro di Ruiz. E’ probabilmente per questa ragione che l’ho adottato.”.

Picasso amava l’arte, ma voleva quacosa di più, non era più sufficiente dipingere in modo classico e “piatto”, lui voleva la tridimensionalità, usava questi toni più scuri e più chiari per creare uno sfondo e figure che riuscissero a “venire fuori.”.

Ma, come molti artisti dell’epoca, non faceva una grande vita, si iniziava a fare mostre e a raccimolare soldi per poter vivere discretamente (almeno inizialmente); diversi eventi lo colpirono profondamente in particolar modo due: fu la notizia del suicidio, per amore, di un suo carissimo amico (che si ripercosse sulla sua arte); un altro lutto che lo segnerà a vita fu la morte, a causa della tubercolosi, di sua moglie Marcelle (da lui chiamata Eva perchè la prima di tutte le donne). Amava così tanto sua moglie che in molte sue opere cubiste appare la scritta “Amo Eva”.

Picasso e lo schieramento politico. Guernica: l’opera simbolo della lotta al fascismo


Nel 1936, in un momento non facile anche dal punto di vista personale, in Spagna scoppia la guerra civile: i repubblicani contro i fascisti del generale Franco. Per amore della libertà, Picasso simpatizza per i repubblicani.

Mentre la sua vita in Francia trascorre più o meno tranquilla, le notizie dal fronte non sono buone: i fascisti avanzano.

Il 1937 é l’anno dell’Esposizione Universale di Parigi. Per l’occasione Picasso crea un’opera enorme: “Guernica“, dal nome della città basca appena bombardata dai tedeschi. Attacco che aveva provocato moltissimi morti, tra la gente, ignara, intenta a compiere spese al mercato. La “Guernica” diventerà l’opera simbolo della lotta al fascismo.

Gli ultimi anni di vita

Picasso dipinse fino all’anno precedente la sua morte. Dagli anni ’50, quando ormai era un settantenne, visse in serenità non soltanto per quanto rigurada la sua arte, ma anche nella vita sentimentale, aveva trovato in tutto la sua stabilità.
Continuò a dipingere senza mai fermarsi, e come disse il novelista francese André Malraux:”che solo la morte ha saputo dominare.”.

Nel febbraio del 1972 pubblicò la sua ultima opera “Personaggio con uccello“, per poi spegnersi, per un attacco cardiaco, l’8 aprile 1973.
Nell’ultima intervista che rilasciò disse: “Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi. Le mie opere devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare.”.

Museo Pablo Picasso. Le opere: https://cataleg.museupicasso.bcn.cat/?lang=en

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