Piattaforma Rousseau: ancora bufera tra i Cinquestelle

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Cambia statuto del M5S

Ancora guai per il M5S e la sua piattaforma Rousseau. Già nel mese di settembre era trapelata la notizia che alcuni dei parlamentari pentastellati non versassero la quota di 300 euro a persona come contributo per il mantenimento del “sistema operativo”. A parlare della spinosa vicenda era stato il presidente dell’Associazione Rousseau Davide Casaleggio, indissolubilmente legato al Movimento. A distanza di un paio di mesi si fa sentire anche Vito Crimi, capo politico del M5S in seguito alle dimissioni di Luigi di Maio, che sollecita il pagamento delle quote da parte dei deputati e dei senatori del suo partito.

Che cos’è la piattaforma Rousseau?

Nel 2016 il partito aveva proposto un sistema per sviluppare la cosiddetta “democrazia di rete”, ovvero un sistema in cui l’elettorato potesse confrontarsi direttamente con il Movimento. Il nome scelto per tale “sistema operativo” ha un’accezione molto particolare in quanto si tratta del celebre filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau. Secondo il sito internet della piattaforma, gli obiettivi di Rousseau riguardano la gestione del M5S nelle sue varie componenti elettive e la partecipazione degli iscritti alla vita del partito. In particolare, tra le funzioni di Rousseau, gli elettori possono votare per la scelta delle liste elettorali o per la scrittura di proposte di legge.

Prima di Rousseau, tali funzioni si svolgevano all’interno del blog di Beppe Grillo. Alla piattaforma si può accedere come “ospiti” ma per poter prendere parte a tutte le attività è necessario essere iscritti al M5S. 

L’Associazione Rousseau

Rousseau non è gestito dal Movimento 5 Stelle. La proprietà e del portale è dell’Associazione Rousseau, fondata da Gianroberto e Davide Casaleggio. Inizialmente la Casaleggio Associati ha sviluppato gratuitamente la piattaforma Rousseau per il Movimento 5 Stelle. Nel 2016 la piattaforma viene rilasciata e donata al partito e la sua gestione viene affidata all’Associazione Rousseau. Compito dell’Associazione è quello di sostenere e sviluppare la piattaforma di democrazia diretta.

Il problema delle donazioni alla piattaforma Rousseau

Rousseau è sostenuta dalle donazioni versate mensilmente dai parlamentari del Movimento 5 Stelle e sono finalizzate al supporto delle attività dell’Associazione omonima. L’altra fonte di entrata sono le microdonazioni di cittadini. Secondo i dati resi noti dalla stessa Associazione, la piattaforma nel 2018 è stata sostenuta da donazioni di iscritti e portavoce per un totale di 1.254.031 euro di entrate. A settembre 2020 si è diffusa la notizia che molti parlamentari pentastellati non hanno versato la quota associativa per il supporto di Rousseau, scatenando le ire di Caseggio Jr.

Le parole di Vito Crimi, capogruppo M5S

Crimi ha inviato una mail scritta di suo pugno ai deputati morosi chiedendo senza mezzi termini di pagare il servizio fornito da Rousseau. “L’Associazione Rousseau – si legge nella mail di Crimi – fornisce un servizio di supporto non solo tecnologico al capo politico e all’intero Movimento. Sono consapevole che in questi ultimi tempi tra i colleghi serpeggia qualche perplessità sul ruolo dell’Associazione Rousseau, ma posso assicurare che il supporto fornito è indispensabile all’attività del capo politico e allo svolgimento delle numerose attività quotidiane del Movimento 5 Stelle“.

Nello stesso messaggio Crimi, in quanto capo politico del Movimento, parla di possibili nuovi accordi da stipulare con Rousseau, invitando comunque i pentastellati a continuare al contribuire al mantenimento del “sistema operativo”.

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