Piantare alberi ferma il cambiamento climatico?

Piantare alberi per salvare il pianeta: alcuni studiosi non la pensano così

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Piantare alberi per combattere la deforestazione e il conseguente cambiamento climatico. E’ questo l’obiettivo di molte campagne ecologiste in tutto il mondo, ma il reimpianto degli alberi potrebbe avere effetti non del tutto positivi sulle sorti del pianeta.

Greta e gli altri a sostegno della reforestazione

Dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg al giornalista inglese George Monbiot, passando per le tante associazioni ecologiste che portano avanti campagne di riforestazione. Sono molte, in tutto il mondo, le iniziative intraprese per il reimpianto degli alberi laddove l’uomo ha abusato della deforestazione, mettendo in pericolo la tenuta del terreno e causando gravi problemi per il cambiamento climatico. Anche alcune istituzioni si sono mosse in questa direzione. Il governo britannico, ad esempio, ha piantato milioni di alberi nell’ultimo decennio ed ha in programma di piantarne un altro milione tra il 2020 e il 2024. Altri Paesi hanno tentato imprese più consistenti: nel 2016 in India sono stati piantati 50 milioni di alberi in un giorno, mentre a luglio dello scorso anno l’Etiopia ha dichiarato di aver piantato 350 milioni di alberi in un giorno.

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Cosa fare per proteggere il pianeta

Proteggere le foreste e piantare nuovi alberi per ripristinare l’ecosistema originario sono sicuramente buone azioni per il bene del pianeta. Tuttavia, gli scienziati dicono che non dobbiamo avere troppa fiducia nelle piante per salvarci. In particolare lo scorso anno un gruppo di ricercatori ha rilevato che piantando un trilione di alberi si può rimuovere un quarto di diossido di diossido di carbonio presente nell’aria. Questo obiettivo, però, è stato considerato da molti sovrastimato e irrealizzabile. Gli alberi possono aiutarci a rallentare il cambiamento climatico, ma non possono invertire questa tendenza.

Il problema di fondo è che la nostra società emette molti gas serra, specialmente il diossido di carbonio, che stanno riscaldando il clima della terra a livelli mai visti finora. I risultati di questo processo sono lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento del livello dei mari ed eventi climatici estremi come uragani e siccità che diventano sempre più consistenti.

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La soluzione, quindi, è quella di eliminare i gas serra, ad esempio rimpiazzando i combustibili fossili con le fonti energetiche rinnovabili come l’energia solare. La deforestazione è attualmente una delle maggiori responsabili della presenza di diossido di carbonio nell’aria, perché quando gli alberi vengono tagliati gran parte del carbone presente in essi viene liberato nell’aria, in particolare quando vengono bruciati. Ad esempio, nel 2017, lo sfruttamento del suolo ha prodotto 4 bilioni di tonnellate di emissioni di Co2 su un totale di 41 bilioni di tonnellate. In altre parole, se smettiamo di tagliare gli alberi possiamo tagliare l’emissione annuale di diossido di carbonio del 10%. Tuttavia non è solo fermando queste emissioni che si risolverà il problema.

Piantare alberi per ridare ossigeno al pianeta

Sono stati proposti molti tipi di approccio tecnologico, ma gli alberi possono dare un grande contributo per limitare la circolazione di diossido di carbonio nell’aria. Possono essere piantati nuovi alberi nelle regioni che hanno subito una maggiore deforestazione o nei luoghi in cui non vi sono mai stati. Quando l’albero cresce, infatti, attira Co2 tramite le foglie e lo converte in carboidrati che usa per crescere. Quindi, più a lungo vive un albero più assorbe carbone. Gli alberi sono depositi naturali di carbone. Ne consegue che dovremmo da una parte smettere di tagliare le foreste, in particolare quelle tropicali come in Amazzonia dove gli alberi sono secolari, e dall’altra iniziare a piantarne di nuovi.

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Uno studio pubblicato a luglio 2019 e condotto da Thomas Crowther di ETH-Zurich in Svizzera, ha stimato che nel mondo abbiamo spazio per un altro 0,9 bilione di ettari di foreste. Una volta che questi alberi saranno cresciuti potranno assorbire 752 bilioni di tonnellate di Co2. Piantare alberi, secondo i ricercatori, è “uno delle migliori soluzioni per ridurre le emissioni di diossido di carbonio”.

Questa tesi ha scatenato subito diverse critiche da parte di altri scienziati. Nell’ottobre 2019 la rivista “Science” ha pubblicato quattro commenti critici a questa tesi. Secondo altri ricercatori, infatti, questa tesi sovrastima la capacità degli alberi di assorbire Co2. Inoltre sono stati rilevati alcuni errori.

Le controindicazioni di piantare alberi

Ci sono tuttavia alcuni problemi nel tentativo di salvare il pianeta piantando milioni di alberi. La prima questione riguarda il fatto che gli alberi sono scuri rispetto all’erba e alla neve ad esempio. Quindi, piantando molti alberi si rende il paesaggio più scuro. Dal momento che le superfici scure assorbono più calore, una superficie coperta da alberi scuri intrappolerà maggiormente il calore del sole, contribuendo al surriscaldamento del clima. Questo porta al dover definire un sottile equilibrio tra l’abilità degli alberi di trattenere Co2, riducendo le emissioni nell’aria, e la loro capacità di attirare maggiore calore. Questo significa che piantare gli alberi è utile nel fermare il cambiamento climatico solo in alcune aree del pianeta.

Secondo uno studio del 2007, i cui risultati sono stati ripetutamente confermati, il miglior posto in cui piantare nuovi alberi è la regione tropicale, dove gli alberi crescono velocemente e riescono a intrappolare più efficacemente la Co2. Al contrario, piantare alberi nelle regioni più fredde, vicino ai poli, può causare un netto riscaldamento, mentre piantarli nelle aree più temperate, come nel Regno Unito, in gran parte dell’Europa e negli Stati Uniti, può non avere effetti sul clima.

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Un’altra questione riguarda il fatto che gli alberi emettono sostanze chimiche volatili nell’aria. “E’ l’odore di pino che si sente quando si cammina nella foresta” ha detto Dominick Spracklen dell’Università di Leeds nel Regno Unito. Queste particelle chimiche insieme formano i cosiddetti aerosol, che hanno effetti complessi. Ad esempio, gli aerosol creano una debole foschia. Queste disperdono la luce del sole nello spazio, raffreddando il pianeta. “Probabilmente il più importante effetto di queste particelle è legato alla formazione delle nuvole” ha detto Spracklen. Queste creano un numero maggiore di nuvole basse, a volte molto consistenti, che fanno rimbalzare la luce solare.

Piantare alberi può essere controproducente

Le emissioni degli alberi possono portare al riscaldamento se reagiscono alla formazione di gas metano o all’ozono, in particolare a basse altitudini. Secondo Nadine Unger dell’Università di Exeter nel Regno Unito, questo è il vero problema legato alla riforestazione. “Le relazioni tra foreste e clima sono ancora molto complesse e non completamente chiare” ha detto la ricercatrice. Nel 2014 Unger ha calcolato che, con i tagli alle foreste tra il 1850 e gli inizi degli anni 2000 senza prevenire le emissioni chimiche, abbiamo creato un effetto di raffreddamento che ha lentamente compensato il riscaldamento prodotto dalle emissioni di gas serra. Convinta di questa teoria, la Unger ha anche affermato sul New York Times: “Per salvare il pianeta non piantate alberi”.

Altri esperti della riforestazione, tuttavia, si sono contrapposti alla teoria della Unger, sostenendo che l’effetto generale è abbastanza ridotto.

Gli alberi, allora, possono salvare il pianeta?

In uno studio del 2017 i ricercatori hanno stimato il potenziale di una “soluzione naturale per il clima”. Questo include il ripristino delle zone umide e di altri ecosistemi, nonché minimizzare le emissioni delle fattorie. Il più grande contributo, tuttavia, deriva dal preservare le foreste esistenti e riforestare le aree più degradate. Il team di esperti ha stimato che la soluzione naturale per il clima potrebbe arginare le emissioni di Co2 nell’aria, circa 23,8 bilioni di tonnellate all’anno. Questo quantitativo corrisponde a meno della metà delle emissioni annuali, ma molte delle strategie individuate sono a basso costo.

La Uk Royal Society arrivò a delle conclusioni simili nel 2018 in un report sulle tecnologie per limitare gli effetti dei gas serra. In questo caso gli studiosi stimarono che la riforestazione potrebbe rimuovere dai 3 a i 18 bilioni di tonnellate di Co2 all’anno. Le incertezze, comunque, rimangono. Ad esempio, il clima continuerà a cambiare per molti decenni e questo avrà degli effetti sul comportamento e sulla crescita degli alberi, ma non sappiamo ancora come.

Ci sono anche scoperte positive nel piantare alberi. Ad esempio, uno studio del 2018 ha rilevato che piantando alberi su larga scala in regioni tropicali potrebbe causare un accelerazione delle condizioni atmosferiche, portando a un maggior numero di piogge che faciliterebbero la crescita degli alberi e la loro capacità di assorbire diossido di carbonio. Piantare alberi può essere utile, quindi, ma solo se fatto con coscienza e nel giusto modo. Al momento, infatti, molti alberi sono piantati in monocoltura e perdono così i benefici legati alla biodiversità.

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