Piano Industria4.0-il futuro è una sfida da accettare

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industria4.0
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Quando nel 2016 il piano Industria4.0 fu varato, si anticipò la notizia che ad un anno circa di distanza sarebbe stata fatta una valutazione degli strumenti attuati nell’ambito del piano stesso. La necessità di eseguire tale valutazione è stata ribadita durante l’intervento del Ministro Calenda al  meeting di Rimini lo scorso Agosto .
In questi giorni si è riunita la cabina di regia, atta alla valutazione di Industria4.0 e al varo di un nuovo piano d’azione per il potenziamento innovativo dell’imprenditoria italiana, che ha tirato le somme di quanto fatto durante la prima fase del piano. La cabina di regia ha visto come protagonisti i Ministri Carlo Calenda (Sviluppo Economico), Pier Carlo Padoan (Economia), Valeria Fedeli (Istruzione), Giuliano Poletti (Lavoro).
Alla riunione della cabina di regia è seguito un convegno durante il quale il Ministro Calenda ha spiegato, insieme agli altri ministri, la sintesi del lavoro svolto sfogliando un documento di sintesi visionabile anche sul sito del ministero. Sono stati quindi mostrati i risultati del piano relativamente agli interventi passati e illustrate grosso modo le linee guida che faranno da direttrici per gli interventi futuri.
Le questioni di Industria4.0, illustrate durante il convegno, saranno oggetto di discussione per i prossimi G7 (Industria, Scienza, Lavoro) che si terranno nella settimana dal 25 al 30 a Torino, presentata dai tre Ministri in conferenza stampa. Il G7 sarà anche occasione per acquisire informazioni circa lo status quo degli altri paesi, utile per perimetrare in modo più puntuale il piano industriale in occasione della prossima legge di bilancio.
Il convegno è stato introdotto dal Ministro Calenda che subito ha presentato come Impresa4.0 la seconda fase del piano industriale che sarà allargato dal mondo della manifattura al mondo dei servizi abbracciando un perimetro più ampio rispetto all’innovazione. Il Ministro dello Sviluppo Economico, dopo aver posto l’accento sul fatto che il piano è frutto di un lavoro di squadra tra i Ministeri e tutte le parti interessate, ha evidenziato che le valutazioni sono state basate su parametri quanto più possibile quantitativi ed in particolare su alcuni indicatori del settore manifatturiero.
Una prima impressione sulla positività dei risultati del piano industria4.0 è stata espressa dal Ministro Padoan che dopo aver illustrato brevemente i dati sulle politiche industriali strutturali messe in atto ha detto “I risultati sono molto positivi” aggiungendo però immediatamente un più prudente “ma siamo solo all’inizio di un processo che ci deve riportare non solo dove eravamo ma anche meglio”. Il Ministro delle finanze poi spiega meglio che sebbene si siano accorciate le distanze rispetto alla crisi, l’Italia non è ancora ai tempi della pre-crisi. Pertanto “bisogna fare molti passi avanti ma non c’è assolutamente spazio per sentirsi soddisfatti”. La prudenza del professor Padoan, continua nella esposizione dello stato delle finanze pubbliche che stanno migliorando sia dal lato della diminuzione del debito, sia da quello della cessazione del debito; una tendenza positiva del paese che fa ben sperare. Del resto anche se l’andamento del PIL è buono, non è sufficiente per giustificare un allentamento dei vincoli di bilancio e questo in qualche modo inciderà sulla riconferma di alcuni strumenti incentivanti che con molta probabilità andranno rimodulati secondo le disponibilità della finanza pubblica. Il ogni caso il primo pilastro su cui regge il Piano ha dato frutti e questo basta per affermare che le misure verranno riconfermate. Man mano che il ministro Calenda – che nel frattempo ha preso la parola – espone i risultati, apprendiamo che gli “strumenti messi in atto stanno funzionando”: l’iperammortamento e il superammortamento hanno prodotto un positivo di ordinativi del 9% solo nel primo semestre 2017, incontrando gli obiettivi “già molto sfidanti” posti dal piano.
Soddisfazione viene espressa anche per le misure incentivanti per la Ricerca e l’innovazione che secondo i dati ricavati da uno studio di Unioncamere sulla attività sostenuta dal credito di imposta e dal patent box, hanno avuto molto consenso tra le imprese.
I fondi di garanzia hanno soddisfatto il governo con le loro performances, soprattutto dopo che, grazie all’intervento del Ministero, sono stati erogati prestiti anche ad imprese con rating medio basso e quindi a chi realmente ha difficoltà di accesso al credito.
I contratti di sviluppo hanno avuto un buon successo soprattutto dopo la loro rivisitazione sia nelle tempistiche oggi notevolmente accorciate, sia nelle corsie preferenziali oggi destinate agli investimenti relativi al piano Industria4.0 e soprattutto a realtà presenti nel sud Italia.
Il piano ha un forte ritardo per quanto riguarda i competence center, i poli di eccellenza a cui il ministero si dedicherà prossimamente. La costituzione dei “Fraunhofer italiani” saranno complessi soprattutto perché avranno una parte importante per le due componenti fondamentali di Impresa4.0: formazione e lavoro.
Il tema della formazione è stata approfondita dal Ministro dell’istruzione Fedeli la quale ha puntualizzato due questioni fondamentali per affrontare il cambiamento progressivo e difficilmente prevedibile della società. La prima questione riguarda l’allineamento tra le competenze acquisite per mezzo del sistema istruttivo scolastico e della formazione e quelle relative all’innovazione afferenti al mondo imprenditoriale. In questo senso alcune misure messe già in pratica come l’apprendimento duale passeranno dalla fase sperimentale a quella regolamentata; verranno inoltre potenziati gli Itis e create delle lauree professionalizzanti per formare lavoratori a diversi livelli di specializzazione che sappiano operare nelle nuove fabbriche. La seconda questione riguarda il gap nella conoscenza digitale rispetto agli altri paesi dell’Unione. In questo senso il Ministro punta tutto su ulteriori investimenti per la digitalizzazione delle scuole.
Sostanzialmente concorde il Ministro Poletti che puntualizza che “il lavoro che cambia è solo una sfida da accettare“ prendendo decisioni e governando il processo di cambiamento che inevitabilmente avanza.
Alle misure citate dal Ministro Fedeli, Poletti aggiunge la garanzia giovani, che è stata rifinanziata, e un nuovo progetto “crescere in digitale“; sono misure dedicate ai NEET (giovani rimasti fuori dal mercato del lavoro). Infine, il Ministro accenna alle politiche di formazione continua per persone dal 24 ai 65 anni e tra le soluzioni parla di incentivi sotto forma di credito di imposta sulla spesa incrementale per azioni di formazione aziendale, relativamente ai temi di Impresa4.0.
Vorremmo affermare l’idea che alla parola investimento si associ subito alle parole conoscenza, sapere, formazione, competenza” , queste le parole del Ministro Poletti a conclusione del suo intervento. Parole con cui invita le aziende a non vedere nella formazione una inutile spesa ma un vero investimento, soprattutto se finalizzato ad affrontare i cambiamenti epocali che la nuova rivoluzione industriale presenta. I commenti a freddo sulla presentazione del piano Industriale4.0 sono in genere buoni, Il piano Industria4.0 ha lavorato bene nella parte che riguarda i finanziamenti e l’Italia è sulla buona strada per essere un paese dall’economia forte. Ovviamente il comparto industriale chiede che venga data continuità alle misure incentivanti per l’acquisto di nuove tecnologie, in modo da dare stabilità alla crescita innescata. Resta la questione cruciale dei competence center che non può essere tralasciata essendo essa fondamentale per vivacizzare il processo di innovazione italiana e soprattutto per raggiungere gli obiettivi posti dal Ministro dell’istruzione riguardo la collimazione tra mondo della formazione e mondo del lavoro necessaria per dare un grosso sprint all’occupazione giovanile.

 

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