La procura di Piacenza sequestra la caserma ed arresta sei carabinieri

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La procura di Piacenza ha sequestrato la caserma della città ed ha emesso varie misure cautelari a diversi membri del corpo dei carabinieri. In totale, gli agenti coinvolti alla maxioperazione sono dieci, di cui cinque sono finiti alle manette, mentre un altro è ai domiciliari; altri tre dovranno presentarsi dinanzi alla polizia giudiziaria.

I reati presi in considerazione dalla procura piacentina sono spaccio di droga, peculato, estorsione ed abuso di ufficio. Oltre ai carabinieri sono stati fermati altre sette persone, tra cui diversi di origine maghrebina, presunte coinvolte negli affari illeciti che si attuavano nella caserma. Il procuratore capo di Piacenza Grazia Predella ha dichiarato alla stampa che in quella caserma “solo un militare non appare, allo stato, coinvolto mentre tutti gli altri sono stati colpiti da provvedimenti cautelari”.

Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali”, afferma il procuratore.

Le parole del ministro della difesa

La chiusura di una caserma è un unicum nella storia repubblicana. Per questo motivo anche il governo alza la voce chiedendo trasparenza nelle assunzioni, evidenziando che il corpo dei carabinieri è composto da persone competenti e sempre vicine ai cittadini.

La sede dell'Arma dei Carabinieri (Piacenza)
La sede dell’Arma dei Carabinieri di Piacenza sequestrata dalla procura

“Accuse gravissime rispetto a degli episodi inauditi e inqualificabili. Fatti inaccettabili, che rischiano di infangare l’immagine dell’Arma, che invece è composta da 110.000 uomini e donne che ogni giorno lavorano con altissimo senso delle Istituzioni al fianco dei cittadini. Sono loro il volto della legalità, a ciascuno di loro oggi esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

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