Petizioni on line e bilancio partecipativo, questa è la proposta M5s di modifica per lo Statuto di Roma Capitale.

0
188

Oggi la maggioranza Cinquestelle ha presentato una proposta di delibera in Campidoglio, tesa a modificare lo statuto di Roma Capitale.

Fra gli elementi di innovazione contenuti nella proposta vi sono le petizioni on line, il bilancio partecipativo e il referendum senza quorum. L’idea, quindi, è di introdurre le petizioni lanciate dai cittadini on line in aula , l’abolizione del quorum di partecipazione per i referendum comunali e il bilancio partecipativo.

Il progetto è stato presentato da Flavia Marzano, assessore della Roma Semplice, dal presidente della commissione Roma Capitale, Angelo Sturni, e dal deputato M5S Riccardo Fraccaro. Alla conferenza era presente anche la sindaca Virginia Raggi, che così ha detto: “Non entrerò nel merito di tante questioni, ma voglio dire che quando ci siamo insediati ci siamo trovati davanti a una serie di scelte. La prima è stata fare subito qualcosa per dare un risultato immediato e tangibile ai cittadini. Io ai provvedimenti dei 100 giorni non ci credo, sono una mano di bianco: come si fa se solo i tempi di un bando di gara superano i 100 giorni? Noi abbiamo preferito lavorare seriamente e abbiamo usato gli strumenti che il codice dell’amministrazione ci offre, codice tra l’altro modificato nel 2016, causando anche una paralisi degli uffici nel periodo dell’adeguamento. Stiamo iniziando a cambiare il modo di fare le cose, oggi il risultato non lo vedete, ma lo vedrete tra sei mesi. Tutte le procedure sono state fatte a norma di legge: questo lo rivendichiamo con forza”

“Quando sono entrato in parlamento ho capito di aver ricevuto potere immenso dai cittadini noi possiamo decidere della vita e della morte di tutti voi possiamo decidere che aria inalare che cibi farvi mangiare e anche come farmi eleggere – ha affermato il deputato Cinquestelle Riccardo Fraccaro – È chiaro che il sistema rappresentativo oggi non più sufficiente e che i partiti si basano sul principio dell’autoconservazione, in contrasto con gli interessi dei cittadini cercheranno di conservarsi la poltrona. Noi chiediamo di introdurre gli strumenti per garantire il controllo dai cittadini”- ha poi aggiunto.

Di pronta risposta la reazione del Pd: “Democrazia diretta dei 5 stelle a Roma: cos’è un pesce d’aprile in ritardo?, ha affermato Stefano Esposito, parlamentare del Pd. «Democrazia diretta come a Genova, dove i voti dei militanti sono stati cancellati da Grillo perché non piaceva la candidata? Trasparenza come per i casi Marra, Romeo, Muraro? I 5 stelle pensassero ad amministrare la città, a far funzionare Atac, a raccogliere i rifiuti e chiudere le buche. È un anno che sono al governo della Città producendo solo scandali e disastri conditi da guerre di potere e scontri d’interesse».

Anche Lorenza Bonaccorsi, responsabile nazionale Cultura e Turismo del Pd, si è espressa: “Dopo Genova sentire i 5 stelle parlare di democrazia diretta è ridicolo. Non contenti del manuale Cencelli per le nomine ora vogliono consegnare definitivamente la vita della Capitale al controllo della Casaleggio associati? Altro che democrazia diretta, cercano il controllo diretto”.

 

 

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here