Peter Gomez: “Dove sono i ristoratori che si lamentavano?”

Il direttore de ilFattoQuotidiano.it, intervenendo su La7, si chiede dove sono finiti tutti i ristoratori come Vessani che urlavano sul ritardo ristori

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Peter Gomez

Peter Gomez, il direttore de ilFattoQuotidiano.it, ospite della trasmissione “Tagadà” su La7, si è scagliato contro i ristoratori che si lamentavano sotto il governo Conte per il mancato sostegno e ora non si sentono più con l’arrivo del nuovo governo Draghi. Gomez afferma: “Dove sono finiti tutti i ristoratori come Vessani che urlavano sul ritardo dei ristori? E perché non vengono più intervistati?”.

Cosa ha detto Peter Gomez?

La pandemia di coronavirus ha causato molti disagi nel settore della ristorazione. I ristoratori si sono spesso lamentati sul fatto che il governo Conte non li abbia supportati in modo adeguato. Molti ristoratori erano sempre in televisione per urlare contro il mancato sostegno. Ora, il direttore de ilFattoQuotidiano.it, Peter Gomez, ospite alla trasmissione “Tagadà” su La7, si è scagliato contro quei i ristoratori che si lamentavano sotto il governo Conte e che ora con l’avvento del governo Draghi sembrano spariti. Gomez ha affermato: “Decreto sostegni? I ristori saranno dati a fine aprile, forse a maggio. Gli ultimi soldi sono stati dati a dicembre. Ora mi chiedo: dove sono finiti tutti quei ristoratori che andavano in televisione, uno su tutti Vissani, intimo amico di un leader di sinistra prima e di uno di destra adesso, che urlava contro il mancato arrivo dei soldi e invocava le riaperture? Sono scomparsi tutti”.

I giornalisti dovrebbero fare un lavoro di autocoscienza

Poi Gomez ha sottolineato: “Noi del Fatto online siamo semplicemente andati dai ristoratori e dai commercianti che non vanno in tv ed erano giustamente preoccupati, come erano preoccupati prima. Ma la funzione di noi giornalisti non dovrebbe essere quella di usare gli stessi pesi e le stesse misure, indipendentemente da chi è al governo, oppure è quella di mettere il microfono solo sotto la faccia di un signore che, pur avendo problemi dovuti alla pandemia, è legato a doppio filo con questo o con quel politico?”. Infine aggiunge: “E’ corretto questo modo di utilizzare i mezzi di informazione? Noi abbiamo bisogno di una rifondazione di questo Paese che passa non solo attraverso la classe politica, ma anche attraverso i nostri stessi comportamenti. Come giornalisti è inutile che continuiamo a porci come parti politiche. Abbiamo bisogno di fare un lavoro diverso: un lavoro di autocoscienza”.


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