lunedì, Luglio 22, 2024

Pesce in zuppa: un’ottima cena a costi e consumi bassissimi

L’alternativa ideale per una cucina senza sprechi sbizzarrendosi con gli ingredienti più semplici che si trovano facilmente in casa: pesce in zuppa. E’un piatto sfizioso, sano e, perché no, sostenibile.

Come scegliere il tipo di pesce?

L’ambizione di questa ricetta e, in generale, di chi ama cucinare zero waste è proprio quella di non sprecare né comprare (quasi) nulla. Gli ingredienti alla base del piatto sono piuttosto semplici, versatili e adattabili in modi diversi. Il protagonista è senza dubbio il pesce che dovrà essere selezionato in base al tipo di taglio: un filetto o un trancio sono la scelta migliore. Tra le specie di pesce più indicate per le zuppe ci sono sicuramente pesci di acqua salata in quanto più saporiti. I più gettonati sembrano essere il palombo, la gallinella, lo scorfano rosso, la rana pescatrice, la triglia e molti altri. E poi, per chi può, ci si lascia consigliare da cosa offre il pescato del giorno. Tra i pesci ossei, il merluzzo è un’ottima alternativa, insolita ma decisamente gustosa e leggera. Non è da escludere l’utilizzo del trancio di salmone, pesce di tipo grasso ricco di omega-3.

Nel pesce in zuppa si usa tutto

Una realizzazione di questo piatto a costo e chilometro zero in assoluto può non essere semplice. Ma avendo la giusta consapevolezza si possono ridurre di molto le spese, il tempo e le energie. Partiamo dagli ingredienti. Si può puntare ad un piatto articolato che pullula di ortaggi e spezie da ogni provenienza, ma si può anche optare per la via più sostenibile (e anche più semplice!), scegliendo solo verdure stagionali e regionali. Nella stagione invernale si trovano facilmente: zucca, cipolle, carote, patate, radicchio, cavolo nero, spinaci e già ci si può sbizzarrire.

Procediamo

Iniziamo da una buona base: una mezza cipolla, un goccio di brodo o acqua e quel tocco d’aglio che aggiusta sempre tutto. Per una versione più saporita si favorisce senza dubbio un vero soffritto con olio e cipolla imbiondita. Passiamo alle verdure tagliate grossolanamente. Poi, “condire a gradimento” è la parte migliore: la fantasia in cucina non può mancare. Non solo sale e pepe, ma ci si può divertire con una spolverata di curry, un po’ di curcuma che regala il suo colore giallo vivo, immancabile il peperoncino e, per i più creativi, un soffio di cannella stupirà tutti i palati.


Minestre calde contro la stagione fredda


Alle origini del pesce in zuppa

Se oggi non stupisce trovare nel menù di un rinomato ristorante la zuppa di pesce, pensiamo a come è nata ed è stata consumata nel tempo. Parlando di sostenibilità, sarebbe anacronistico in relazione alle origini di questo piatto. Il concetto non esisteva – il termine è stato appena introdotto nei primi anni 70 del secolo scorso, ma definito e utilizzato solo più avanti. Non c’era il concetto, ma i fatti eccome. Lo zero waste non è una novità delle nostre generazioni. La zuppa di pesce si preparava utilizzando qualità di pesci considerati “poveri”, si recuperava tutto quello che non era stato venduto e si buttava nella zuppa, insieme al resto degli ingredienti considerati scarto. Nel Nord Europa, soprattutto in Norvegia, intere popolazioni si sono salvate nel tempo grazie all’ittica e alla straordinaria lavorazione del pescato, come l’essicazione delle teste di merluzzo, di cui non si spreca niente. Da lì fanno il giro del mondo dove vengono venduti ancora oggi per profumare i piatti delle nazioni più lontane come la Nigeria. Talvolta servono anche per coprire il gusto sgradevole di cibi ormai andati a male, forse questo si può definire caso di estremizzazione dello zero waste?  

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -spot_img

Latest Articles