Pescatori pakistani contro il governo: no alla nuova Dubai

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I pescatori pakistani sono contrari alla decisione di costruire due grandi centri residenziali in altrettante isole utili allo svolgimento dell’attività ittica. Il nuovo processo residenziale metterebbe a rischio la sopravvivenza del settore ittico della regione

Perché i pescatori pakistani stanno protestando?

I pescatori di due piccole isole pakistane del Pacifico protestano contro il governo federale. La provincia di Sindh, nella zona di Karachi ha infatti deciso di investire 50 miliardi di dollari per costruire due enormi città nelle isole di Bundal e Dingi. Il governatore della regione, Imran Ismail ha annunciato la creazione di un nuovo comprensorio residenziale. Un’iniziativa che porterebbe la zona a diventare una nuova Dubai, con uffici, finanziarie e grandi palazzi. La decisione, autorizzata con un’ordinanza, consentirà lo sviluppo di due centri urbani e la creazione di 150 mila posti di lavoro. In un’area in cui la pesca è sempre stata la principale fonte di reddito, tanti sono coloro che criticano la decisione del governo regionale.

I pescatori pakistani vogliono continuare a pescare

La costruzione delle città sulle isole minaccerebbe le attività di pesca da secoli praticata da pescatori locali. I pescatori pakistani affermano infatti, che la costruzione di zone residenziali potrebbe distruggere la loro attività. Mohammad Ali Shah, rappresentante del PFF, associazione di categoria dei pescatori pakistani, ha affermato che il governo regionale non ha voluto confrontarsi con i pescatori prima di dare avvio all’opera residenziale. Secondo il PFF, che sostiene la campagna di protesta, i pescatori sarebbero i legittimi proprietari del territorio di pesca. Le attività ittiche praticate da secoli farebbero inoltre parte della cultura e dei costumi delle due isole. I pescatori hanno inoltre lanciato l’allarme sull’impatto che l’inquinamento, dovuto ad una forte presenza residenziale, potrebbe avere sulle loro attività.

La crisi di un settore importante

Il progetto approvato dal governo regionale potrebbe danneggiare notevolmente il settore ittico. Secondo Shah, infatti l’edilizia porterebbe ad prosciugamento delle insenature che causerebbe la scomparsa delle Mangrovie. Ciò potrebbe portare alla distruzione dell’habitat di molteplici specie marine. La scomparsa delle importanti risorse ittiche porterebbe in breve tempo all’estinzione delle imprese di commercio di pesce, un settore che nella sola zona di Karachi da occupazione a circa 600 mila persone.

L’attività dei pescatori pakistani è minacciata

Nonostante il governo abbia promesso un nuovo impiego ai pescatori che non potranno più svolgere la loro attività Shah rimane molto scettico. Le autorità non hanno spiegato nulla del futuro piano di reinserimento per i pescatori pakistani. Inoltre, negli ultimi decenni decine di pescatori hanno dovuto abbandonare altre aree di pesca su ordine del governo. Ma nessuno è mai stato chiamato per altri tipi di impiego. Migliaia di persone rischiano, da un giorno all’altro, di rimanere senza un’occupazione.

Una grande comunità che rischia di scomparire

Una grande realtà economica, storica e culturale rischia di scomparire a causa di un potere economico che ormai da anni si espande, anche nei paesi più poveri, a discapito della popolazione locale. Se il governo regionale non si farà carico di tutelare i pescatori pakistani, un importante settore economico del paese potrebbe scomparire. Ciò porterebbe all’impoverimento di migliaia di persone con gravi conseguenze per la sussistenza locale.

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