Pescare in autunno: guida al metodo feeder

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A dispetto di quanto comunemente si possa pensare, la pesca durante l’arrivo della stagione autunnale e invernale è tutto tranne che infruttuosa e ricca di soddisfazioni. Naturalmente, l’arrivo della brutta stagione non può non coincidere con un cambiamento repentino sia delle condizioni climatiche sia di quelle comportamentali dei pesci. Ci sono pesci, come le carpe, che prima del fisiologico letargo, sono soggette a una frenesia alimentare con aumento considerevole dell’appetito; altri, invece, che subiscono una diminuzione importante anche dal punto di vista motorio. È bene, quindi, considerare attentamente le variabili esterne e il tipo di pesce che si avrà intenzione di pescare. C’è una tipologia di pesca che sta riscontrando diversi entusiasmi, sia per la facilità d’uso che per la pescosità garantita: è la pesca a feeder.

Metodo feeder: che cos’è?

La pesca a metodo feeder è la naturale evoluzione di una tecnica tipicamente inglese, nata negli anni ‘60 e definita con il termine ledgering. Il feeder è un pasturatore a piombo che contiene, al suo interno, pastura o anche bigattini. Il suo obiettivo sono quei pesci che si trovano sul fondo, come quelli appartenenti alla famiglia dei ciprinidi.

La pesca a feeder è, dunque, una pesca a fondo che può essere praticata sia in acque dolci che salate e in tutti i tipi di fondale, sebbene quelli rocciosi risultino i meno consigliati.
È una di quelle tipologie che fanno della dinamicità il proprio punto di forza: sono, infatti, necessari diversi lanci per ottenere il risultato desiderato. L’unica difficoltà consiste nella giusta calibrazione; è necessaria un po’ di pratica prima di averne il pieno controllo, in modo da non rimuovere l’esca troppo presto o troppo tardi.

Attrezzatura necessaria per il feeder

Oltre alla pratica, è necessario un equipaggiamento ben specifico per iniziare a utilizzare questa tecnica e ottenere i primi risultati tangibili. Quanto di seguito elencato può essere comodamente acquistato in unica soluzione su pescaloccasione, portale specifico per il settore pesca:

·       Pasturatore: essendone disponibili diversi e di differente natura, quali il block-end, l’open-end e altri, per coloro che si cimentano per la primissima volta con questa modalità di pesca, è consigliabile che la scelta ricada sui modelli più pesanti.

·       Canna da pesca: il simbolo essenziale della pesca che, mai come in questa tipologia, va scelta con particolare attenzione, poiché da essa può dipendere l’intero risultato.
Se ne consiglia una dalla lunghezza variabile tra i 2,70 e i 3,90 metri. Oltre alla gittata, va considerato anche verso quale preda ci si sta rivolgendo; una canna più corta, ad esempio, è indicata per tutte le pesche a corto raggio e che non si svolgano prettamente nella corrente.

·       Mulinello: solitamente è utilizzato un mulinello standard con un valore di recupero variabile tra i 65 cm e il metro.

·       Filo: il filo utilizzato deve avere un’elasticità ridotta, in modo da coniugare perfettamente la sensitività della lenza e ridurre l’eventuale disturbo in acqua. Un filo compreso tra lo 0,20 e lo 0,30 potrà risultare ottimale.

·       Pastura: è l’elemento fondamentale, una scelta errata e l’intera giornata di pesca si risolverà in un nulla di fatto. Si ricordi che la lungimiranza della pesca a feeder consiste proprio nel fatto che l’esca è celata nella pastura e questo è in grado di ingannare il pesce.
È opportuno scegliere una pastura differente rispetto a quella utilizzata durante la stagione estiva: la rigidità del clima, l’ambiente in cui ci si muove e le necessità alimentari cambiate di conseguenza, sono parametri da tenere bene in considerazione.
La scelta ricadrà, inevitabilmente, su una pastura capace di sciogliersi e frammentarsi anche nelle acque gelide tipiche del periodo e, secondariamente, in grado di generare curiosità nella preda.
L’esca e la pastura devono tener conto dell’elevata ricerca proteica da parte dei pesci in questo periodo: devono essere in grado di rilasciare nell’acqua una scia oleosa che possa generare nel pesce l’idea di un pasto proteico alla facile portata. Ottima la scelta di utilizzare un bigattino.

Sebbene richieda un adeguamento alle difficili condizioni ambientali esterne e una maggiore attenzione e calibrazione, pescare durante i mesi autunnali e invernali consegna profonde soddisfazioni al pescatore, sia da un punto di vista di pescosità che di realizzazione personale.

La pesca a feeder richiede un po’ di allenamento per padroneggiarla pienamente, ma dopo aver acquisito una tecnica con la pratica, si afferma come una delle tecniche più amate e utilizzate da professioni o semplici amatori. Promette un grande potenziale ed è stata capace di soppiantare velocemente tecniche forse più radicate nella formazione professionale del pescatore.

Ogni pescatore possiede il proprio portafoglio di tecniche acquisite grazie ad anni di esperienza sul campo e, generalmente, è un po’ avverso nei confronti delle novità più recenti, ma si consiglia caldamente la pesca a feeder: è la versione migliorata di una tecnica che ha ormai quasi sessant’anni e, non di rado, è la migliore nel coniugare pescosità e tempi di attesa.