Pesanti responsabilità francesi nel genocidio del Ruanda

Un'apposita commissione d'inchiesta autorizzata da Macron sta facendo luce sulle gravi responsabilità francesi nel genocidio del Ruanda.

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Pesanti responsabilità francesi

Un’apposita commissione di esperti ha sottolineato le pesanti responsabilità francesi nel genocidio del Ruanda. Il governo di Mitterand avrebbe fornito armi e assistenza diplomatica alle forze Hutu responsabili del genocidio. Macron due anni fa ha deciso di desecretare importanti documenti risalenti al 1994, consentendo a un’apposita commissione d’inchiesta di indagare sulle complicità nel genocidio.

Pesanti responsabilità francesi in Ruanda: cosa dice il rapporto della commissione?

Nell’aprile 2019 l’attuale presidente francese Emmanuel Macron ha accettato di istituire una commissione per indagare su presunte responsabilità di Parigi nel genocidio del Ruanda. Il gruppo di ricerca, composto da storici, antropologi e altri professionisti ha passato al setaccio importanti documenti diplomatici dell’epoca. Dagli archivi messi a disposizione dal governo francese, i quindici studiosi hanno potuto delineare l’atteggiamento della Francia nei confronti della triste vicenda del Ruanda. I vari governi dell’ex colonia belga che si sono succeduti dopo il genocidio del 1994 hanno sempre accusato Parigi di complicità con gli estremisti Hutu. Nei giorni scorsi, la commissione di inchiesta, guidata dallo storico francese Vincent Duclert ha confermato le “pesanti e schiaccianti responsabilità” della presidenza Mitterand nel genocidio. La Francia sarebbe stata “cieca” di fronte ai preparativi della mattanza. Inoltre, sia prima che durante il genocidio, Parigi avrebbe continuato a supportare economicamente e militarmente il governo ruandese.

Pesanti responsabilità francesi nel genocidio: un passo avanti verso la verità

Il rapporto della commissione di esperti francesi costituisce un importante tassello per ricostruire come la Francia abbia supportato il governo e gli estremisti Hutu. Nel 2019, a venticinque anni dal genocidio, Emmanuel Macron diede il via libera alla commissione di inchiesta sui fatti del 1994. Storici e altri esperti poterono mettere le mani sui documenti militari e diplomatici dell’epoca. Per la prima volta il governo francese permetteva a un team di studiosi di leggere alcuni importanti documenti riguardanti i rapporti tra Parigi e Kigali. Nel 2015, in seguito alla richiesta di un ricercatore, l’ex presidente Holland dichiarò la disponibilità a desecretare parte di questi atti, ma ciò non avvenne a causa del diniego del Consiglio Nazionale francese.

Negli anni precedenti, i vari governi di Parigi, nel tentativo di nascondere le responsabilità francesi nel genocidio, avevano sempre impedito agli studiosi di accedere ai documenti relativi alla vicenda Ruandese. Le istituzioni francesi hanno sempre cercato di nascondere le gravi responsabilità della politica estera di Mitterand non solo in Ruanda, ma anche nelle altre ex colonie africane.

Pesanti responsabilità francesi nel genocidio: le reazioni del governo Ruandese

Il governo ruandese, in seguito al rapporto della commissione parigina, ha annunciato che renderà pubblico un’ analoga inchiesta stilato di esperti del Ruanda. Parigi, infatti, non ha permesso agli storici Ruandesi di far parte della commissione Duclert. La Francia, nel 1994 aveva inviato le proprie truppe nel paese africano. Al termine della guerra, il nuovo governo di Kigali aveva accusato i francesi di proteggere gli ideatori del genocidio. Accuse rimaste inascoltate fino al 2009, quando il paese africano era entrato nel Commonwealth britannico.

Fino al 2010, per protestare contro le responsabilità francesi nello sterminio dei Tutsi, il Ruanda aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Parigi. Nello stesso anno, dopo una visita ufficiale a Kigali durante la quale il presidente Nicolas Sarkozy ammise i gravi errori fatti dalla Francia nell’ex colonia belga, i due paesi decisero di instaurare relazioni bilaterali. L’anno successivo, con la visita a Parigi del premier ruandese Kagame, i rapporti tra i due paesi si normalizzarono.

Non solo la Francia: anche l’Onu ha le proprie responsabilità.

Il genocidio del Ruanda è avvenuto anche a causa della complicità indiretta dell’Onu e di alcuni paesi occidentali. Le Nazioni Unite la Francia e altri paesi, infatti, pur a conoscenza del fatto che gli estremisti Hutu stavano preparando il genocidio, non sono mai intervenuti efficacemente per evitarlo. Kofi Annan, divenuto poi segretario dell’Onu ha avuto gravi responsabilità nel non aver autorizzato i Caschi Blu a sequestrare i massicci armamenti degli Hutu. Incalzato più volte affinché le truppe dell’Onu presenti in Rwanda intervenissero per disarmare i ribelli, Annan ha sempre rifiutato qualsiasi operazione militare. Standosene seduto alla propria scrivania a New York, il futuro segretario generale dava l’impressione di non voler far nulla per evitare il genocidio. I suoi errori permisero agli estremisti Hutu di massacrare più di 800 mila civili di etnia Tutsi.


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