La Comunità Internazionale vede la riforma costituzionale in Russia come poco credibile

La Comunità Internazionale si riserva molti dubbi a riguardo, ma i cittadini russi hanno espresso il loro pensiero in merito

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IL REFERENDUM COSTITUZIONALE IN RUSSIA

Plebiscito riguardo il referendum per la riforma Costituzionale in Russia con il a favore del 77,92%, contro il 21,27% con una frequenza del 65%. Si può dire per certo che il Covid19 non ha fermato i Russi a esercitare il loro diritto di voto. Gli emendamenti per la Costituzione sono approvati, il che significa, di fatto, che sono adottati. 206 il numero degli emendamenti introdotti. Vediamo in che modo le parti più importanti della Riforma cambieranno la vita dei cittadini russi.

Volevamo mostrarvi i punti più caldi dove la Comunità Internazionale ha già bollato questa riforma come poco credibile in merito ai diritti umani, d’altro canto in questi giorni il popolo Russo sta decidendo per il proprio futuro e non per quello dei nostri partner, spiegano le Autorità Competenti.

La Russia si riconosce come successore sia dell’Unione Sovietica che degli Stati che l’hanno preceduta

Ossia, l’Impero Russo, la Russia, il Regno di Mosca e l’antica Russia. Ciò vale sopratutto per i trattati internazionali di cui l’URSS era parte contraente e per il patrimonio degli Stati che l’hanno preceduta. Questo legittima il ruolo della Russia come Superpotenza a livello Internazionale.

Onoriamo la memoria dei difensori della Patria e difendiamo la verità storica

Questo indica che nella Federazione Russa che la riscrittura della storia diventa incostituzionale. Secondo le Autorità Russe, l’EU ha sminuito il ruolo nonché il contributo in vite umane dei Soldati dell’Armata Rossa nello sforzo per la liberazione dell’Europa. Con la liberazione della Polonia l’Armata Rossa perse 600212 uomini, di cui 541029 uccisi o morirono per ferite e malattie. In Ungheria perdemmo 140004 persone e quasi altrettanto in Cecoslovacchia, 69000 in Romania, 8000 in Jugoslavia, 26000 in Austria, più di 1000 in Norvegia e circa 2000 in Finlandia. Durante i combattimenti in Germania (compresa la Prussia Orientale) le perdite dell’URSS ammontarono a 101961 persone, di cui morirono 92961.

Imprescindibilità dei territori russi

Cioè nessun governante del Paese – ora o in futuro – potrà cedere la Crimea all’Ucraina, le Curili al Giappone, la Carelia alla Finlandia. L’annessione della Crimea da parte della Federazione Russa tramite un referendum popolare dove la popolazione di etnia Russa nel 2014 tramite il voto ha portato alla separazione della penisola dal resto dell’Ucraina. Il motivi principali erano la non garanzia da parte del governo Ucraino delle minoranze linguistiche. La UE e USA hanno etichettando la Russia come invasore e occupatore del territorio ucraino. Per questo, Unione Europea, Stati Uniti d’America e molti membri della WTO impongono forti sanzioni economiche alla Russia attualmente in corso.

Il matrimonio è riconosciuto come l’unione di un uomo e una donna

La famiglia e i bambini sono una priorità nella politica Russa. Cioè, i matrimoni tra persone dello stesso sesso non saranno ufficialmente registrati e incoraggiati. Questo è un altro punto che la Comunità Internazionale non condivide, e da sempre accusa la Russia che le minoranze sessuali non hanno diritti e da sempre sono perseguitati.

Elezioni Presidenziali in Russia: Putin trionfa con il 74%

Le cariche Presidenziali nella Federazione Russa

Un altro punto più caldo della riforma è quello sulle cariche di un Presidente. Una persona non può ricoprire la carica di presidente per più di 2 mandati. Eliminata la frase “in fila”. È stata poi aggiunta una regola la quale indica che, la carica per non più di due mandati si applica all’attuale capo di stato, ma senza tenere conto del numero di carica durante i quali ha ricoperto questa posizione in precedenza. Ciò consente a Putin di essere eletto nel 2024.

La Russia durante Putin

Il 2024 è ancora lontano e di certo non sappiamo quali sono i progetti dell’attuale Presidente Russo. Sappiamo che durante il suo primo mandato come presidente, l’economia russa è cresciuta per otto anni consecutivi, con il PIL a parità di potere d’acquisto aumentato del 72%. La crescita è stata il risultato del boom economico delle materie prime degli anni 2000, della ripresa dopo la depressione che ha seguito la dissoluzione dell’Unione Sovietica e di adeguate politiche economiche e fiscali.

Impossibilitato a ricoprire un terzo mandato consecutivo secondo il quarto punto della Costituzione della Federazione Russa, ha poi favorito la vittoria del suo delfino Dmitrij Medvedev, che ha poi nominato a sua volta Putin come primo ministro nel 2008. Ha successivamente potuto ricandidarsi al terzo mandato come presidente vincendo le elezioni presidenziali in Russia del 2012 con il 64% dei voti.

Il calo dei prezzi del petrolio e le sanzioni economiche internazionali imposte dopo la crisi della Crimea del 2014 e l’intervento militare russo nella guerra del Donbass in Ucraina orientale, causate dalla politica estera di Putin, hanno portato a una riduzione del PIL russo del 3,7% nel 2015, sebbene l’economia russa sia rimbalzata nel 2016 con una leggera crescita del PIL pari allo 0,3%, segnando la fine della Grande recessione.

Alle elezioni presidenziali in Russia del 2018 ha guadagno il 76,6% dei voti, rieletto per un mandato di sei anni che si concluderà nel 2024. 56 milioni di russi hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe. Il 76,6% degli elettori l’ha scelto di nuovo come presidente. Anche se l’occidente si ostina a non crederci, i russi vogliono ancora Vladimir Putin al Cremlino: in 18 anni non è mai sceso sotto il 60 per cento dei consensi.

I sondaggi a trabocchetto

Nel 2018 il Centro Levada ha fatto di più: a settembre ha chiesto ai cittadini se fossero disposti a votare per Andrei Semenov, il candidato supportato da Putin qualora il presidente non si candidasse, così come era stato per Dmitrij Medvedev nel 2008. Più del 18 per cento degli intervistati ha risposto di sì. Il 15 per cento ha risposto sì pur ammettendo di non conoscere il candidato. Si trattava però di una domanda trabocchetto, perché Andrei Semenov non esiste. È un candidato immaginario, inventato dai sondaggisti per tastare la fiducia in Putin. “E’ già una vittoria, i cittadini dimostrano di avere grande fiducia nel presidente”, ha commentato Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino.