Perché l’8 marzo non si devono fare gli auguri

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Auguri
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Pensereste mai di fare gli auguri ad un membro della Comunità Ebraica il Giorno della Memoria? La risposta è certamente no. Allora perché vengono fatti nella Giornata Internazionale della Donna?

“Lotto” marzo non si fanno gli auguri

L’8 marzo milioni di donne riceveranno gli auguri per la “festa” della donna. Altrettante una mimosa, una rosa od una scatola di cioccolatini. Il 98% di queste donne, però, ha perso il lavoro durante la pandemia e guadagna il 15% in meno degli uomini; il 31,5% ha subito violenze fisiche o verbali e nel 89% dei casi muore a causa di un femminicidio avvenuto in famiglia. Nessun numero per le donne uccise dall’inizio del 2021: qualsiasi dato sarebbe comunque troppo. Troppo altro, troppo vergognoso, troppo spaventoso e poco realista. La condizione femminile nel mondo e nel nostro Paese resta preoccupante e nessun numero sarebbe capace di fotografare la situazione drammatica nella quale ci troviamo. Gli auguri od i fiori non sono quello di cui le donne hanno bisogno. Nel mondo ed in Italia le donne hanno bisogno di politiche economiche e culturali inclusive, risolutive e concrete.

La Giornata Internazionale della Donna non è una festa

La maggior parte degli auguri che vengono fatti alle donne non sono pensati in malafede. Il problema risiede, piuttosto, nel pensiero collettivo che l’8 marzo sia la “festa” della donna e non la Giornata Internazionale della Donna. Quest’ultima ha avuto origini in un contesto di lotte politiche, femministe e proletarie e, ancora oggi, esiste ed insiste con lo scopo di fare il punto della situazione sulla condizione femminile nel mondo. Ecco perché, oggi, non è una festa ma un momento di riflessione sui traguardi raggiunti e su quelli da raggiungere; sui modelli disegnati dalla società patriarcale che minacciano il femminismo intersezionale e sulle politiche che occorrono per farvi fronte. Da quando la ricorrenza è stata istituita un secolo fa ci sono stati, certamente, dei passi avanti. Tuttavia, quelli ancora da compiere sono tanti, troppi ed urgenti. Quindi, c’è ancora bisogno dell’8 marzo? . C’è bisogno degli auguri e delle mimose? No.

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