Per il suo trentesimo compleanno Galleria Continua inaugura una nuova sede a Roma

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Galleria Continua, galleria e mostra d’arte contemporanea italiana nata nel 1990 nella cittadina medievale di San Gimignano, località assurta a titolo di città secondo Regio Decreto dell’aprile del 1936 nonché area urbana protetta dall’UNESCO perché canonizzata a Patrimonio dell’Umanità ubicata in provincia di Siena e famosa per il suo tipico centro storico e l’intatta architettura risalente per la maggior parte ai secoli XIII e XIV che crea un tessuto urbano unico ricco di torri, masti e torrioni che svettando in cielo hanno reso celebre il paese nel mondo con l’appellativo di New York italiana o Grande Mela medievale, è stata fondata con l’intento di dare continuità all’arte fortemente presente sul territorio, inizialmente cittadino e provinciale, poi italiano.

San Gimignano

Attentissima a promuovere e valorizzare l’arte in generale e più precisamente l’arte contemporanea ritenuta mezzo fondamentale per smuovere le coscienze e le culture oltre che l’intelletto e il benessere attraverso un approccio alla bellezza che si fa denuncia, spirito e speculazione senza che siano tenuti a distanza i debiti accorgimenti sull’educazione e lo sviluppo critico del mondo contemporaneo che vede nella politica, nell’economia e nella cultura tecnologica, digitale e di massa i propri poli principali, Galleria Continua si è presto imposta anche sul palcoscenico internazionale attraverso la creazione di eventi al di fuori del territorio nazionale e mediante collaborazioni con altre notorie realtà artistiche fuori dall’Italia.

Logo della Galleria Continua

Vantando innumerevoli contatti di un certo livello e iniziative di grande portata e per gli emeriti scopi che da sempre vengono perseguiti fin da quando essa nacque e per gli accreditanti pareri che ha riscontrato anche da quotate personalità oltre che per alcune imitazioni che ha avuto nel corso degli anni, durante il trentennio di attività che l’ha vista partecipe nel circolo delle maggiori organizzazioni artistiche sia, come si è detto, all’esterno che all’interno del nostro Paese, a parte l’essere protagonista dei più importanti appuntamenti culturali, la Galleria ha ospitato in numerosissime mostre le esposizioni ideate, in autonomia o in sinergia con la stessa, di moltissimi artisti di fama internazionale dai più svariati pensieri e provenienze artistiche, fra cui per citane solo alcuni, il pittore e scultore italiano esponente della corrente dell’arte povera Michelangelo Pistoletto, i belgi Panamenko e Berlinde De Bruyckere, il fotografo giapponese nonché uno dei più importanti esponenti della fotografia contemporanea Hiroshi Sugimoto, l’artista libanese Mona Hatoum, lo scultore e architetto britannico Anish Kapoor, il cinese Chen Zhen, il francese Daniel Buren, il pittore e sculture greco naturalizzato italiano Jannis Kounellis, il versatile Moataz Nasr, pittore, scultore e artista multimediale egiziano autoproclamatosi attivista culturale, Ai Weiwei, Antony Gormley, Marcelo Cidade, Giovanni Ozzola, il performer artist indiano Nikhil Chopra, Nari Ward, Illja ed Emilia Kabakov, e molti altri ancora.

Michelangelo Pistoletto

Orgoglio del nostro Paese e ormai ben integrata nel circuito delle mostre d’arte internazionali rispetto alle quali è una dei maggiori esponenti, Galleria Continua, in continuità dei risultati e delle positive critiche provenienti sia da intellettuali esperti nel campo che dagli artisti stessi ad essa rivolte per la grande professionalità e la capacità gestionale e lavorativa inerente alla stessa, non smette di ideare nuovi programmi e innovativi progetti artistici non finendo mai di stupire creativi e pubblico. Per coronare i successi ottenuti finora e per concludere il percorso trentennale svolto con meritevoli capacità, con tenacia e perseveranza quale in realtà trampolino di lancio per avviare nuovi ed ancora più ambiziosi progetti augurando così ancora lunga vita nonché ulteriori eccellenti strategie di azione se non maggiore influenza della Galleria a livello mondiale, si è deciso di ampliare la Galleria Continua con un nuovi spazi.

Marchio St Regis Hotels & Resorts

Proseguendo un progetto cominciato nel 2018 in collaborazione con l’Hotel St Regis di Roma, struttura progettata da Mr Ritz in persona appartenente alla catena statunitense di alberghi di lusso St Regis Hotels & Resorts facente capo all’azienda Marriott International, multinazionale americana che gestisce e concede in franchising numerose strutture ricettive con sede a Bethesda, nel Maryland, nell’area metropolitana di Washington DC, Galleria Continua, in accordo con l’hotel, aprirà al suo interno una nuova sede espositiva. Una delle prime collaborazioni se non la prima in assoluto di una certa portata della Galleria col Regis Hotel inizia nel novembre di due anni fa, quando grazie all’appoggio e al contributo concesso dall’allora nonché attuale direttore del Regis Giuseppe De Martino la Galleria ha avuto il via libera per avviare la rassegna di esposizioni a cadenza semestrale all’interno della struttura ricettiva aperta dall’artista milanese classe 1969 Loris Cecchini, artista che ha realizzato installazioni site specific permanenti come quella concepita per il cortile di Palazzo Strozzi a Firenze a inaugurare la detta collaborazione.

Loris Cecchini

Nata per volontà e su iniziativa di tre personalità visionarie che si racchiudono nelle figure di Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo e prendendo originariamente vita nello storico cinema del Teatro San Gimignano, per le capacità imprenditoriali che unite a una passione per l’arte che tiene conto delle diverse sensibilità degli spettatori e dei differenti interessi di provenienza intellettuale e autoriale piuttosto che di matrice fruitiva di tipo disinteressato o turistico che hanno permesso di mantenere Galleria Continua sempre sulla cresta dell’onda come una delle migliori gallerie del suo genere in ambito internazionale dimostrando che si può fare un’imprenditoria positiva legata all’arte fuori dalle rotte tradizionali e centrali delle grandi città, la notizia di questa coraggiosa collaborazione con l’Hotel Regis non sorprende.

Pascale Marthine Tayou

Sebbene stretti rapporti si instaurarono con il Regis proprio durante l’organizzazione delle varie esposizione che hanno visto protagonisti tra gli altri il Cecchini e il belga camerunese Pascale Marthine Tayou, collaborazioni e acquisizioni di un certo rilievo effettuate negli anni passati sono state certo d’aiuto per incrementare la fama della Galleria ed incentivare una più stretta e continuativa associazione tra Regis e Galleria Continua, questi successi si assommano, oltre che in svariati incentivi culturali e propagandistici quali calendari di incontri con curatori, collezionisti e artisti stessi inseriti a colloquio con il pubblico, alle pregevoli assunzioni di nuovi spazi a Beijing o Pechino, assimilazione avvenuta nel 2005 con l’intenzione di promuovere l’arte contemporanea occidentale in Oriente e aprire un canale biunivoco fra Europa e Asia, della sede de Le Moulin presso il comune francese di Boissy le Châtel situato nel dipartimento di Senna e Marna nella regione dell’Île de France e di quella ottenuta in un cinema abbandonato nel cuore del Barrio Chino, la Chinatown dei popoli latini, a L’Avana, prima succursale di Galleria continua sul Nuovo Continente.

St Regis Hotel, Roma

Non solo, Galleria Continua sta davvero volando alto e continuando a sgranare successi su successi si è tuffata in un’altra occasione imperdibile, infatti tra fine agosto e settembre è prevista un’altra apertura a San Paolo del Brasile, il cui direttore e socio sarà Akio Aoki che ne prenderà le redini in accordo con la stessa Galleria e con Allegra Pacaembu, società privata gestita dal CEO Eduardo Barella che investirà oltre 70 milioni di dollari nella ristrutturazione e nell’espansione del complesso in cui sorgerà la nuova sede strategica. Come spiega Silvia Anna Barillà del Il Sole 24 Ore in un articolo degno di menzione, anche qui, a San Paolo, come a Roma, la Galleria non occuperà uno spazio adibito esclusivamente alla galleria, ma entrerà in un luogo pubblico, in questo caso lo Stadio Pacaembu, un luogo simbolico nel cuore della città molto amato dai paulisti, inaugurato nel 1940 e costruito in stile art déco.

L’opening della nuova sede espositiva di Roma, città eterna che non poteva permettersi di non avere una succursale di una Galleria Continua sempre più in espansione, avverrà il 23 gennaio con una serata su invito, per poi aprire al pubblico dal 24 gennaio dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, proprio nel periodo in cui a Bologna sarà in corso Arte Fiera, una delle più importanti fiere internazionale d’arte moderna e contemporanea insieme alle omologhe europee Art Basel e Art Cologne che ogni anno in questo periodo si svolge nel mese di gennaio presso il capoluogo emiliano romagnolo, manifestazione dove fino all’anno scorso la Galleria, assente per quest’anno al festival forse anche a causa della concomitanza con la nuova apertura al Regis, non ha fatto mancare la propria partecipazione.

Oltre ai classici incontri con autori, artisti e dirigenti, che comunque vengono sempre rinnovati e riproposti in diverse chiavi, il programma della nuova apertura sarà arricchito da workshop, visite didattiche e guidate per le scuole in quanto l’intento della Galleria, come perfettamente esposto dai fondatori, non è solo quello di diffondere un sapere alto ma anche presentare spazi e soluzioni che:

“[..] possano essere per i bambini un’esperienza cognitiva, un modo per avvicinarli all’arte contemporanea fornendogli idonee chiavi di lettura, non solo per la comprensione del linguaggio artistico del tempo in cui vivono, ma anche per la creazione di conoscenze creative e stimolanti. L’intento è quello di educare all’arte con l’arte”  

Inoltre, a sancire la collaborazione con la struttura alberghiera, la cui architettura nonché le sale interne e gli arredi essendo già elementi ricchi di valore artistico fungono da cornice ideale e da inscindibile atmosfera alle esposizioni che si vanno ad inserire al suo interno, sono le cosiddette residenze, ossia esperienze di alloggio che potranno fare giovani artisti provenienti da contesti emergenti che avranno poi una occasione espositiva e che sarà possibile conoscere in questi contesti, e ovviamente le mostre.

If I Died, Sun Yuan & Peng Yu

A battezzare lo spazio, nella Sala Diocleziano dell’albergo, sarà l’artista José Yaque, mentre in continuità con il format iniziato nel 2018 che va ad innestarsi all’evento della nuova apertura senza con questo accavallarsi saranno esposte le opere, andando così ad abitare gli spazi comuni dell’hotel, degli artisti concettuali e visionari i cui lavori conflittuali e provocatori, nonostante riscuotano un rilevane apprezzamento per la profondità delle idee che contengono e per la loro armonia abbastanza sconcertante e straniante, continuano a fare molto discutere, si tratta di Sun Yuan e Peng Yu, le cui installazioni visitabili al St Regis sono state recentemente esposte anche alla Biennale di Venezia sotto l’invito di Ralph Rugoff, curatore della scorsa Biennale.

Teenager Teenager, Sun Yuan & Peng Yu

Le tre opere di questi stravaganti artisti, il cui gusto per la demistificazione e l’incanto perturbatore è accertato, intitolate Teenager Teenager del 2011, I Didn’t Notice What I’m Doing del 2012 e If I Died datata 2013, le quali rimarranno esposte fino al 26 aprile prossimo, racchiuse negli stupendi ambienti del Regis assieme a quelle di Yaque, sono un vero e proprio invito all’interazione con l’arte per gli ospiti, i viaggiatori globali e gli stesi cittadini romani, a conferma di quanto la visione programmatica da cui la Galleria Continua trae la propria ispirazione e la sua forza e rispetto alla quale formula il proprio unico e inimitabile prodotto artistico espositivo senza per questo impedire agli artisti di dare sfoggio al proprio stile e al proprio pensiero regali emozioni a tutto tondo in cui il visitatore è invitato a una riflessione sulla scienza, sulle fede verso qualcosa di superiore, sul mistero e sul lavoro dell’uomo e sul suo utilizzo o sfruttamento nel mondo, sui limiti della comunicazione, sui conflitti generazionali ma anche sul significato dello spazio e della mescolanza artistico formale e sulla possibilità di cambiare e di proteggere ciò che abbiamo.

Esempi di opere di José Yaque

Accostandosi tra loro ed esteriormente mischiandosi, simbolo del mantenimento delle essenziali proprietà artistiche dei lavori autoriali, di una disciplina del lavoro creativo che si accompagna alla libertà interpretativa e realizzativa, nonché di una lettura pura delle stesse benché intersecata all’ambiente e alle altre opere, le produzioni artistiche presentate, dialogando in parte sintetizzandosi e in parte confliggendo date le distinte peculiarità di Yaque, Yuan e Yu in considerazione dell’interpretazione dell’arte propria di ciascuno, sono funzionali all’esaltazione della cultura e delle strutture sociali ed architettoniche in cui sono immerse e con cui si interfacciano, espressione di un mondo nel quale l’esistenza umana è indissolubilmente unita a una esigenza artistica che sia completa e in gradi più o meno pervasivi sia intrinseca a ogni settore, a ogni elemento strutturale della vita e del cosmo.  

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